Chi sono

L’impegno politico e sociale è la cornice del suo profilo umano e professionale. Ricercatore e dirigente politico, formatore, animatore di programmi di cooperazione di comunità, pubblicista e, da ultimo, consigliere provinciale e regionale nella sua terra, il Trentino.
Un impegno che prende corpo a Trento all’inizio degli anni ’70, quando – studente nelle scuole medie superiori – partecipa attivamente all’esperienza dei Comitati Unitari di Base studenteschi. Sono gli anni della sua formazione umana e culturale e, nonostante un’iniziale ritrosia, la politica apre passioni e visioni. “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” scriveva Fabrizio De Andrè nella “Canzone del maggio” ed era esattamente quel che avveniva in quel passaggio di tempo.
Così nel 1972 aderisce ad Avanguardia Operaia, formazione politica della nuova sinistra. E’ fra i promotori del movimento dei Comitati di Quartiere nell’ambito del quale promuove molte iniziative di lotta nella città, dalle varie forme di autoriduzione all’occupazione del vecchio ospedale Santa Chiara. Sono, gli anni ’70, lo scenario di uno straordinario protagonismo sociale (pensiamo all’esperienza dei Consigli di fabbrica) che produrrà profonde trasformazioni in ogni segmento della vita sociale e politica di questo paese. Un movimento che produrrà le grandi riforme che segneranno l’Italia negli anni successivi, dallo Statuto dei lavoratori alla riforma psichiatrica, dal divorzio alla legge sulla maternità consapevole. Una stagione di partecipazione nella quale non ci sono pause, dove la frenesia dei cambiamenti ed il carattere avvincente delle aspettative non concede tregua. Michele Nardelli vi partecipa come studente universitario, come giovane funzionario politico e come corrispondente del “Quotidiano dei lavoratori”.
Con le elezioni politiche del 1976 si apre una stagione di ripensamento ed insieme di aggregazione della nuova sinistra e in questo quadro si adopera per dar vita in Trentino – con la maggioranza del PdUP (Partito di Unità Proletaria) – a Democrazia Proletaria. Processo che in Trentino viene anticipato di un anno (1977) con il costituirsi di una delle più importanti federazioni di DP nella quale si riconosceranno significativi segmenti del movimento operaio e sindacale trentino. Il suo battesimo saranno le elezioni del novembre 1978 quando DP entra per la prima volta in Consiglio Provinciale e Regionale. Di lì a qualche anno (1982) – attraverso un percorso di approfondimento attorno ai temi del federalismo e dell’autonomia – si trasformerà in Democrazia Proletaria del Trentino, formazione politica autonoma e federata con DP nazionale.
Nelle elezioni comunali di Trento del 1980 (a 26 anni) Michele Nardelli viene eletto Consigliere Comunale, carica che svolgerà fino al 1983 quando si dimette per seguire più da vicino responsabilità più strettamente politiche ed in particolare del Dipartimento lavoro.
Nel 1984 si trasferisce a Roma chiamato a far parte della Direzione e della Segreteria Nazionale di DP, occupandosi del Dipartimento organizzazione di cui diverrà responsabile nel 1987. Sono anni di immersione nella vita politica nazionale, tanto nella conoscenza dell’articolazione politica sul territorio, come nella ricerca di un’identità politica originale, “demoproletaria” appunto, ovvero capace di costruire sintesi nuove a partire dai diversi filoni culturali che lì erano confluiti (la coniugazione delle eresie della sinistra italiana). Una ricerca politico culturale complessa, che pure troverà spazio crescente nell’elaborazione di DP, meno nella sua immagine esterna, schiacciata prima sulla figura di Mario Capanna, poi nell’emergere di una polarizzazione di pensiero fra le componenti ambientaliste e operaiste del partito.
Una polarizzazione che diviene progressivamente incompatibile tanto sul piano politico che con un incarico – quello di responsabile dell’organizzazione – che comporta necessariamente condivisione con le scelte del partito. Così nell’aprile del 1989 di dimette da ogni incarico nazionale e decide di rientrare a Trento.
Di lì a pochi mesi, proprio nei giorni del novembre 1989 in cui cade a pezzi il muro di Berlino ed Occhetto va alla Bolognina, DP del Trentino decide di dar vita ad un nuovo movimento politico locale della sinistra, Solidarietà. Un congresso di svolta, che contribuirà ad aprire un capitolo nuovo nella vita politica della sinistra trentina. Vengono rilanciate idee e valori di una sinistra egualitaria, federalista, fortemente ancorata al territorio, nonviolenta. Michele Nardelli ne sarà il coordinatore nonché il responsabile dell’omonima rivista.
Nell’inverno del 1991, in un tendone realizzato in piazza del Duomo a Trento proprio alla vigilia della prima guerra del Golfo, è fra i promotori della Casa per la Pace di Trento, organismo di coordinamento di numerose associazioni impegnate sul terreno della mondialità, della pace e della nonviolenza. La speranza che la caduta del muro di Berlino e la fine del socialismo reale apra una nuova stagione di pace e di dialogo fra i popoli s’infrange contro il neoliberismo e l’insorgente “scontro di civiltà”. Sono gli anni della tragedia jugoslava, una guerra sull’uscio di casa nostra che farà saltare vecchi schemi e metterà il movimento pacifista in grande difficoltà, ma che stimolerà nuove pratiche di interposizione nonviolenta e di cooperazione.
In questo contesto è fra gli animatori di diversi progetti di cooperazione decentrata e di diplomazia popolare nei Balcani, in particolare attraverso l’Associazione Progetto Prijedor (che arriverà a coinvolgere oltre venti Comuni trentini impegnati in un progetto verso questa città della Bosnia Erzegovina e che è ancora oggi considerata fra le più importanti esperienze di cooperazione di comunità), il Trentino con il Kosovo (in relazione con l’area di Pec-Peja) ed infine il Tavolo Trentino con Kraljevo (che opera nella Serbia centro-meridionale). Esperienze in rete con altri nodi di cooperazione nell’Europa di mezzo che si ritrovano nel Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS), forse la più importante esperienza di rete di realtà locali mai realizzata in Italia, dei cui organismi dirigenti farà parte fino al suo esaurirsi.
Nel giugno 1999, in un bar della Giudecca a Venezia durante i “Cantieri di pace”, elabora con il prof. Tonino Perna dell’Università di Messina l’idea di uno strumento permanente di informazione e di approfondimento verso l’area balcanica, per superare approcci emergenziali ed ideologici: nasce così, grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento, l’Osservatorio sui Balcani (
www.osservatoriobalcani.org), che negli anni successivi diviene il più importante centro di ricerca e informazione sulle tematiche dell’Europa di mezzo in Italia e a livello europeo, nell’ambito del quale ha seguito progetti di ricerca sulla cooperazione, sullo sviluppo locale e sull’elaborazione del conflitto.
Studioso dei temi della cooperazione internazionale, è stato collaboratore e formatore presso l’UNIP, l’Università internazionale delle istituzioni dei popoli per la pace di Rovereto, ed altri centri formativi e master post universitari (Portogruaro, Lecce, Torino, Bologna, Siena). Nell’ambito degli studi e dell’impegno intorno ai temi della cooperazione internazionale ha scritto numerosi saggi ed è coautore (con Mauro Cereghini) di “
Darsi il tempo. Idee e pratiche per una nuova cooperazione internazionale” (EMI editrice).
Sempre nel quadro del suo impegno internazionale, è fra i promotori della rete del Turismo responsabile nei Balcani (
www.viaggiareibalcani.net), progetto che ha avuto il merito di aprire strade di conoscenza verso questa parte d’Europa e di altre relazioni in particolare verso l’area mediterranea.
Mondialità ed interdipendenza sono ancora oggi il campo di impegno principale di Michele Nardelli, ma con uno sguardo che cerca di connettere i territori in una visione “glocale” del nostro tempo. Uno sguardo che s’intreccia con l’impegno politico nel movimento politico “Solidarietà” ed in tutti i luoghi di contaminazione politico-culturale, fino ad arrivare alla scelta di portare questo patrimonio nel percorso di costruzione del Partito Democratico del Trentino, luogo aperto e ampio nel quale sparigliare appartenenze ed idee.
Un impegno che ha assunto un significato anche professionale del tutto nuovo: nelle elezioni provinciali e regionali del 9 novembre 2008, infatti, Michele Nardelli viene eletto con 2599 preferenze in Consiglio provinciale (e regionale). In questo contesto è componente della III commissione legislativa (urbanistica e ambiente). Il 18 maggio 2009 è stato eletto Presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani.
Michele Nardelli vive a Cadine con Gabriella (compagna di una vita) e Nina, una bellissima “Montagna dei Pirenei”.