Recensioni
Spunti stimolanti e... destabilizzanti

Gentili Cereghini e Nardelli,
mi chiamo Giovanni Lago, faccio l'insegnante; sono arrivato ai vostri indirizzi (e a Osservatorio dei Balcani) grazie al libro Darsi il tempo, ricco di spunti stimolanti (e a volte destabilizzanti). Da circa un anno faccio parte dell'associazione "Perchè no?" di Cittadella (Padova) che, all'interno del Comitato di sostegno alle forze di pace della provincia di Padova, fa attività di vario tipo in due villaggi bosniaci. Soko e Karanovac sono confinanti, separati solo dal piccolo fiume Spreca: Soko si trova nella municipalità di Gracanica (Federazione), Karanovac nella municipalità di Petrovo (Repubblica Srpska). L'estate scorsa grazie al lavoro svolto dai volontari "storici" negli ultimi anni, ho assistito a uno spettacolo che è stato per me (era la mia prima esperienza lì) sorprendente: nel teatro di Gracanica ragazzi di Soko e Karanovac hanno recitato, cantato e ballato insieme rappresentando una favola di Umberto Eco, I tre cosmonauti. Vi scrivo perchè la prossima settimana ospiteremo cinquanta ragazzi (età compresa tra dodici e venti anni) di Soko e Karanovac per rappresentare (con la collaborazione di altri due comitati di comuni vicini: Idemo e Unamano) due repliche dello stesso spettacolo (con le parti recitate tradotte ovviamente in italiano e recitate da noi). Vi invio in allegato le locandine delle due serate: so che per voi da Trento sarà un po' difficile raggiungerci, ma ci sarebbe utile se magari poteste girare l'iniziativa ai vostri contatti. Ci piacerebbe - in un prossimo futuro e compatibilmente ai vostri impegni - avere la possibilità di confrontarci con voi sulle attività che stiamo portando avanti, presentando anche Darsi il tempo. Credete sia possibile?
Grazie intanto per l'attenzione e la disponibilità
Giovanni Lago
I dieci No della cooperazione internazionale
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di Fabio Pipinato
(18 febbraio 2011) Anche le trasmissioni più intelligenti come Vieni via con me o Che tempo che fa possono scivolare nella semplificazione in tema di cooperazione internazionale allo sviluppo. Bambini che piangono, farmaci che salvano, sms che ridonano una vita, adozioni che resuscitano, partite del cuore e tanta felicità. Senza volerlo ed in assoluta buona fede si dà voce solo alle ong/aziende più conosciute che già sono marketing oriented e che sanno come bucare lo schermo per loro conto o stressare i passanti nei centri storici.
Riprendere il dialogo a partire da "Darsi il tempo"
La richiesta di Tulime onlus
Caro Michele,
mi chiamo Francesco Picciotto e sono il Presidente di un'associazione con sede legale in Sicilia ma con sedi operative in diverse parti d'Italia che si chiama Tulime (http://www.tulime.org/) e che si occupa di cooperazione internazionale. Ho da pochissimo concluso la lettura del tuo libro "Darsi il tempo", lettura per me particolarmente illuminante e confortante. La nostra è un'associazione abbastanza giovane con una visione che coincide in più punti con quelli che sono i principi espressi nel vostro libro. Il 2, 3 e 4 luglio saremo presenti alla Festa Multiculturale di Parma e in quell'occasione abbiamo deciso di organizzare per quest'anno il nostro Meeting Nazionale. Mi chiedevo se fosse possibile avere in quella sede l'opportunità di fare un incontro con te. Nella data e della durata che preferisci, per noi sarebbe un onore oltre che un piacere.
Aspetto tue notizie.
Francesco Picciotto per Associazione di Cooperanti Tulime
Una chiave per ripensare il mondo e la politica

"Darsi il tempo. Idee e pratiche per un'altra cooperazione internazionale" Emi, 2009 pp 221 euro 13.00
Le esperienze di cooperazione internazionale come una chiave per ripensare il mondo e la politica oggi. Un libro che illustra i fallimenti dovuti al persistere dei vecchi modi di guardare e di ascoltare. Che narra come gli autori hanno capito di dover darsi il tempo di osservare e ascoltare le stesse cose da una molteplicità di punti di vista, di accogliere altri modi di vedere e sentire, di inventare risposte inattese e spiazzanti. Superare l'ansia e l'ossessione del controllo e del progetto da realizzare e dare il tempo non a pochi operatori, ma a intere comunità, la "nostra " e la "loro" di incontrarsi, di saggiare le resistenze e diffidenze e di costruire terreni comuni grazie a progetti impensati e impensabili (prima).
( a cura di Marianella Sclavi )
Darsi il tempo: per che cosa?
Da Missione Oggi, rivista mensile dei missionari saveriani, una recensione del libro di Mauro Cereghini e Michele Nardelli
di Maria Teresa Cobelli
Korogocho. Seduti attorno ad un tavolo scambiamo due chiacchiere con giovani universitari che vorrebbero valutare l'impatto della cooperazione internazionale sulla vita della baraccopoli. Il padre, che ci ospita, ascolta e ad un tratto esce con una frase lapidaria: "La cooperazione è voler andare a risolvere i problemi degli altri per non occuparci di quelli di casa nostra!". Magari un po' brutale, ma come dargli torto, soprattutto nell'Italia di oggi?
È proprio su questo aspetto della critica al sistema degli aiuti allo "sviluppo" che si incentra il libro Darsi il tempo, di Cereghini e Nardelli. (...)
Folgorati
La giusta misura nell'interdipendenza globale. Un'altra idea della cooperazione
Il tempo della cooperazione
di Andrea Rossini - (apparso su Balcani Cooperazione, 7 novembre 2008)
Incontro Michele Nardelli per un caffé nella čaršija di Sarajevo. Sta accompagnando un gruppo di insegnanti trentini in un viaggio di conoscenza attraverso i Balcani. Quando il discorso cade sullo stato della cooperazione internazionale nel Paese comincia a spazientirsi, e a dar voce a pensieri e riflessioni che ormai da anni va ripetendo nelle sedi più diverse. Ritrovo oggi quei ragionamenti espressi in forma compiuta finalmente in un libro, scritto a quattro mani con Mauro Cereghini.
Cooperazione senza confini
Che rapporto c’è tra pluralismo, biodiversità e interculturalità? Già la domanda potrebbe spaventare. Eppure si tratta di tre questioni che ci riguardano tutti nel mondo in cui viviamo, in qualsiasi luogo ci troviamo a vivere.
Ripensare la cooperazione
di Giulio Marcon (apparso su Il Manifesto, 21 novembre 2008)
La manovra finanziaria di Tremonti taglia del 56 per cento i fondi alla cooperazione allo sviluppo. A questa drastica riduzione va aggiunta la cancellazione dei finanziamenti all'educazione allo sviluppo e la vergognosa scelta di privilegiare per la cooperazione quei paesi che collaborano al rimpatrio dei loro immigrati dall'Italia.
Quel che il libro mi trasmette
dal blog "The Balcan Crew - Il caffé delle diaspore" lunedì 22 dicembre 2008
Vi ricordate tutti che io sono persa in amore per Matteo e per il suo blog Metapolis.
Bè, alcuni giorni fa Matteo è stato alla presentazione di un bellissimo libro : “Darsi il tempo” di Michele Nardelli e Mauro Cereghini.
Darsi il tempo
dal blog di Marco Pontoni http://uovofritto.blogspot.com/
Ho avuto l'occasione di partecipare l'altra sera alla presentazione di un libro sulla cooperazione allo sviluppo, argomento di cui mi interesso dai tempi dell'università, forse perchè all'epoca (un'epoca già in parte post-comunista, anche se il Muro ancora non era caduto) quella della cooperazione allo sviluppo sembrava essere una delle poche cause per le quali valeva la pena impegnarsi, pur con le dovute cautele. Gli autori sono Michele Nardelli e Mauro Cereghini, il titolo è “Darsi il tempo” (pubblicato dalla Emi).

Darsi il tempo









