"In questo progresso scorsoio, non so se vengo ingoiato, o se ingoio"

Onda su onda...

Elezioni europee. Quanto è lontana Ventotene... Le ragioni di un rifiuto.

(13 aprile 2014) Con la presentazione delle liste dei candidati si apre anche formalmente la campagna elettorale per le elezioni del Parlamento Europeo. Ci si aspetterebbe che in un simile contesto si parlasse dell'Europa e delle grandi questioni che l'attraversano come il lavoro o le politiche energetiche, del vento di destra e xenofobo che la percorre dalla Francia all'Ungheria, delle spinte secessionistiche che accomunano la Spagna e l'Ucraina passando per il Regno Unito e l'Italia, del rapporto con la Turchia e il Mediterraneo...

 

» continua...

Archivio “Onda su onda”

Primo piano

  • mercoledì, 30 aprile 2014 ore 21:00

    Eurovisioni. L'indignazione, il rebetiko e una nuova idea di contratto sociale.

    Scuola di formazione politica “Territoriali ed europei”

    Eurovisioni. L'indignazione, il rebetiko e una nuova idea di contratto sociale

    L'Europa non è il problema, bensì la chiave per affrontare un nuovo contesto.

    Trento - 30 aprile, 1, 2, 3 maggio 2014

    Il disegno di un'Europa politica sta vivendo un forte appannamento. Le sue istituzioni sono viste da molti come un apparato burocratico ed un insieme di regole dettate dai poteri finanziari. Il suo allargamento è stato spesso vissuto dai cittadini dei paesi più forti come un'insidia al proprio status piuttosto che la costruzione di una casa comune. Gli stati nazionali cavalcano l'onda della paura per evitare di cedere verso l'Europa (e verso i territori) quote crescenti di sovranità. La politica si attarda a cercare soluzioni a carattere nazionale, quando invece la cifra dei problemi appare sempre più di natura sovranazionale e territoriale.

    Il problema sembra essere quello di tutelare al meglio gli interessi nazionali in Europa, ma così facendo non si costruisce l'Europa come soggettività politica, sociale e culturale, la si indebolisce piuttosto. Questo è l'orizzonte nel quale gli stati nazionali più forti ripropongono la loro leadership sull'Europa e questo, a guardar bene, ci racconta di quanto poco si sia fatto tesoro delle lezioni del Novecento. Tanto che l'idea di un'Europa politica nasce come progetto di pace, nel superamento in senso federalista degli stati nazionali e della loro tendenza all'egemonismo.

    Trento, sedi varie

    Il programma

    » continua...

  • Climate Change 2013: online la traduzione italiana del report IPCC

    (31 marzo 2014) Il rapporto più aggiornato ed esaustivo sullo stato dell'arte della ricerca scientifica mondiale sui cambiamenti climatici. Tutto quello che sappiamo sull'aumento della temperatura, sui cambiamenti già in atto e gli scenari futuri, sulla relazione tra emissioni di gas serra e aumento della temperatura e su quanta parte dei cambiamenti climatici in atto e futuri è responsabilità delle attività umane.

    La traduzione italiana della Sintesi per i Decisori Politici (Summary for Policy Makers - SPM) del volume "Climate Change 2013. The Physical Science Basis", prima parte del Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dell'IPCC - WGI-AR5 è disponibile per il download.

    http://www.cmcc.it/wp-content/uploads/2014/03/IPCC_WGI_AR5_SPM_brochure_ITA.pdf

  • Un modo diverso di declinare la pace

    (12 marzo 2014) Oggi si conclude il mio mandato di presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un'esperienza molto bella ed intensa della quale vorrei ringraziare le molte persone che, con il loro impegno e intelligenza, l'hanno resa possibile. Il bilancio di cinque anni di lavoro lo potete trovare su questo sito. Ho provato a sintetizzarne il significato in questo breve scritto.

    di Michele Nardelli

    Un marinaio genovese del XVI secolo che diviene “Sinan kapudan pascià”, il fiulin “vegni gio con la piena” nella Milano degli anni '50 che “tacà sul respingent” di un tram scopre un mondo senza limiti, il poeta maledetto che intravede in una delle sue “illuminazioni” quel che sarebbe accaduto con l'industria della morte nel “tempo degli assassini”.

    Tre immagini fra le tante, attraverso le quali abbiamo proposto una originale declinazione di quelle parole – pace e diritti umani – che nella foschia di questo tempo strano hanno smarrito il loro significato e la loro capacità di comunicare.

    » continua...

    23 commenti - commenta | leggi i commenti
  • «Presenti al nostro tempo»

    La relazione di Michele Nardelli all'assemblea del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani

     

    (14 dicembre 2013) Siamo così giunti alla conclusione del mio mandato come presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Un'esperienza bella e stimolante che ho cercato di interpretare con sensibilità, dedizione e pensiero. "In direzione ostinata e contraria" ha commentato Erica Mondini citando Fabrizio De Andrè nel corso dell'ultima sessione dell'assemblea del Forum svoltasi stamane a Palazzo Trentini.

    Del resto, bastava scorrere il materiale consegnato ai numerosi partecipanti per comprendere l'intensità ma anche la qualità del lavoro svolto in questi quasi cinque anni, un bilancio del quale la mia relazione è parte integrante.

     

    La relazione di Michele Nardelli

    » continua...

    6 commenti - commenta | leggi i commenti
  • Il cantiere «Afghanistan 2014»

    (marzo 2014) Presentato a Trento presso il Café de la Paix il programma di iniziative "Afghanistan 2014". Quattro gli appuntamenti nel mese di marzo su altrettanti spaccati di un paese - l'Afghanistan - in guerra da quarant'anni ma ...che non ha mai smesso di immaginare un futuro diverso. Un film, la presentazione dell'Atlante delle guerre, il festeggiamenti per il Nowruz ed un confronto su quel che potrà accadere in Afghanistan nel 2014, con le elezioni e il ritiro del contingente internazionale.

     

    Il programma

  • L'Impronta Ecologica del Trentino, l'overshoot day il 23 maggio

    In inglese si chiama overshoot day (letteralmente: giorno del superamento) il giorno nel quale il bilancio ecologico va in rosso.

    Il Global Footprint Network il centro di ricerca fondato da Wakernagel ha calcolato che il primo anno nel quale la terrà è "andata in rosso" è stato il 1987 quando al 19 dicembre la popolazione terrestre aveva consumato tutta produzione degli ecosistemi della terra. Wakernagel ricorda che nel 1962, anno della sua nascita, la popolazione terrestre usava annualmente la metà delle risorse prodotte dagli ecosistemi. Dal 1987 ogni anno la giornata nella quale si consumano tutte le risorse della terra arriva ogni anno prima...

    » continua...

  • Tornare alla terra

    S'intitola "Terra madre. Filiere corte, fondi rustici, animazione territoriale, certificazione di qualità nell'azione legislativa di Michele Nardelli".

    E' una sorta di rapporto sul lavoro svolto sul tema dell'agricoltura nella legislatura che si è appena conclusa, ma insieme una proposta per mettere al centro dell'azione del futuro governo del Trentino il territorio, le sue vocazioni e la qualità delle sue produzioni.

    Tornare alla terra, un progetto politico.

    L'opuscolo sull'agricoltura

    1 commenti - commenta | leggi i commenti
  • Fare meglio con meno, il mio manifesto programmatico

    "Fare meglio con meno". Il mio manifesto programmatico

    Non è un bilancio del lavoro svolto e nemmeno il libro dei sogni. E' uno sguardo sul Trentino fra passato, presente e futuro. Un po' come l'idea di "Fare meglio con meno": l'essere orgogliosi di quel che abbiamo realizzato in questi anni riuscendo a tenerci lontani dalle politiche del rancore, il vederne le criticità e l'essere esigenti con noi stessi, la consapevolezza che con minori risorse finanziarie dovremo dare il meglio di noi, valorizzando il patrimonio di sensibilità, di competenze e di esperienze di ciascuno.

    Il mio manifesto programmatico

    » continua...

    13 commenti - commenta | leggi i commenti
Lepanto. La battaglia dei tre imperi
La copertina del libro
Alessandro Barbero
Lepanto
La battaglia dei tre imperi
Laterza

 

La battaglia di Lepanto (1571) ebbe delle conseguenze, o non servì a niente? La domanda che infastidiva Fernand Braudel viene proposta dallo storico Alessandro Barbero a conclusione di settecento pagine che tracciano un affresco molto vivo di quel passaggio di tempo cruciale che fu il XVI secolo. E la risposta che prova a formulare è che se sul piano politico e militare non ebbe un grande effetto, nell'immaginario collettivo essa segnò - grazie soprattutto alla propaganda che in quella circostanza dimostrò forse per la prima volta dove avrebbe potuto arrivare - una sorta di spartiacque fra oriente e occidente.

Il fatto che Lepanto, ancora ai giorni nostri, rappresenti un riferimento tanto per la destra radicale quanto per la Lega ci racconta di quanto quel mito, la superiorità del cattolicesimo sull'islam, ancora produca i suoi effluvi velenosi.

Un libro interessante non solo per gli appassionati di storia (e dei dettagli, dove si nasconde il diavolo ed altro ancora), ma anche per comprendere la partita che si sarebbe giocata nel Mediterraneo e in Europa nei secoli successivi.

Ridare senso alla politica
Mar d\'Aral

di Michele Nardelli

(22 aprile 2014) Guardo i sondaggi che si susseguono come una sorta di polso quotidiano del paese. Hanno da tempo sostituito l'analisi dei processi economici, sociali e culturali, l'indagine sulla condizione delle classi sociali o del lavoro, dei processi di mobilità sociale così come dei rapporti fra le classi sociali. E di come tutto questo interagisca tanto con i territori nella loro diversità storica, culturale, geografica... quanto con i processi dell'interdipendenza nelle molteplici dimensioni europea, mediterranea, globale. I sondaggi spaziano sulle percezioni, gli umori, il sentire non solo nei confronti dei partiti e delle istituzioni... ti dicono quello che pensi, come consumi, come guardi al futuro.

D'altro canto, chi s'interroga più sul futuro? Chi si azzarda ad esprimere una visione del mondo? Quali pensieri si propongono come sistema di valori? Chi s'interroga sulle
dinamiche dei poteri? Si sta nella propria solitudine e l'ambito spazio-temporale del nostro vivere sociale è un "qui ed ora" che misuriamo sulla quantità dei nostri consumi. Solo le religioni, vecchie e nuove, riescono ancora a comunicare con la condizione umana e il suo bisogno di spiritualità.

» continua...

Ciao campione. 'Hurricane', la canzone che Bob Dylan dedicò a Rubin Carter
Rubin Carter, Hurricane

(20 aprile 2014) Rubin Carter se ne è andato. Nel 1975 Bob Dylan dedicò una canzone alla storia del peso medio ingiustamente accusato d'omicidio che era in carcere da alcuni anni. "Mi sono vergognato di vivere in un paese dove la giustizia è un gioco" cantava Dylan. Ecco la canzone, la traduzione e il testo originale.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=hr8Wn1Mwwwk

Colpi di pistola risuonano nel bar notturno
Pistol shots ring out in the barroom night
entra Patty Valentine dal ballatoio
Enter Patty Valentine from the upper hall.
vede il barista in una pozza di sangue
She sees the bartender in a pool of blood,
grida "Mio Dio! Li hanno uccisi tutti!" 
Cries out, "My God, they killed them all!"

Ecco la storia di "Hurricane"
Here comes the story of the Hurricane,
l'uomo che le autorità incolparono
The man the authorities came to blame
per qualcosa che non aveva mai fatto
For somethin' that he never done.
lo misero in prigione ma un tempo egli sarebbe potuto diventare
Put in a prison cell, but one time he could-a been
il campione del mondo
The champion of the world.

» continua...

Tefteri. Il libro dei conti in sospeso
La copertina del libro
Vinicio Capossela
Tefteri
Il libro dei conti in sospeso
Il Saggiatore

 

Era l'anno in cui sarebbe dovuto finire il mondo. L'anno in cui si sentì spesso dire: "Non siamo la Grecia", "non faremo la fine della Grecia". Che peccato. Infatti, non siamo la Grecia. Per questo ne abbiamo bisogno.

 

 

Un patto, ma per quale politica economica?
L\'acqua, una delle risorse importanti della nostra terra

(14 aprile 2014) Leggo e rileggo il testo per trovare traccia di un'impostazione territoriale che avevamo cercato di dare nella scorsa legislatura ad un Trentino alle prese con una crisi di natura strutturale e per ciò stesso richiedente un cambio di paradigma che avevamo individuato nell'identità economica delle nostre valli e nell'“animazione territoriale” come forma di pianificazione strategica fondata sulle Comunità. 

Prendo atto che di tutto questo non c'è traccia nelle “Misure per lo sviluppo economico e il lavoro”, il “Patto” siglato sabato scorso dalla Provincia Autonoma di Trento con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali. O, meglio, una traccia c'è ed è quella del Fondo strategico regionale per lo sviluppo locale, l'idea di una “finanza di territorio” che avevo proposto in una specifica mozione poi entrata nelle leggi finanziarie regionale e provinciale, la cui attuazione rappresenta uno dei pochi spunti di novità del documento. 

Il testo del Protocollo

» continua...

Un significato più ampio e articolato di ri-uso

venerdì, 16 maggio 2014 ore 14:30

Lavoro di cura... in fabbrica
Un seminario che affronta il tema decisivo della cultura del limite, attraverso tre chiavi di lettura proposte da Carlo Buzzi (il concetto di “tempo” e le sue trasformazioni), da Michele Nardelli (la conflittualità sociale e la sua incidenza sulla società) e da padre Fabio Scarsato (il rapporto tra il pensiero religioso e l’ambiente naturale). 

In allegato la presentazione e il programma provvisorio. 

 

 

Sanzeno, Casa de Gentili

Il manifesto

» continua...

Scoprire i Balcani, qualcosa di più di una guida turistica
la copertina del libro/guida

Storie, luoghi e itinerari dell'Europa di mezzo

Per festeggiare i dieci anni di attività l'associazione Viaggiare i Balcani ha deciso di pubblicare un libro-guida destinato a tutti coloro che vogliano mettersi in viaggio verso il Sud-Est Europa. Duecentocinquanta pagine dense di suggestioni e sguardi "altri" rispetto alle tradizionali narrazioni (anche turistiche) su questi territori, a comporre un imprescindibile strumento di conoscenza da mettere nello zaino al momento della partenza.

"... Seduti al fresco di un grande tiglio o dell'acqua che scorre, prendete un caffè. Non l'espresso, simbolo delle nostre vite di corsa, ma la kafa, turca, bosanska o domaca che sia. Quel rito lento di cui abbiamo bisogno per riconnetterci con lo scoorrere del tempo" dalla prefazione di Michele Nardelli

Disponibile su ordinazione mandando una mail a info@viaggiareibalcani.net

» continua...

1 commenti - commenta | leggi i commenti
Tra incudine e martello
Paesaggi

di Federico Zappini

Non credo alle coincidenze, ma quando queste si verificano ne riconosco la potenza simbolica. L’arresto di ventiquattro secessionisti (veneti e lombardi) da un lato, l’approvazione alla Camera della “cosiddetta” abolizione delle Province dall’altro. Il tanko venetista – mix di folklore e follia ideologica – pronto a muoversi verso Piazza S.Marco e il “carrarmato” Renzi che elimina enti locali nel sacro nome della spending review. L’idea balzana di un ritorno alle città-stato teorizzata dai separatisti contro la fretta centralizzatrice che sembra guidare il Governo, sull’onda lunga delle mal sfruttate celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il rancoroso indipendentismo che innalza barriere e rivendica identità esclusive opposto ad una rinnovata retorica nazionale, che sembra non prendere in considerazione le specificità territoriali. Le rinvigorite ambizioni di essere “paroni a casa nostra!” rintuzzate dallo Stato che – sculacciati i suoi enti periferici, spendaccioni e inutili per definizione (!!!) – cerca di riportare a sé l’intera sovranità. 

» continua...

Il fondo stretegico di 500 milioni di euro per lo sviluppo locale al via
Beni comuni

Il Fondo stretegico per lo sviluppo regionale che avevo proposto con una mozione nel 2012 sta decollando. Nei giorni scorsi se ne è parlato in sede di stesura del bilancio di variazione 2014 delle Province Autonome di Trento e di Bolzano e nelle commissioni competenti. A breve l'approvazione del regolamento ed entro anno l'attivazione. Quando ne proposi la costituzione, l'avevo definito uno strumento della finanza di territorio. In allegato un mio intervento in forma di editoriale per un quotidiano locale.

(3 aprile 2014) Con una deliberazione di variazione al bilancio di previsione 2014, presentata dal presidente Ugo Rossi, la Giunta provinciale ha stanziato 75 milioni di euro per il Fondo Strategico del Trentino-Alto Adige. L'impegno finanziario da parte della Provincia autonoma di Trento segue la decisione della scorsa settimana con cui è stata approvata la struttura del Fondo, a cui contribuira' con altri 75 milioni la Provincia autonoma di Bolzano, il fondo previdenziale Laborfonds, Pensplan e altre strutture finanziarie che hanno aderito o aderiranno. Al fondo potranno aderire poi tutti i fondi di previdenza locali al fine di orientare flussi di risparmio generati dal sistema locale verso investimenti strategici per lo sviluppo del territorio; non ci sono limiti alla partecipazione dei privati.

L'editoriale

» continua...

Buona giornata popolo Rom
La bandiera dei rom al Colle di Miravalle
“Bahtalo romano dives” significa “buona giornata del popolo rom”. L'8 aprile si celebra la Giornata internazionale di rom e sinti.

L’8 aprile 1971 a Londra si svolse il primo congresso mondiale dei rom. In quell’occasione venne fondata l’International romani union (Irm), si scelse come inno “Jelem Jelem”, composto da Janko Jovanovic, e una bandiera a strisce orizzontali, in alto il colore del cielo, l’azzurro, e in basso il colore della terra, il verde. Al centro una ruota di carro rossa.

Non amo le giornate internazionali dedicate a temi di grande valore, ne colgo l'ipocrisia del non farsene carico in ogni frammento del nostro tempo. Ma se a qualcosa possono servire, ad aprire gli occhi di qualcuno sul dolore quotidiano, in questo caso di un popolo senza terra che non ha mai fatto guerra a nessuno, allora ben vengano e quindi "bahtalo romano dives".

 

Khorakhanè *

(a forza di essere vento)

dall'album “Anime Salve” (1996) di Fabrizio De Andrè

http://www.musictory.it/musica/Fabrizio+De+Andrè/Khorakhanè

 

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

Porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

» continua...

La mia anima è rimasta lì...
Afghaistan, in fila per il voto

(5 aprile 2014) Quando avviammo il "cantiere" Afghanistan 2014 venne a Trento Daoud Naji, rifugiato afghano e giornalista della BBC a Londra. Nelle nostre conversazioni riconoscemmo una forte sintonia di idee e approcci a partire dalla necessità di costruire un percorso che non fosse condizionato né dagli stereotipi, tanto meno dalle emergenze. Qualche giorno dopo mi arrivò una lettera di Daoud che conservo come una delle cose belle della mia vita. Così oggi, nel giorno in cui l'Afghanistan va al voto per aprire una pagina nuova della sua storia ho pensato di riproporvi quelle parole.

"Ritorno a Londra, il mio viaggio a Trento è stato breve ma l'effetto di questo viaggio è molto profondo e rimarrà con me per un lungo tempo. Partecipare alle conferenze e seminari e dialogare con la gente sono parti costanti del mio lavoro, ma raramente alla fine di un lavoro la mia anima rimane cosi coinvolta... Questa volta sento che la mia anima è rimasta ancora lì, sento e risento i nostri dialoghi senza poterli analizzare ancora...

Vorrei ringraziare Michele e i suoi colleghi per aver organizzato questo evento, lui era intimo e sereno, ha cucinato per noi e mi ha insegnato molte cose, lui è esempio di quel proverbio inglese che dice: pensa globale e agisci locale (Think globally and do locally ), mi sento molto vicino a lui e ai suoi pensieri. Al primo incontro, sono rimasto sorpreso da come andavamo d'accordo.

Le sue esperienze internazionali sono come un tesoro che non si può stimare. E questo ci permette di conoscere le sue esperienze con la profondità con cui lui le ha vissute.

In contrario alla mia volontà non ho potuto vederlo l'ultimo giorno e questo fa sì che aumenti la mia sete di vederlo altre volte. Allora devo imparare bene l'indirizzo dell'ambasciata di Italia a Londra!

Daoud Naji"

«Se mi tolgono il pensiero, muoio...»
Un momento della presentazione del Cantiere Afghanistan 2014

Mercoledì 5 marzo al Cinema Astra di Trento la presentazione di "Dettaglio", il secondo episodio del trittico "Afghanistan 2014".

Una bella intervista, quella uscita su L'Adige di domenica scorsa a cura di Paolo Ghezzi, a Razi e Soheila Mohebi, registi che vengono da lontano e che raccontano il nostro tempo (e che trovate in allegato). Una storia paradigmatica che richiede ascolto e incrocio di sguardi, come quelli che abbiamo sperimentato in questi anni di amicizia.

L'iniziativa rientra nel quadro del Cantiere "Afghanistan 2014" promosso dal Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani avviato tre anni fa e che si è articolato in un percorso cinematografico (la terza puntata verrà girata in Afghanistan), nella relizzazione di un forum di discussione internet (www.afghanistan2014.org), nei numerosi incontri realizzati, in progetti di cooperazione fra il Trentino e l'Afghanistan, nelle relazioni fra l'Università di Trento e quella di Kabul in ordine al futuro assetto istituzionale del paese (ancora da avviare). 

L'articolo su L'Adige di domenica

La nostra Europa
La nostra Europa
Edgar Morin, Mauro Ceruti
La nostra Europa
Raffaello Cortina Editore

 

"Mai nella storia d'Europa le responsabilità del pensiero e della cultura sono state così tremende"

Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani: il nuovo presidente è Massimiliano Pilati
Il nuovo Consiglio per la pace e i diritti umani

(3 aprile 2014) E' Massimiliano Pilati - del Movimento Nonviolento del Trentino - il nuovo Presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani. L'ha eletto oggi pomeriggio - con 44 voti su 57 - la nuova Assemblea dell'organismo, riunita per la prima volta dal Presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, in un'affollata Sala Rosa a palazzo della Regione. E' bastato dunque un solo scrutinio per centrare la maggioranza assoluta necessaria: 3 voti sono stati espressi per la Vicepresidente uscente Erica Mondini (Pace per Gerusalemme), 2 per Aboulcheir Breigheche (Comunità islamica), 1 per Fabio Pipinato (Atas) e per Daniela Fait (Gruppo immigrazione salute). Pilati ha 41 anni, è dottore in agraria e lavora per l'Associazione agriturismo trentino. E' responsabile provinciale del Movimento Non Violento e fa parte del relativo consiglio nazionale.

Prima del voto Pilati si è presentato alla sala, ha spiegato di avere lavorato per due legislature nel Forum con soddisfazione. Ha citato Aldo Capitini, poi Michele Nardelli quando ha detto - al termine del proprio mandato di presidente - che "la cultura della pace viene considerata dalle nostre stesse istituzioni una tematica ancora del tutto marginale". Pilati ha immaginato che si possa lavorare guardando non solo al mondo ma anche alla società trentina, e ha auspicato che il Forum possa produrre proposte e suggerimenti alle istituzioni.

» continua...

Giulia Robol eletta a larga maggioranza segretaria del PD del Trentino. Ma...
partecipazione

(25 marzo 2014) Giulia Robol è la nuova segretaria del PD del Trentino. Con un'ampia maggioranza l'assemblea dei delegati eletti nelle primarie del 16 marzo ha scelto in lei la figura alla quale affidare la guida del partito nei prossimi quattro anni.

Nemmeno il tempo di eleggere Giulia Robol alla segreteria che si è scatenato l'inferno, con un fuoco di fila con l'accusa di aver sovvertito l'esito delle primarie. Eh sì, perché la democrazia sarebbe che chi prende il 37% dei voti (e dei componenti l'assemblea) conta di più del 63% che ha espresso un'altra opinione.

Idea non troppo bizzarra visto che questo, ahimè, è lo spirito del tempo, costruito passo dopo passo nell'era berlusconiana: la cultura plebiscitaria. Che della politica rappresenta la negazione, che guarda con fastidio le istituzioni, che non ha bisogno anzi proprio non tollera la mediazione dei corpi intermedi (partiti, sindacati, associazioni...), perché tutto si gioca nel rapporto diretto fra il capo e il popolo. Il resto è bollato come “consociativismo”.

Auguri, Giulia. Ne hai proprio bisogno.

3 commenti - commenta | leggi i commenti
Vitalizi. Il documento dell'Assemblea del PD del Trentino
L\'assemblea del PD del Trentino

Il documento approvato all'unanimità dall'Assemblea del Partito Democratico del Trentino

(24 marzo 2014) La rinnovata Assemblea del PD del Tentino, nella sua prima riunione, intende dichiarare in modo netto la propria posizione sulla vicenda dei vitalizi e dei privilegi che le norme consentono a favore dei consiglieri regionali. 

C’è l’unanime convergenza su una convinzione di fondo: è in gioco la credibilità politica e morale del PD trentino che non può accettare, senza contraddire le idealità che sono alla base della sua costituzione, questo sistema dei vitalizi e le norme che attualmente prevedono condizioni privilegiate per il calcolo della pensione retributiva dei consiglieri. 

» continua...

La lotta ai privilegi e il paradosso di questi giorni
Fango

di Michele Nardelli

(8 marzo 2014) Da un paio di settimane in Trentino e in Alto Adige - Sud Tirolo non si parla d'altro: i vitalizi degli ex consiglieri regionali. E' accaduto che per effetto delle riforme che pure hanno ridimensionato nella nostra regione questi insopportabili privilegi, venissero liquidate cifre imbarazzanti ai titolari dei vitalizi, ben oltre i livelli contributivi corrisposti. Con l'esito paradossale che la prima Regione ad avere avuto il coraggio di mettere mano ai privilegi della politica si trova ora nell'occhio del ciclone, coinvolgendo in questo anche chi più di altri di tale processo riformatore è stato protagonista. E che le Regioni e il Parlamento Italiano che tali privilegi li hanno sin qui mantenuti si possano permettere di additare la nostra autonomia come un cattivo esempio. Semplicemente un rovesciamento della realtà che risulta insopportabile. D'altro canto, non c'è dubbio che l'effetto della legge del 2012, così come le scelte dell'Ufficio di Presidenza della Regione, abbiano contribuito a minare oltre misura la credibilità della politica. 

» continua...

2 commenti - commenta | leggi i commenti
Al voto, malgrado tutto...
Passaggio

di Michele Nardelli

Domenica prossima, in occasione delle primarie per la segreteria e l'assemblea del PD del Trentino, andrò a votare. E questo nonostante avverta una distanza crescente verso un partito, lo dico con rammarico, che non è riuscito nel suo intento costituente, quello di mettere in gioco le tradizioni culturali novecentesche da cui proviene in un disegno di nuovo umanesimo, capace cioè di offrire risposte originali alla condizione di un'umanità che ha oltrepassato il limite della sostenibilità. E, nel far questo, di re-immaginare le forme storiche dell'agire politico che, in un contesto sempre più interdipendente, fossero in grado di rapportarsi con le cifre – sovranazionali e territoriali – del presente.

Territoriali ed europei, questo doveva essere l'orizzonte di una nuova proposta politica. Ma ai miei occhi, oggi il PD è un partito incapace tanto di visione europea, come di partire dai territori. L'Europa è il luogo della trattativa degli interessi nazionali (il contrario di uno sguardo europeo), i territori sono i terminali della ricerca del consenso, nell'estenuante sondaggio demoscopico cui è ridotto il confronto politico.

Anche l'impronta che segna la nuova fase politica del governo Renzi contribuisce ad allargare questa distanza: nel patto per una pessima legge elettorale in cui il voto dei cittadini è diseguale, nella scelleratezza con cui si intende mettere mano al Titolo V della Costituzione svuotando le già misere competenze delle autonomie regionali, nella superficialità con cui si affronta una crisi strutturale che richiederebbe un profondo cambio di paradigma in nome della valorizzazione nell'unicità dei territori, dell'austerità e della riqualificazione dei consumi. 

» continua...

4 commenti - commenta | leggi i commenti
Ucraina: un nuovo banco di prova per l'Europa
Ucraina

In queste ore la crisi in Ucraina sta prendendo una piega particolarmente pericolosa. Occorre evitare che la prova di forza in atto sulla Crimea provochi un escalation militare delle conseguenze disastrose per tutti. L'Europa deve dimostrarsi capace di percorrere ostinatamente una strada diversa.   

di Michele Nardelli

(28 febbraio 2014) L'Europa è di nuovo alla prova, tanto sul piano della capacità di elaborare la fine del Novecento nel superamento degli stati nazionali, come nel saper mettere in campo la sua forza inclusiva. Gli avvenimenti che in questi giorni stanno sconvolgendo l'Ucraina rappresentano infatti l'onda lunga della disintegrazione dell'impero sovietico (dalla quale sono nati sin qui non meno di diciotto stati riconosciuti o di fatto) e gli effetti altrettanto devastanti del turbocapitalismo che ne è seguito.

Se non ripartiamo da qui, dal formarsi nel secolo scorso di stati plurinazionali e dagli avvenimenti che sono seguiti alla caduta del muro non riusciremo a comprendere appieno il significato di quanto sta accadendo nel secondo più grande stato europeo (perché questo è l'Ucraina), con il rischio di avvallare così le descrizioni superficiali e manichee che vengono date in pasto all'opinione pubblica. 

» continua...

1 commenti - commenta | leggi i commenti
Cenni storici per capire quel che accade in Ucraina
Kiev

(26 febbraio 2014) Quel che sta avvenendo nelle ultime ore in Ucraina è ancora più inquietante delle immagini di scontri e repressione che per giorni e giorni abbiamo visto nelle piazze di Kiev. Unità dell'esercito russo sono entrate in azione a Sebastopoli, sul Mar Nero, dove da anni è insediata una delle più importanti basi navali della Russia, con il sostegno della popolazione che inneggiava alla madre patria e alla secessione. Insomma, è come rivedere un film già visto, dove i simboli etnico religiosi nascondono le contraddizioni tipiche dei paesi post comunisti e leadership corrotte che non hanno mai smesso di fare affari d'oro. Come afferma Francesco Prezzi nella scheda storica che qui riportiamo, sembra proprio che non impariamo mai nulla dal passato, anche recente. Richiederebbe elaborazione più che atteggiamenti manichei. (m.n.)    

di Francesco Prezzi

Pare di capire che la guerra civile nell’ex Jugoslavia non abbia insegnato all’Europa assolutamente nulla. La politica europea in questi anni non ha saputo nemmeno cogliere le primavere arabe, il fallimento delle quali ha provocato l’isolamento della Comunità Europea in un cerchio di fuoco e di guerre civili.

Eppure sarebbe bastato leggere e conoscere la storia di questi paesi per comprenderne il significato. L’iniziativa europea in Siria ha dato come risultato l’aumento del terrorismo, mentre in Ucraina ci si sta drammaticamente avviando verso la guerra civile in un paese che possiede tecnologie nucleari. L’Ucraina, repubblica dell’Unione Sovietica, era anche membro fondativo delle Nazioni Unite.

Forse non tutti sanno che il termine Russia (Russ) nasce a Kiev e non in Moscovia. Non tutti sanno che il cristianesimo di rito bizantino nasce a Kiev e poi si è diffuso nella Moscovia.

» continua...

L’Europa è un’avventura
Zygmunt Bauman
L'Eurpa è un'avventura
Laterza

 
Sebbene le storie sulla sua nascita divergano, in tutte l’Europa è il luogo di una civiltà trasgressiva, di un modo di vita allergico alle frontiere, di una cultura intrinsecamente espansiva. Oggi però l’Europa sembra aver perso la sicurezza in se stessa.

Rappresentanze o rappresentazioni?
Inverno

di Giuseppe De Rita

(27 dicembre 2013) Se mi è permesso per una volta dissentire dalla linea di opinione del Corriere vorrei segnalare il mio preoccupato sconcerto per la generalizzata voglia di spappolare ogni forma e struttura di rappresentazione sociale intermedia, sindacale, datoriale o associativa che sia.

Anche sul piano politico la tendenza è evidente (basta pensare all’accanimento sull’abolizione delle Province o sulla decomposizione dei partiti) ma è sul piano sociale che si concentra in queste settimane l’attacco: il sindacato è un fattore di irrigidimento e conservazione, la Confindustria è in crisi di incidenza e di lucidità su ogni politica di rigore e sviluppo; Rete imprese Italia non corrisponde alle speranze di quando nacque, tre anni fa; le associazioni professionali sono luoghi di bieco e centrale corporativismo; il cosiddetto terzo settore è inquinato da professionismo camuffato. 

» continua...

1 commenti - commenta | leggi i commenti
Riqualificare e rimotivare
Papaveri

(ottobre 2013) In questi giorni si sono intrecciate una serie di iniziative interessanti che hanno posto il tema del modello di sviluppo nell'area alpina: la conferenza stampa con gli esponenti del Bard (Belluno Autonoma Regione Dolomiti), la presentazione dell'ultimo lavoro di Aldo Bonomi "Il capitalismo in-finito" che attraversa le regioni della crisi, l'incontro di Grenoble delle regioni e dei ministri dei paesi dell'arco alpino, l'incontro di Borgo Valsugana sulle "terre alte". La riflessione di Michele Nardelli proposta sul Corriere del Trentino.

di Michele Nardelli

Nel tempo della crisi, abbiamo parlato spesso di "Terre alte", ovvero dei territori di montagna che si sono trovati a dover far fronte a condizioni di mercato più sfavorevoli e a costi sociali maggiori. Produrre un litro di latte in montagna non è la stessa cosa di produrlo in pianura, così come garantire lavoro, scuola e servizi di qualità nello spazio alpino richiede una disponibilità di risorse maggiore che altrove. 

» continua...

Alberto Pacher: Grenoble, l'affermarsi delle tue idee
Alpi

(19 ottobre 2013) Ieri a Borgo Valsugana si è svolta una bella serata che aveva come titolo "Oltre la crisi. Modelli di sviluppo nello spazio alpino. Il caso della Valsugana, fra terre alte e terre sole". Al tavolo dei relatori, insieme al candidato di zona del PD Nicola Ropelato, c'erano il sociologo Aldo Bonomi, il senatore Giorgio Tonini e il consigliere provinciale Michele Nardelli. Aveva annunciato la propria presenza anche il presidente della Provincia Alberto Pacher che però è stato trattenuto a Grenoble per il prolungarsi dei lavori della Conferenza sulle Alpi. Interessante la coincidenza e davvero lusinghiere le parole del messaggio che ci ha inviato.   

"Caro Michele, il prolungarsi dei lavori della Conferenza sulle strategie per lo sviluppo della macro regione alpina di Grenoble ha ritardato la mia partenza e quindi rende impossibile la mia presenza all'incontro di questa sera. Mi spiace davvero in quanto oggi, con i ministri degli esteri delle sette nazioni interessate ed i rappresentanti delle regioni alpine abbiamo parlato proprio dei temi su cui discuterete questa sera, temi di cui si trova ampia traccia nella risoluzione sottoscritta alla fine dei lavori.

Devo dire che mi ha fatto molto piacere sentire continui richiami ed una ampia convergenza su quelle linee di indirizzo su cui abbiamo, e tu in particolare, lavorato in questi anni. Una idea di sviluppo sostenibile, l'adozione di filiere corte nell'agroalimentare, una forte valorizzazione delle identità e dei protagonismi territoriali, la costruzione di reti positive di rapporti tra aree alpine: nel sentire queste cose sottolineate dai vari rappresentanti nazionali e regionali ho proprio pensato che l'impegno legislativo e di promozione culturale che hai portato avanti in tutti questi anni ha finalmente trovato un riscontro politico soprannazionale.

Le Alpi, questo straordinario territorio europeo di montagna, possono davvero diventare un punto di riferimento e di sperimentazione di e per nuove politiche di sviluppo e di integrazione europea: dipenderà molto da quanto la politica locale ci crederà e da quanto saprà fare rete. Anche per questo mi auguro (come cittadino) e ti auguro che nei prossimi anni il tuo impegno su questi temi possa trovare sempre nuova forza ed alleanze.

Con amicizia, Alberto"

1 commenti - commenta | leggi i commenti
Archivio

top | home