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Premessa - Anche in Trentino dove l'Autonomia e un governo migliore ci hanno permesso di pagare un prezzo più basso per la crisi che ha colpito il paese e per il crollo di fiducia, non possiamo pensare di avere una rendita sufficiente. Il messaggio "uniti per il senato, uniti per l'autonomia" ci ha permesso un risultato unico nel paese ma non basta. L'autonomia è il nostro bene primario e dobbiamo rivendicarlo anche come prodotto del nostro impegno, dobbiamo rivendicare le differenze tra il nostro tessuto sociale e quello che è stato spazzato via dal liberismo e dall'esasperazione dell'individualismo, dobbiamo mostrare le differenze ma essere consapevoli che non sempre ci sono e non sempre bastano.

Toccherò in particolare due punti: la discussione si è quasi interamente incentrata sulle regole: come scegliere i candidati PD alla Presidenza della Provincia e come organizzare le primarie di coalizione con le altre forze politiche. Ne sono scaturite due posizioni piuttosto divergenti: chi propone la convocazione di assemblee territoriali che possano individuare dei nominativi e chi invece non è per nulla disposto a rinunciare, neppure per la scelta del candidato interno, alla celebrazione delle primarie.
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In preparazione delle Elezioni Provinciali il Partito Democratico del Trentino organizza un momento di approfondimento programmatico. Obiettivo della conferenza è l'elaborazione di idee chiave attorno alle quali costruire con la coalizione di centro sinistra autonomista una Carta d'intenti che costituisca la base programmatica per le elezioni di ottobre.
La conferenza si terrà a Rovereto, presso l'Hotel Nero Cubo (uscita sud A22) e si svilupperà in due parti, una mattutina per gruppi tematici, dalle 9.00 alle 13.00 e una plenaria pomeridiana, dalle 14.00 alle 17.00.

di Lorenzo Passerini
La crisi del sistema politico italiano e della cosiddetta II Repubblica merita, da parte di tutte le forze democratiche, uno sforzo di riflessione: lo stato delle "cose" ha ragioni storiche profonde e complesse, che vanno oltre una lettura superficiale degli accadimenti degli ultimi mesi.
(15 aprile 2013) L'Italia, durante i decenni della I Repubblica, è sempre stata una democrazia debole, con un sistema bloccato. Alberto Ronchey impiegò la formula fattore K per analizzare le ragioni della mancata alternanza di governo nel nostro Paese: nel momento in cui un potente partito comunista prevaleva su ogni altra opposizione, con quel nome legato alla tragica esperienza sovietica, senza un'ideologia e una politica estera compatibili con le condizioni storiche dell'Europa a ovest del muro di Berlino, non potevano crearsi le condizioni per una democrazia dell'alternanza.
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(27 aptrile 2013) Come gruppo di amministratori di Enti locali espressione del Partito Democratico del Trentino o di liste civiche che vedono in questo il principale alleato, riteniamo utile contribuire al dibattito relativo al percorso migliore con il quale avvicinarsi alle prossime scadenze politiche e in particolare alle elezioni provinciali del prossimo autunno.
Nel nostro impegno amministrativo quotidiano abbiamo sempre vissuto con orgoglio e come elemento di forza l'appartenenza ad un progetto politico collocato in una dimensione più ampia rispetto a quella locale, un progetto riformista e popolare che costituisce la natura stessa del Partito Democratico. Le difficili sfide che abbiamo di fronte necessitano sempre di più di una responsabilità condivisa, anche tra gli amministratori che nei diversi livelli istituzionali stanno maturando fondamentali esperienze nel governo della complessità del quotidiano. È anche per questo che riteniamo che il Partito Democratico possa arricchirsi maggiormente se valorizza il contributo e la sensibilità dei suoi amministratori, persone che rappresentano orgogliosamente un progetto politico riformista coerente con la storia e le aspettative della nostra comunità. In una fase di crisi delle forme tradizionali di partecipazione i Sindaci, gli Assessori, i Consiglieri impegnati negli Enti locali hanno sempre più la funzione, fondamentale in una democrazia, di rendere protagonisti i cittadini della vita delle Istituzioni.
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L'intervento di Roberto Pinter all'assemblea del Partito Democratico del 22 marzo 2013.
Comunque vada il nostro impegno per il governo del paese abbiamo un patrimonio che non dobbiamo disperdere, e questo patrimonio sono le tante persone che hanno rinnovato la loro fiducia nel Partito Democratico. Verso queste persone e verso chi ha sospeso la sua fiducia per l'assenza di una proposta credibile o di comportamenti credibili, noi dobbiamo sentirci responsabili.
La prima cosa da fare è cercare di rispondere al nostro scopo sociale che è ben descritto dall'atto costitutivo del PD e dunque interpretare la domanda che ci viene rivolta e che noi stessi abbiamo rivolto al PD. Rendere questo paese più giusto.
Un paese più giusto non è solo quello ribalta il rapporto tra economia e politica, che da lavoro a tutti, che riduce le disuguaglianze sociali, che tutela il bene comune e offre cittadinanza e partecipazione, che crea pari opportunità, opportunità per i giovani e parità tra i generi, un paese dei diritti e della legalità, libero dalla corruzione e dalle mafie: un paese più giusto è anche quello che riforma le sue istituzioni e la politica, che trasforma gli apparati e ne riduce il costo, che conosce la sobrietà e la trasparenza, evita il conflitto di interessi e cambia il sistema elettorale.

Il Coordinamento del PD della Vallagarina, riunitosi il 7 marzo per analizzare la situazione politica nazionale e provinciale alla luce del risultato elettorale, esprime le seguenti posizioni, chiedendo che vengano diffuse alla segreteria, ai membri dell'assemblea e da questi all'interno del partito.
1. La situazione politica nazionale è estremamente delicata e decisiva per le sorti del paese e del nostro partito. In questo momento, lo sforzo del segretario Bersani di proporre una soluzione per la governabilità va sostenuto in modo compatto e forte da tutto il partito, evitando ogni distinguo personalistico che finirebbe con l'indebolire tutto il PD e aprire scenari pericolosi per lo stesso paese.

Proposta del segretario Pier Luigi Bersani alla Direzione del Partito Democratico per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento.
(7 marzo 2013) Queste proposte, che non sono ovviamente esaustive di un programma di governo e di legislatura, ma che segnano un primo passo concreto di cambiamento, vengono sottoposte a una consultazione sia riferita alle priorità sia ai singoli contenuti. A questo fine verranno messi in rete l'elenco delle proposte e, via via per ogni singolo punto, i relativi progetti di legge o le specificazioni di dettaglio in modo da consentire una partecipazione attiva alla elaborazione e all'arricchimento dei contenuti.
1. Fuori dalla gabbia dell'austerità
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell'eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione.

Intervista a Pier Luigi Bersani di Massimo Giannini, La Repubblica, 1 marzo
2013
Chiamatelo come volete: governo di minoranza, governo di scopo, non mi interessa. Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare, che propone sette o otto punti qualificanti e che chiede in Parlamento la fiducia a chi ci sta».
Pierluigi Bersani si gioca così le ultime carte. Chiuso nel suo ufficio, tormenta il solito toscano spento. Ma appare molto più battagliero della mesta conferenza stampa di martedì scorso. Il leader del Pd prova a uscire dall'angolo rilanciando la sfida a Grillo («i suoi insulti non mi spaventano»), aprendo alle ipotesi di offrire le alte cariche dello Stato a M5S e Pdl «sui ruoli istituzionali siamo pronti a esaminare tutti gli scenari») ma chiudendo definitivamente la porta a qualunque "governissimo" con Berlusconi («ora basta, di occasioni per dimostrarsi responsabile ne ha avute e le ha sprecate tutte»).
Segretario, partiamo dall`inizio. Il giorno dopo lo tsunami. Cos`ha provato, lunedì sera?
«Come ho già detto: una delusione per una governabilità a rischio». Vogliamo dirlo? Queste elezioni le avete perse. «Anche se per la prima volta un partito di centro sinistra ha avuto la maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato questo non ci ha consegnato di per sé la soluzione, come avverrebbe in altre democrazie del
mondo...».

di Roberto Pinter
(22 febbraio 2013) Abbiamo la possibilità di cambiare qualcosa in questo paese e di renderlo più giusto, abbiamo bisogno di creare lavoro, di retribuirlo meglio e di renderlo più sicuro, di ridare legalità e credibilità e di ricostruire un futuro possibile e sostenibile.
Abbiamo pure la possibilità di cambiare la politica, e un pezzo di strada il PD lo sta facendo, rinnovando con le primarie i due terzi della sua rappresentanza. Non è ancora abbastanza ma è tanto rispetto agli impostori che mettono al centro solo il proprio potere e i propri interessi.
Bersani rappresenta la proposta di governo che vuole un Paese più giusto; il resto, per quanto giustificato dalle responsabilità di classi politiche non adeguate, è cedere al richiamo di chi la spara più grossa ed un modo per non scegliere da che parte stare. Se vogliamo un paese più giusto votiamo il Partito Democratico!

di Michele Nicoletti
Vorremmo che le elezioni del 24 e 25 febbraio segnassero l'inizio di una nuova stagione politica. Non lo chiediamo per noi. È l'Italia ad averne bisogno. Chi non ha lavoro, i tantissimi giovani e le donne; chi non vede riconosciuti i suoi diritti; chi vorrebbe far cultura, fare impresa, organizzare servizi efficienti, difendere l'ambiente, combattere la corruzione e l'illegalità, veder finalmente valorizzato il merito e l'impegno rispetto alle raccomandazioni e alle furbizie, insomma i milioni di persone che vorrebbero un'Italia più giusta.
In questi giorni vediamo riaffacciarsi il rischio di un ritorno di Berlusconi e del centrodestra che ha portato l'Italia allo sfascio. Un loro ritorno al governo segnerebbe la definitiva perdita di credibilità del nostro Paese sulla scena internazionale e un vero disastro economico. Ma non possiamo nemmeno augurarci una nuova situazione di stallo in cui la democrazia viene come sospesa e impoverita e il cambiamento è affidato a governi tecnici che fanno i guardiani dei conti pubblici senza riuscire a rispondere alla domanda di sviluppo, di lavoro, di giustizia.
Abbiamo bisogno di un governo democratico che metta al primo posto i bisogni delle persone. Il Partito Democratico è l'unica forza in grado di costruire questa prospettiva. Ne conosciamo i limiti, ma è l'unico partito che ha cercato di aprire le porte ai cittadini.
Per questo vi chiediamo in questi ultimi giorni un impegno straordinario per contattare le persone, in particolare quelle sfiduciate che vorrebbero non votare o esprimere un voto di protesta, per cercare di convincerle a sostenere l'unica reale possibilità di cambiamento che oggi si offre al Paese, e cioè un governo guidato dal PD.
Cara elettrice, Caro elettore, un ultimo sforzo ci separa dall'obiettivo di aprire una pagina nuova per l'Italia.
Durante le primarie e poi in questa lunga campagna elettorale in giro per l'Italia ho verificato personalmente quanta sofferenza abbia prodotto la crisi più grave che abbiamo vissuto dal dopoguerra, quanta sfiducia e quanta rabbia ci siano nel Paese. Ma ho potuto vedere anche quanto grande sia il desiderio di pulizia, di onestà, di riscossa e quante energie e straordinarie capacità si possono risvegliare.
Tocca a tutti noi lo sforzo e la responsabilità di rimettere in moto queste risorse. Tocca alle forze politiche del centrosinistra, agli iscritti, ai militanti, agli elettori delle primarie ma anche ai cittadini che in questi anni non si sono mai arresi al berlusconismo, al populismo, all'epopea dell'immoralità, al maschilismo deteriore. Ciascuno può essere determinante con la propria iniziativa.
Sabato 16 febbraio, nel centro storico cittadino di Rovereto girerà il trenino del Partito Democratico, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Il trenino, a partire da piazza Loreto dove ci sarà anche un gazebo, farà delle fermate per distribuire materiale informativo e per permettere a chi lo desiderasse di salire.
Tra le 16.30 e le 18.30, sempre in piazza Loreto, è previsto un momento musicale con il gruppo di fiati:The Dirty Krcma Superstisious Stepbrothers Lastimada Ensamble, che definisce la propria musica "balkan folk latin pop".
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La campagna elettorale sembra concentrare la maggior parte dell'attenzione sui temi economici e fiscali ed è comprensibile. Ma il rinnovamento del nostro Paese e la sua più forte integrazione nell'Europa dei popoli e dei cittadini passano anche attraverso una forte e intransigente difesa dei diritti di tutte le persone. Diritti civili e diritti sociali non si possono mai separare. Su questo terreno l'Italia è in condizione di grave arretratezza.
di Michele Nicoletti
Il dibattito sui diritti civili ha diviso per anni il nostro Paese lasciando molte persone - spesso le più vulnerabili - senza un'adeguata tutela giuridica e aprendo nella coscienza collettiva lacerazioni che faticano ancora oggi a ricomporsi. Anche questo fa parte della pesante eredità degli ultimi anni di centrodestra. Non solo sul terreno economico, ma anche sul terreno dei diritti, l'Italia ha bisogno di inaugurare una nuova stagione culturale e politica che non abbandoni i più deboli a se stessi e che cerchi di ricostruire una coscienza civile fondata su valori condivisi. Sui diritti non possiamo accettare passivamente che negli anni a venire si giochino ancora nuove guerre di religione.
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Agli amministratori comunali e circoscrizionali
Ai consiglieri provinciali di Trento
Mancano ormai solo due settimane alle elezioni nazionali ed il clima che si respira in questa campagna ci induce, soprattutto in città, ad un impegno ancora maggiore, per consolidare il voto al Partito Democratico e per convincere gli indecisi ed i delusi a darci fiducia per la costruzione del nostro futuro.
Per fare il punto della situazione e per accordarci sui prossimi impegni, ci troviamo:
lunedì 11 p.v. alle 19.00 (prima dell'incontro sulla cultura) presso il Museo di Scienze Naturali di Trento - via Calepina.
Saranno presenti anche i candidati della città.
Vi chiediamo la massima partecipazione ed anche di focalizzare le concrete iniziative che ciascuno può mettere in campo nei prossimi giorni, ricordando che la cosa importante e' parlare con i nostri cittadini, anche in incontri piccoli e mirati.
Certi di una vostra solerte presenza, vi salutiamo cordialmente.
Il coordinatore cittadino
Vanni Scalfi

di Mattia Civico
Non sempre ciò che non è comprensibile nell'immediato si rivela sbagliato o è necessariamente frutto dell'idiozia di pochi egoisti, dipinti in alcuni casi dalla stampa locale come disinteressati al bene comune e piuttosto concentrati sui proprio destini personali. Per comprendere le ragioni che hanno orientato la coalizione di centrosinistra autonomista a siglare l'accordo per le candidature al Senato sono necessarie almeno tre premesse.
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di Michele Nicoletti *
Nell'accordo politico stipulato tra il PD, l'UPT e il PATT per un'alleanza nei collegi senatoriali del Trentino occorre distinguere tra le ragioni politiche dell'accordo e la scelta finale delle candidature. Le ragioni politiche sono chiare e, a mio parere, molto solide.
La prima ragione è che vogliamo portare il maggior numero di deputati e senatori della regione Trentino-Alto Adige/Suedtirol a sostegno di un governo di centrosinistra che valorizzi le autonomie speciali. Nessun elettore di centrosinistra, in questo momento della storia d'Italia, può desiderare sinceramente di favorire l'elezione di deputati o senatori del centrodestra dopo che questo schieramento ha portato il nostro Paese in situazioni di drammatiche difficoltà. Sappiamo tutti che la partita si giocherà al Senato per via degli effetti perversi del Porcellum e che nella nostra regione vige un sistema di collegi uninominali in cui vince chi ha un voto più degli altri. Se il centrodestra si presenta unito, il centrosinistra non può permettersi di presentarsi diviso. L'impegno che il PD del Trentino si è assunto con Bersani è quello di fare ogni sforzo per portare 6 senatori su 7 al centrosinistra. Sarebbe un risultato straordinario rispetto a quello di altre regioni.