Libri
«C'è una battuta in una scena del film Patton, generale d'acciaio, che da sola riassume ciò che questo libro si propone di capire. Il generale Patton ispeziona il campo dopo la battaglia. Terra sconvolta, carri armati distrutti dal fuoco, cadaveri. Il generale solleva tra le braccia un ufficiale morente, lo bacia e, volgendo lo sguardo su quella devastazione, esclama: "Come amo tutto questo. Che Dio mi aiuti, lo amo più della mia vita"...»
«...I soldati sopravvssuti a una battaglia dichiarano, al ritorno, che quello è stato il momento più ricco di senso della loro vita, di un senso che ne trascende ogni altro...»
«... Scrivere di guerra rende più vicina la guerra, e anche la morte. Arriverò ad accompagnare il mio scritto fino alla fine? o sarò interrotto a metà strada? Facciamo che il libro sia un atto propiziatorio, un'offerta agli dei che governano queste cose... Strano che quello che suppongo sarà il mio ultimo libro approdi sulle rive di questo tema...»
Stefano Fait, Mauro Fattor
Contro i miti etnici Alla ricerca di un Alto Adige diversoRaetia Live
(11 agosto 2010) Un Alto Adige ricco non ha bisogno di orpelli etnici istituzionalizzati. Gli unici ad averne bisogno sono le persone che campano grazie alla separazione, perché laddove non esiste un problema, non c'è bisogno di pagare qualcuno per gestirlo e contenerlo (senza risolverlo).
Prefazione di Michele Nardelli

Maria Rosa Menocal
Principi, poeti e visir
Il Saggiatore
La storia di al-Andalus, il califfato fondato nel 755 d.C. da Abd al-Raman. Una storia che inizia a Damasco nel 750 e si conclude a Granada nel 1492, l'anno della cacciata degli ebrei e dei musulmani dalla Spagna. Cinquecento anni dopo andò in fumo la Biblioteca nazionale di Sarajevo e con essa molti dei frammenti andalusi di cui ci narra Maria Rosa Menocal.
Un nuovo welfare è possibile
di Ugo Morelli
Tra le tante conseguenze del modo di pensare dualistico che separa la qualità della vita civile e la società dall'economia, ritenendo quest'ultima qualcosa che viene prima di tutto, vi è la scissione tra interesse e solidarietà. L'interesse viene di solito associato alla razionalità e l'altruismo solidale alla morale e alla buona volontà.
Edgar Morin
Pro e contro Marx. Ritrovarlo sotto le macerie dei marxismi
Erickson edizioni
«La concezione antropologica di Marx era unidimensionale: né l'immaginario né il mito facevano parte della realtà umana profonda, l'essere umano era un homo faber, senza interiorità, senza complessità, un produttore prometeico votato a rovesciare gli dei e padroneggiare l'universo. Sappiamo invece, come hanno mostrato Montaigne, Pascal, Shakespeare, Dostoevskij, che homo è sapiens-demens - un essere complesso, multiplo, che porta in sé un cosmo di sogni e di fantasmi».
«Di che cosa parliamo quando parliamo di politica? Può sembrare sorprendente, ma non lo sappiamo con certezza: la maggior parte dei nostri pensieri su temi cruciali come giustizia, libertà, eguaglianza, sicurezza agiscono in noi e determinano i nostri comportamenti, senza raggiungere la soglia della coscienza. Questi concetti, scaturiti da ciò che George Lakoff chiama "inconscio cognitivo", sono infatti influenzati da una ragione non del tutto razionale, che si fonda sulle emozioni, e si nutre di metafore ed empatia...»
La mutazione che ha cambiato l'Italia ha avuto tappe ed effetti forse più violenti, quantomeno più vistosi, in Veneto. Il Veneto non è più quello che hanno visto e ci raccontano, in un assiduo confronto tra ieri e oggi, quattro grandi scrittori e poeti.
(5 aprile 2010) S'intitola "Il Veneto che amiamo". E' un omaggio al Veneto, al Veneto dei suoi grandi vecchi inascoltati ma anche ad un territorio che più di altri interpreta la postmodernità; alla laboriosità del suo miracolo economico e alla perdita di identità di una regione sofferente; alla "mitezza dei suoi contadini" e alla delicatezza dei suoi paesaggi quando fra i suoi borghi c'era soluzione di continuità; alla terra d'emigrazione e a quella che mal sopporta i migranti di cui non può fare a meno; alla cultura dei suoi poeti e alla curiosità di chi ha continuato descriverci come quella terra lentamente si andava trasformando.
«Se dovessimo ancora una volta pensare le sorti dell'umanità in termini di classe, allora oggi dovremmo dire che non ci sono più classi sociali, ma solo una piccola borghesia planetaria, in cui le vecchie classi si sono dissolte: la piccola borghesia ha ereditato il mondo, essa è la forma in cui l'umanità è sopravvissuta al nichilismo».
Giorgio Agamben, La comunità che viene Bollati Boringhieri, 2001

Gianfranco Bettin
Indagine narrativa su un delitto nel profondo nord
Feltrinelli
Gorgo al Monticano è un borgo della marca trevigiana. Un assalto in villa finisce in tragedia, e la violenza con la quale vengono assassinati Guido e Lucia che di quella casa erano gli anziani custodi lascia sgomenti. Uno sgomento che si intreccia con la paura e l'odio verso gli altri, perché gli assassini sono tre giovani romeni e albanesi. Gorgo diventa così la metafora di un tempo cambiato che si fatica ad abitare.


Einaudi
Un grande affresco per capire quel passaggio di tempo che fu il secolo XVI e che ancora non si è concluso. L’opera straordinaria di una delle menti più fervide del Novecento.

(22 marzo 2010) In occasione della giornata mondiale per il diritto all'acqua, uno straordinario affresco della storia ed un grido di dolore di un mare che muore
Storie e miti del Mediterraneo d’Oriente Neal AschersonEinaudi
Questo libro racconta di un grande mare interno. Un tempo “inospitale”, poi “benevolo verso gli stranieri”, il Mar Nero è stato il grande spartiacque fra l’Europa e le immense steppe dell’Asia, nonché luogo di incontro di civiltà e culture diverse. Sulle sue sponde vennero a contatto Greci e Sciti, un popolo di coloni e uno di nomadi, nacquero concetti come “civiltà” e “barbarie”.

Rebiya Kadeer, cinese di etnia uigura, si batte da anni per rivendicare i diritti più elementari del suo popolo perseguitato dal governo di Pechino. Privata dei suoi beni, imprigionata, minacciata nei suoi affetti più profondi - il marito e i figli - ha deciso di non tacere e di continuare nonostante tutto a combattere la sua guerra pacifica con le armi della parola e dell'esempio.
Riportiamo in allegato l'intervento di un giovane studioso trentino, Alessandro Rippa, che ha introdotto l'incontro di mercoledì scorso con Rebiya Kadeer

(vedi il Diario di bordo del 26 gennaio)









