Partito Democratico Trentino
Partito Democratico del Trentino
Partito Democratico
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(gennaio 2015) La pagina relativa al Partito Democratico del Trentino finisce nel 2014. Il motivo è molto semplice: non ci credo più. La mia adesione al PD del Trentino (che almeno in cuor mio non implicava necessariamente l'adesione anche al PD nazionale) era fortemente legata a quel percorso che iniziammo nei primi anni '90 attraverso una sperimentazione politica originale che ha fortemente contribuito a rendere possibile l'anomalia politica trentina. Sì, perché a partire da allora questa terra prima democristiana (e dove la sinistra contava poco o nulla) ha iniziato a rappresentare anche sul piano più strettamente politico, negli anni dove l'intero arco alpino era pesantemente segnato dalla paura e dallo spaesamento (e dalle rappresentazioni politiche di tutto questo), un'anomalia.
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di Roberto Pinter
(29 luglio 2015) Il PD s'è preso una sberla. Su questo tutti sono d'accordo. Non che il PD ne avesse bisogno, s'era preso un sonoro ceffone alle elezioni comunali e un cazzotto con le Comunità di valle e dunque era già al tappetto, complice pure la situazione nazionale che non permette al PD trentino di vivere di rendita. Che Rossi l'abbia data per dimostrare chi comanda, ribadendo che lui non ha vinto per caso le primarie, o perché la Borgonovo rappresentava un effettivo problema per il governo provinciale e la tenuta della coalizione, ha poca importanza.
Rossi ha dimostrato di conoscere bene i suoi alleati e sa fin dove può spingersi nell'allargare il suo potere e nell'estendere l'occupazione della amministrazione da parte del Patt. D'altronde se le armi in dotazione del PD sono la minaccia di una telefonata a Roma da parte della delegazione parlamentare si capisce bene quanto possano essere preoccupanti. Tanto più che a suo tempo il Patt si era premunito di siglare un accordo politico con il PD nazionale, scavalcando quello trentino e ottenendo per il fido Panizza il seggio senatoriale di Trento!

Il capogruppo del PD del Trentino in Consiglio Provinciale Alessio Manica esprime in una intervista al Trentino una posizione netta per il no al completamento della Valdastico: "è un discrimine per il modello di sviluppo di questa terra".
«Sulla Valdastico non ci sono margini di mediazione, quest’opera è la discriminante di un modello di sviluppo della nostra terra e su questo non si retrocede». Alessio Manica, capogruppo provinciale del Pd, chiarisce al Trentino quello che in questi giorni qualcuno in maggioranza ha solo sussurrato, di fronte all’accelerazione della giunta Rossi che per la prima volta ha deciso di sedersi al tavolo con il Veneto.
di Chiara Bert, "Trentino", 6 luglio 2015
Se il no espresso qualche giorno fa dal gruppo consiliare non fosse sufficiente, il capogruppo fa capire, senza mezzi termini, che sul sì alla Valdastico si rischierebbe la crisi di giunta. «In questi giorni c’è qualcosa di surreale - scrive al Trentino - nulla è cambiato nelle strategie sulla mobilità dell’Europa e in quelle del Trentino, perlomeno della maggioranza, e si ha però una strana sensazione che le ruspe per la costruzione della Valdastico siano già partite».
Il tavolo con il Veneto.
«Una novità in effetti c'è - ammette Manica - ed è che il Trentino ha giustamente accettato l’avvio della procedura d’Intesa, il rifiuto sarebbe stato politicamente e giuridicamente debole. Avremmo dato un'interpretazione arrogante dell'autonomia, e allargato la platea di coloro i quali non aspettano altro che infierire sull'autonomo Trentino. Ciò significa che ci si siederà ad un tavolo con Veneto e governo per ragionare sulla mobilità complessiva di questa zona del Nord est e dei collegamenti tra noi e il Veneto».
«A quel tavolo però la posizione trentina sulla Valdastico dovrà essere espressa e motivata come si è fatto negli ultimi vent’anni, il tempo e la crisi che viviamo hanno solo rafforzato i limiti di quell'idea. Limiti ambientali, finanziari, di sostenibilità, sociali».

(20 giugno 2015) Fabrizio Barca ha presentato ieri alla festa democratica di Roma il rapporto "Mappa il Pd" che fotografa la situazione dei circoli romani del partito al centro delle polemiche dopo le rivelazioni delle inchieste di Mafia Capitale. Per Barca sono ventisette i circoli (su 108 totali nella capitale) dove si esercita "il potere per il potere", dove cioè "l'interesse particolare soverchia quello generale".
L'intervista di Fabrizio Barca (da www.repubblica.it)
Intanto l'ultima rilevazione dell'istituto Demos di Ilvo Diamanti conferma l'andamento negativo per il PD emerso nelle recenti elezioni regionali.
Vedi i dati http://www.demos.it/a01145.php
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Vicepresidente Olivi, il Pd non si sente schiacciato nel duello Dellai-Rossi?
Personalmente non sono affatto preoccupato dal dualismo Rossi-Dellai. In parte la competizione è inevitabile e solo le profezie dell'onorevole Ottobre ci portano a sconfinare nel terreno dell'imponderabile futuro. Piuttosto vedo il rischio di una disputa sterile tra il «prima» e il «dopo», come se non fossero fasi politiche, per forza di cose, interdipendenti. La realtà è che il Trentino fa fatica a comprendere come il «prima» e l'«adesso» non sono diversi semplicemente per via di una finanza pubblica decrescente, quanto per il cambiamento, per certi versi irreversibile, che ormai coinvolge la quotidianità dei cittadini, delle famiglie e delle imprese.
Fa fatica il Trentino o fa fatica il presidente Rossi?
Dall'accordo di Milano in poi si è continuato a parlare di come e dove distribuire le risorse, ossia ci si è preoccupati della finanza pubblica pressoché solo sul fronte della spesa. Manca una strategia per lavorare sulla generazione delle risorse, ossia sulla crescita la quale diversamente dal passato solo in parte dipenderà dalla mole degli investimenti pubblici e sempre più dalla presenza di un tessuto economico privato in grado di produrre gettito e lavoro. Il Pil del Trentino è stagnante da tempo, questo è il vero problema. Ecco allora che anche questa discussione sulla ricerca è superficiale e vuota. Al Trentino non serve meno ricerca, serve costruire una filiera della conoscenza capace di generare trasferimento tecnologico, ricadute sulla competitività delle imprese e sull'efficienza del sistema pubblico: è da qui infatti che origina la crescita.

Bersani attacca: "Solo elettori? Non è più un partito"
Guerini: "Polemica inutile". Per i democratici l'obiettivo è di 300mila iscritti nel 2014. L'anno scorso furono più di 500mila. Fassina: "Subito assemblea nazionale". Da www.repubblica.it
(Uno shock, dai primi dati del tesseramento anticipati oggi da Repubblica, quello che sta attraversando il Pd. In un anno, a questo punto della campagna, risultano persi 400mila iscritti. Un segnale preoccupante dopo quello del flop dei votanti alle primarie in Emilia Romagna per la scelta del candidato a presidente della Regione. "Sarebbe bello non diffondere dati a caso", scrive su Twitter piccato il vice segretario Lorenzo Guerini. Ma la reazione dell'ex segretario Pier Luigi Bersani è durissima: "Un partito fatto solo di elettori e non più di iscritti, non è più un partito. Lo Statuto dice che il Pd è un partito 'di iscritti e di elettori'. Ovviamente - dice Bersani - se diventasse solo un partito di elettori diventerebbe un'altra cosa... Uno spazio politico e non un soggetto politico. Ma non siamo a questo e - assicura - non finiremo lì".

Nuova segreteria del PD del Trentino. Il dibattito è acceso e mette in evidenza i nodi irrisolti di una politica che non riesce ad affrontare la sua crisi. Ma anche di una informazione afflitta dagli stessi mali. Ne è testimonianza il dibattito che si è sviluppato attorno alle poche righe sulla elezione di Giulia Robol che ho postato sulla mia pagina di facebook. Riporto qui l'intervento che Alessandro Branz iha nviato in queste ore al quotidiano L'Adige.
di Alessandro Branz
(27 marzo 2014) Sia dal resoconto che ne fa Luisa Maria Patruno sull’Adige del 26 marzo, sia dall’intervista rilasciata dal senatore Tonini, emerge una raffigurazione del PD come di un partito diviso in due fazioni nettamente distinte: da una parte i sostenitori di Giulia Robol, che avrebbero architettato l’elezione della loro candidata attraverso trame di palazzo, accordi sottobanco, tentativi di emarginare coloro che si frapponevano sulla strada di un successo conseguito in modo poco trasparente (l’importante è il risultato); dall’altra i sostenitori di Elisa Filippi, vittime sacrificali di tali giochi meschini ed emarginati soprattutto perché espressione della genuina “rivoluzione renziana”, da non potersi evidentemente mettere in discussione in quanto espressione della volontà popolare. Al punto che Tonini si spinge a definire coloro che hanno appoggiato la Robol (le “due aree di incerta definizione politica”) come fautori di una visione conservatrice dell’autonomia.

Una lettera dell'amico Alessandro Branz, candidato per l'Assemblea del PD del Trentino
Cara amica, caro amico,
domenica 16 marzo 2014 si terrà l’elezione del Segretario e dell’Assemblea del Partito Democratico del Trentino. Possono votare gli iscritti al PD, ma anche gli elettori ed i simpatizzanti.
Queste primarie. Si tratta indubbiamente di un passaggio importante: gli ultimi quattro anni hanno visto infatti il Partito Democratico consolidarsi come primo partito della provincia e come forza viva che si è costantemente preoccupata di coniugare lo sviluppo con l’equità sociale. Il mondo però sta cambiando in fretta ed in modo radicale. La globalizzazione impone nuove sfide e la stessa recessione economica che sta colpendo il paese suggerisce la necessità di una rivisitazione della nostra stessa autonomia, nel segno della sobrietà e di un modello di sviluppo sostenibile ed inclusivo.
Dei tre candidati alla segreteria io sostengo con convinzione la candidatura di Giulia Robol, perché condivido il suo progetto politico e perché si tratta di una donna di 42 anni che ha svolto con capacità e competenza il ruolo di assessore presso il Comune di Rovereto e quindi è abituata al lavoro quotidiano su questioni concrete vicine alle esigenze dei cittadini.

(25 marzo 2014) Giulia Robol è la nuova segretaria del PD del Trentino. Con un'ampia maggioranza l'assemblea dei delegati eletti nelle primarie del 16 marzo ha scelto in lei la figura alla quale affidare la guida del partito nei prossimi quattro anni.
Nemmeno il tempo di eleggere Giulia Robol alla segreteria che si è scatenato l'inferno, con un fuoco di fila con l'accusa di aver sovvertito l'esito delle primarie. Eh sì, perché la democrazia sarebbe che chi prende il 37% dei voti (e dei componenti l'assemblea) conta di più del 63% che ha espresso un'altra opinione.
Idea non troppo bizzarra visto che questo, ahimè, è lo spirito del tempo, costruito passo dopo passo nell'era berlusconiana: la cultura plebiscitaria. Che della politica rappresenta la negazione, che guarda con fastidio le istituzioni, che non ha bisogno anzi proprio non tollera la mediazione dei corpi intermedi (partiti, sindacati, associazioni...), perché tutto si gioca nel rapporto diretto fra il capo e il popolo. Il resto è bollato come “consociativismo”.
Auguri, Giulia. Ne hai proprio bisogno.
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(16 marzo 2014) L'affluenza alle primarie segna il minimo storico da quando possono votare non solo gli iscritti ma anche gli elettori (o presunti tali): 7.717 votanti. In sé che quasi ottomila persone partecipino al congresso del PD del Trentino non sarebbe nemmeno un dato trascurabile, ma se confrontato alle precedenti primarie l'esito dovrebbe far riflettere: nel 2009 alle elezioni primarie per il segretario e l'assemblea del PD del Trentino andarono a votare 20.636 persone.
Il risultato piuttosto prevedibile: Elisa Filippi con 2.853 voti raggiunge il 37,37%, Giulia Robol è al 32,25% (2.462 voti), Vanni Scalfi tocca il 30,22% (2.307 voti). Nessuno dei candidati ha raggiunto il 50% e dunque sarà la nuova assemblea ad eleggere il/la segretario/a. Che risulta così composta http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/AFFLUENZE%20E%20RISULTATI%20%20FINALI%20PDF.pdf
Il voto seggio per seggio: http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/RISULTATI%20DEFINITIVI%20UFFICIOSI%2016%20MARZO_1.pdf

Nel dibattito per il congresso del PD del Trentino un tema che mi sta a cuore è quello relativo al partito territoriale. Personalmente non ho firmato per alcuno dei candidati ma in questo intervento pubblicato nei giorni scorsi sul quotidiano L'Adige, Giulia Robol indica una forte apertura in senso federalista.
di Giulia Robol
Egregio Direttore, colgo l’occasione per riprendere alcuni spunti emersi nel suo editoriale di domenica 9 febbraio. Uso le sue parole per sintetizzare la mia mozione: voglio un PD capace di essere il motore primo della giunta e delle sue innovazioni. E aggiungo, un PD in grado di essere il motore dell’Autonomia attraverso la quale potremo continuare a coltivare la nostra specialità ed affrontare la crisi.
Per fare questo credo che il PD del Trentino debba cambiare rispetto agli ultimi anni, mettendo al centro del proprio agire la responsabilità di governo, la capacità di decidere, la formazione di una nuova classe dirigente, una maggior coesione. Questo non significa rinunciare al dibattito interno, al confronto e alla discussione, anzi. Va sviluppata una maggior capacità di sintesi e di decisione, un maggior collegamento tra i cittadini, il partito e gli amministratori.
"Metti in circolo il PD"
Il Congresso di un partito non rappresenta solo il momento in cui si elegge un segretario e si rinnovano gli organismi dirigenti, ma soprattutto un’occasione di discussione aperta, in cui ci si confronta sui programmi, sulle strategie e sullo stesso modello organizzativo cui un partito si ispira.
In tal senso noi, iscritti al Circolo PD della Val di Non, attraverso un lavoro collettivo, abbiamo ritenuto utile stendere questo documento, al fine di avanzare alcune osservazioni relativamente al rapporto tra il Partito Democratico del Trentino ed i territori, a partire da una considerazione di fondo: da tempo abbiamo notato una forte carenza (per non dire assenza) di comunicazione fra gli organi direttivi provinciali del PD (a tutti i livelli), gli amministratori del PD -in particolare consiglieri e assessori provinciali- ed i circoli territoriali, a partire dal nostro, che si ritrovano marginalizzati e comunque senza un vero accreditamento politico e una valida rappresentanza a livello centrale.

Il documento approvato all'unanimità dall'Assemblea del Partito Democratico del Trentino
(24 marzo 2014) La rinnovata Assemblea del PD del Tentino, nella sua prima riunione, intende dichiarare in modo netto la propria posizione sulla vicenda dei vitalizi e dei privilegi che le norme consentono a favore dei consiglieri regionali.
C’è l’unanime convergenza su una convinzione di fondo: è in gioco la credibilità politica e morale del PD trentino che non può accettare, senza contraddire le idealità che sono alla base della sua costituzione, questo sistema dei vitalizi e le norme che attualmente prevedono condizioni privilegiate per il calcolo della pensione retributiva dei consiglieri.

Domenica 8 dicembre 2013 si vota per le primarie relative all'elezione del segretario nazionale del Partito Democratico. In lizza tre candidati: Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo e Matteo Renzi.
Di seguito riporto l'ubicazione dei seggi nella Provincia di Trento. Un'informazione tecnica, la mia, di fronte ad un passaggio che non mi entusiasma e che avverto lontano, anche in considerazione al fatto che non mi riconosco in nessuna delle mozioni politiche congressuali nazionali proposte. La mozione che avrei sostenuto e fatta mia, quella territoriale ed europea, non sembra aver cittadinanza nel dibattito del PD.
L'8 Dicembre si svolgeranno le primarie aperte del Partito Democratico per eleggere il suo segretario nazionale e candidato premier e la sua assemblea nazionale. Tutti coloro che si riconoscono nel Partito Democratico possono partecipare al voto, non è necessario essere iscritti: basta aver compiuto sedici anni e portare con sé carta d'identità, tessera elettorale e versare 2 euro. Gli iscritti al Pd 2013 non sono tenuti al versamento di questo contributo, ma saranno automaticamente iscritti all'Albo delle elettirici e degli elettori.
Ecco le mozioni con le quali i candidati presentano le loro idee e i loro programmi, ai regolamenti e le modalità di voto.
- MOZIONE CUPERLO
- MOZIONE RENZI
- MOZIONE PITTELLA
- MOZIONE CIVATI

Questo articolo è apparso nei giorni scorsi sul quotidiano L'Adige
di Luca Paolazzi
Il dibattito che si sta svolgendo sulle pagine di questo quotidiano in merito al ruolo del PD del Trentino dimostra come non ci sia solo una politica che si nutre di convenienze, di tattiche e di progetti a breve termine, ma che esiste ancora una politica capace di elaborare un pensiero lungo, idee, visioni e strategie.
Nelle prossime settimane il Partito Democratico del Trentino affronterà la propria stagione congressuale e questa potrà e dovrà essere l'occasione per innovare la propria forma partito e le proprie modalità di azione, elaborando un progetto territoriale ed un'idea condivisa del Trentino futuro. Questo a condizione di non omologare il dibattito locale alla "liturgia" nazionale ma, pur ribadendo la collocazione all'interno di una grande forza riformista nazionale ed europea, arricchendolo con la consapevolezza della nostra matrice autonoma territoriale e del ruolo che il Trentino può avere nel contesto delle regioni alpine. Sarebbe, al contrario, un'occasione sprecata.
Presentato oggi a Trento il programma elettorale del Partito Democratico del Trentino in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale
(1 ottobre 2013) Rafforzare la nostra impronta riformatrice misurandoci con la sfida del cambiamento è il modo migliore per fare del Partito Democratico del Trentino il perno di un progetto politico capace di consolidare e rendere più sostenibile il nostro livello di benessere e coesione sociale. Per venire a capo di questo stato di cose, abbiamo detto che occorre "fare meglio con meno", il che significa valorizzare al meglio le risorse, le vocazioni, le potenzialità, le intelligenze, le esperienze e la fantasia di cui è ricca la comunità trentina in una mobilitazione forte, partecipata e coesa. Questo sentirsi comunità è la vera risposta a una crisi che, in quanto strutturale, rappresenta un contesto nuovo e imprescindibile nel quale è necessario dare risposte nuove a sfide non rinviabili.
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(19 settembre 2013) Un sondaggio demoscopico commissionato dal PD del Trentino e realizzato nel mese di settembre sulle intenzioni di voto in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale del prossimo 27 ottobre.
L'esito indica una netta preferenza per il candidato Ugo Rossi e confermerebbe il PD al primo posto, ma la soglia del 40% sarebbe superata di pochissimo. Il che ci dice che è necessario impegnarsi a fondo per rendere più robusto il risultato della coalizione, del PD e dei candidati che possano dare maggiore affidabilità coalizionale.

Dobbiamo cambiare tutto quel che va cambiato, ed è tanto. Nei mesi passati mi è stato chiesto di dare una mano accettando di fare una cosa tra le più impegnative: discutere le ragioni del nostro partito e candidarsi a guidarlo come segretario per una fase. Ho ascoltato la richiesta. Ma soprattutto ho un rispetto profondo per le intelligenze e i sentimenti che vivono tra la nostra gente. E allora, per coltivare quella proposta e avviarne il cammino, ho provato a raccontare con queste note alcune idee sul Pd e sull'Italia dei prossimi anni. Non è ancora la piattaforma che presenterò quando ci saranno regole e date certe. Sono solo appunti che l'ascolto di questi mesi ha già arricchito e che metto a disposizione.
Bisogna crederci
Credo in un Partito democratico per il nuovo tempo. All'Italia non basta qualche riforma. La prova è dire su cosa fondare un'altra idea del nostro futuro in Europa. Su quali principi incardinare una stagione che abbia al centro il valore della persona, una nuova condizione umana che interroga scienza, economia, civiltà. L'Italia rinascerà se la politica cambierà il potere per distribuirlo a chi oggi non sa neppure cos'è.
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(28 agosto 2013) L'Assemblea provinciale del Partito Democratico del Trentino, preso atto delle dimissioni del Segretario provinciale, ha deciso di attivare la procedura congressuale per la rielezione del segretario e dell'Assemblea, che si terrà dopo le elezioni provinciali, e comunque entro l'anno. Gli organismi dirigenti rimarranno in carica fino al congresso, ma l'Assemblea ha deciso di affrontare le elezioni con una riorganizzazione straordinaria del partito, che è comunque volta alla prosecuzione della gestione unitaria del partito assicurando il coinvolgimento di tutti.

di Alessandro Branz
( 7 agosto 2013) È difficile dar torto ad Elisa Filippi quando (l'Adige, 2 agosto) constata come i conflitti interni al Pd, anziché essere caratterizzati da questioni di carattere politico, programmatico o ideale, sembrino privilegiare aspetti di tipo correntizio, legati alla «gestione del potere interna al Partito» (anche se un'osservazione di questo genere non andrebbe solo enunciata, ma anche attentamente verificata e dimostrata).
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di Alessandro Olivi
Il PD deve decidere se vuole essere spazio o progetto politico. La differenza è sostanziale e dirimente. E' quella che c'è tra un insieme di individui e un collettivo.
Oggi il PD assomiglia più ad uno spazio che ad un progetto. Invece in una fase storica in cui si stanno dissolvendo i vincoli comunitari, c'è bisogno di partiti che non si limitano ad ospitare aspettative e aspirazioni personali, ma che assolvano alla funzione di costruire un tessuto connettivo che tenga insieme valori, idee e proposte condivise. No, quest'ultima non è un'idea vecchia di partito, come certamente si affretterà a dire qualcuno che ambisce invece, in nome del nuovo, a riproporre modelli ottocenteschi dove non erano previste organizzazione sociali e politiche attraverso le quali i soggetti più deboli potevano incidere nelle decisioni pubbliche. Al contrario, è l'essenza stessa di un modo di vivere ed interpretare la politica come avventura collettiva e di popolo.
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di Norma Micheli
Mentre scrivo, leggo le parole di Nicoletti e lo ringrazio per il tono, la chiarezza e il lavoro svolto. All'assemblea di domenica 28/7 ero assente. Quindi posso essere ascritta subito al gruppo delle interpretazioni. Se ci fossi stata avrei votato a favore delle dimissioni date, anche se ciò avrebbe comportato votare contro persone che stimo da tempo o che nel PD ho imparato a stimare: parlo di Segretario, Presidente e componenti del Coordinamento.
Avrei votato a favore non perché sono partigiana degli uni o degli altri ma perché credo che la nostra sia stata una sconfitta politica e d'azione profonda, in cui tutti, anch'io, abbiamo svolto la nostra parte, ciascuno secondo il peso del proprio ruolo.
Capisco bene però che mentre si pensa ad accettare le dimissioni è necessario anche concretizzare un'ipotesi di successione. Dunque comprendo bene le ragioni per cui l'Assemblea non ha portato a compimento il percorso.

Ai componenti la commissione elettorale, alla segreteria provinciale, ai componenti l'assemblea provinciale, ai segretari dei circoli
Martedì sera si è riunito il direttivo del circolo Destra Adige allargato agli amministratori per affrontare l'argomento: formazione lista elettorale.
In premessa e a margine è stato evidenziato il fatto che tutti i giorni Internet, i giornali e i media in generale mostrano un pd, sia locale che nazionale, diviso e intento in continue estenuanti discussioni che si stanno dimostrando devastanti. Oltre che demotivare il nostro elettorato questo alimenta il populismo.


"I risultati delle primarie per la scelta del candidato presidente del centrosinistra autonomista restituiscono un risultato che mostra impietosamente i limiti del Partito Democratico Trentino, che da prima forza di coalizione non è stato in grado di valorizzare e rendere vincente la propria proposta politica. Ai sinceri complimenti che rivolgiamo a Ugo Rossi e al PATT per aver saputo, e non da oggi, lavorare con compattezza e lungimiranza sul territorio, ci troviamo nella necessità di rivolgere alcune considerazioni al nostro partito". Inizia così il documento del Circolo Valsugana Orienatle e Tesino che trovate in allegato.


Documento del Direttivo del Circolo di Rovereto allargato al sindaco, agli amministratori, ai consiglieri comunali, ai consiglieri circoscrizionali.
(17 luglio 2013) L'esito delle primarie del 13 luglio 2013 è stato assolutamente negativo per il PDT. La negatività risulta ancora più evidente, considerato che sono andati a votare 23.737 cittadini, superando di oltre 3.000 unità coloro che l'avevano fatto per le primarie Italia bene comune che sono stati circa 20.000. Per Alessandro Olivi ha votato solo il 40% dell'elettorato del 2 dicembre.
Da parte di tutti è stato espresso, ad Alessandro Olivi, il dispiacere per come sono andate le cose sia a livello politico e personale. E' stato ringraziato per la serietà dell'impegno, il coraggio e la generosità che ha messo in questa partita. Generosità, che non è stata per nulla premiata dall'insieme del partito in cui, in questo momento, vengono prima del progetto politico le ambizioni personali di qualche personaggio.

Pubblichiamo il “contributo di idee” - costruito dopo un percorso condiviso con alcuni incontri aperti e partecipati - sottoscritto da 40 persone, prevalentemente giovani - impegnate nei Circoli del PD del Trentino, nelle associazioni, nelle Istituzioni - che hanno voluto condividere un’impostazione comune in vista del prossimo congresso.
(gennaio 2014) Confrontandoci insieme abbiamo condiviso la necessità di fare della fase congressuale che ci attende l’occasione per rafforzare il nostro partito, superando quelle frammentazioni che negli ultimi anni ci hanno impedito di costruire un progetto politico affidabile e maturo, vero cardine della coalizione e del governo provinciale. In particolare abbiamo individuato un filo conduttore rispetto al ruolo e al profilo che vogliamo attribuire al nostro partito e ai contenuti di un progetto che dovrà saper interpretare.
1) Un partito strutturato, inclusivo, aperto, che si occupa di contenuti. Un progetto politico, per essere tale, si deve nutrire del confronto costante con la società e saperne dare rappresentanza. Per fare questo c’è bisogno di un partito aperto e strutturato, che sappia indicare - attraverso la sua articolazione territoriale in Circoli e Coordinamenti di Valle - soluzioni alla comunità, grazie ad un rapporto costante con i corpi intermedi, le associazioni, le istituzioni, i cittadini. C’è il bisogno di far emergere una nostra visione comune del Trentino, soprattutto in relazione ai problemi che la politica sarà chiamata ad affrontare nel prossimo futuro: l’economia e il lavoro, l’autonomia e le sue riforme, il rinnovamento della classe politica, la gestione delle risorse collettive, l’innovazione sociale e del welfare ecc.

di Bruno Dorigatti
Nelle ore successive alle scadenze elettorali, prima ancora delle riflessioni imperversano i giudizi sommari, richieste di rese dei conti, accuse e attacchi ai colpevoli delle sconfitte, congratulazioni più o meno oneste ai vincitori. Io ho atteso un po' di tempo, prima di esprimermi pubblicamente: privatamente, ho già espresso
complimenti e vicinanza ai partecipanti alle primarie. Non nascondo una certa delusione: non tanto per il risultato, che premia un partito che è riuscito a mobilitarsi con entusiasmo. La delusione nasce dall'ennesima dimostrazione di fragilità del PD, partito al quale sono iscritto, che si dimena ormai da tempo tra personalismi, litigi e divisioni che lo rendono debolissimo e, al momento della prova, poco credibile.
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Sabato 13 luglio si svolgono le elezioni primarie per l'individuazione del candidato presidente della Provincia autonoma di Trento della coalizione del Centrosinistra autonomista nelle elezioni. Quello che segue è l'elenco dei seggi nei Comuni trentini.
VAL DI FIEMME
- CASTELLO MOLINA DI FIEMME (con VALFLORIANA-CAPRIANA) Sala Tisti c/o Casa sociale - Molina di Fiemme
- CAVALESE (con CARANO-DAIANO-VARENA) Sala della Biblioteca - via Marconi, 6
- PREDAZZO (con ZIANO DI FIEMME) Sala del Municipio - piazza SS Filippo e Giacomo
- TESERO (con PANCHIA') Sala riunioni del Municipio, via IV Novembre, 27
PRIMIERO
- CANAL SAN BOVO Sala Aste del Municipio - via Roma 58
- FIERA DI PRIMIERO (con IMER-MEZZANO-SAGRON MIS-SIROR-TONADICO-TRANSACQUA) Sala ex Azienda Elettrica - via Terrabugio, 18
BASSA VALSUGANA E TESINO
- BORGO VALSUGANA (con CASTELNUOVO) Sala Rossa della
Comunità di Valle - Corso Ausugum
- CASTEL TESINO (con PIEVE TESINO-CINTE TESINO) Sala della Biblioteca - via Venezia
- GRIGNO Biblioteca - viale Trento
- RONCEGNO TERME (con NOVALEDO-RONCHI VALSUGANA) Sala riunioni del Comune, piazza De Giovanni
- STRIGNO (con BIENO-IVANO FRACENA-OSPEDALETTO-SAMONE-SCURELLE-SPERA-VILLA AGNEDO) Poliambulatori - via Marconi
- TELVE (con TELVE DI SOPRA-CARZANO-TORCEGNO) Sala Polivalente c/o Caserma Vigili del Fuoco

Gentili elettrici ed elettori,
Care e Cari democratici,
Vi chiedo scusa se questo messaggio vi arriva in mezzo a molti altri che vi invitano a
partecipare alle primarie di sabato 13 luglio e a sostenere il candidato del PD
Alessandro Olivi.
So che troppi messaggi possono irritare, tanto più in un momento in cui le ragioni di
irritazione politica legate al quadro nazionale si moltiplicano.
Vi chiedo però uno sforzo di concentrazione sulla nostra realtà provinciale e sull'importanza di questo appuntamento che sarà reso possibile, ancora una volta, dalla generosità di centinaia di volontari.
Non sprechiamo questa occasione e le energie che abbiamo investito in tutti questi anni per dare al Trentino una "trazione democratica" e facciamo sì che la giornata di sabato sia una bella giornata: una giornata di rafforzamento
di tutta la coalizione, grazie a una forte partecipazione, e di rafforzamento dell'iniziativa del PD, grazie a una decisa affermazione di ALESSANDRO OLIVI.
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Il documento del Gruppo consiliare del Partito Democratico del Trentino a sostegno di Alessandro Olivi
Il prossimo 13 luglio gli elettori della coalizione del centrosinistra autonomista del Trentino sono chiamati ad esprimersi nelle primarie per l'individuazione del proprio candidato presidente nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.
E' la prima volta che tale scelta avviene attraverso lo strumento delle elezioni primarie e questo percorso partecipativo rappresenta in sé un fatto nuovo che potrà contribuire a dare una più forte legittimazione al candidato della coalizione.
Nel delicato passaggio politico e sociale che attraversiamo, con le sfide complesse che la prossima legislatura provinciale si troverà a dover affrontare per effetto di una riduzione delle risorse e di un quadro di maggiori competenze assegnate alla nostra autonomia, i partiti della coalizione hanno scelto la strada di sottoporre i candidati ad un passaggio democratico tutt'altro che formale.
Perché la consultazione del 13 luglio sarà vera, tanto nell'autorevolezza delle candidature presentate, quanto nell'indicare la necessità di imprimere un timbro innovatore nella politica provinciale dal quale esca la visione di un Trentino capace di valorizzare le proprie risorse umane e naturali, consapevole che le sfide del presente si possono vincere solo con una comunità coesa e attrezzata sul piano della conoscenza, in dialogo con le regioni dell'arco alpino, con il Paese e con l'Europa.

Un'intervista al candidato del PD del Trentino Alessandro Olivi alle primarie del centrosinistra autonomista
Alessandro Olivi allora ci siamo, il 13 luglio ci saranno le primarie
per eleggere il candidato presidente del centrosinistra autonomista, è la prima volta che accade in Trentino?
Si è la prima volta e credo sia del tutto evidente che se le primarie sono divenute uno strumento di partecipazione condiviso anche da altre forze politiche sia merito del Partito Democratico, che le ha introdotte fin dal 2008. Ricordo bene in quel periodo lo scetticismo e in alcuni casi il sarcasmo da parte di altri partiti politici nei nostri confronti.
Mi fa piacere che oggi, perlomeno nell'ambito della coalizione di centrosinistra
autonomista, si guardi alle primarie come ad una grande opportunità, in un momento in cui si è creato un forte distacco fra la politica ed i cittadini, se pensiamo al calo generalizzato dell'affluenza nelle ultime elezioni amministrative.

Vi trasmetto la mail con cui Luca Zeni rinuncia alla sua candidatura. Vorrei fare però alcune brevi, sintetiche e pungenti considerazioni.
Se capisco bene, Zeni ritiene che noi componenti dell'assemblea provinciale (regolarmente eletti) non eleggiamo un candidato (come invece avviene, a suo dire, per primarie "aperte", anzi "apertissime") ma lo "nominiamo" (termine brutto e spregiativo). Forse, sempre per Luca Zeni, noi "cattivi" componenti dell'assemblea provinciale non siamo neppure eletti, ma a nostra volta nominati: peccato si dimentichi che la nostra elezione era proprio legata all'investitura diretta di un segretario,
vale a dire ad una formula che al nostro piace tantissimo.
Guardate, amici/che, compagni/e, io è da qualche anno che combatto con le mie modeste forze intellettuali contro un modello di partito, come quello che emerge dalle parole e dal comportamento di Zeni, disegnato intorno ad una persona e non intorno ad una comunità (un collettivo: ah scusate brutta parola anche questa...). Combatto contro partiti a immagine e somiglianza del candidato e poi del leader eletto, che instaura con i cittadini un rapporto diretto coinvolgendoli solo nel momento del voto o in vista di quest'ultimo (ecco le primarie quanto mai "aperte"), ma poi
dimenticandosene e dimenticandosi di misurarsi nei circoli e nelle assemblee di base, ove palpita la vera "vita" del partito. Credo invece in un partito in cui la base sia effettivamente coinvolta ed i leader siano a disposizione della base, non la utilizzino solo a fini personali. Un partito che opera dal basso, non dall'alto.
Perciò la conclusione cui giunge Zeni non mi meraviglia: non si compete sul "campo" che non ci aggrada. Ma in tutto ciò dov'è il senso di servizio, la politica come valore, ecc. ecc.?
Scusate lo sfogo, ma ora sto decisamente meglio.
Ciao a tutti, Alessandro Branz
Sento però girare voci di intenzioni di schede bianche o di ritiro dalla candidatura per dissenso rispetto alla decisione di votazione unica nell'Assemblea o di tentazioni di cadidature "provocatorie". Pur nel rispetto delle decisioni di ciascuno, mi sento di invitare tutti alla riflessione nell'auspicio che il voto di lunedì prossimo divenga un'occasione di confronto positivo e il più sereno possibile, evitando drammatizzazioni eccessive o la ricerca di "colpi di scena" che riuscirebbero solo ad avvelenare il clima interno e risulterebbero poco comprensibili o controproducenti all'esterno.

(28 maggio 2013) Carissime/i, in quanto componente dell'Assemblea provinciale del PD del Trentino, mi pare giusto ed opportuno riferirvi brevemente su quanto avvenuto nella riunione di ieri sera, lunedì 27 maggio.
L'Assemblea si è espressa votando su una serie di proposte avanzate dalla Presidenza ed è giunta alle seguenti conclusioni:
a) il PD proporrà alle altre forze della coalizione di centrosinistra autonomista che l'individuazione del candidato alla Presidenza della Giunta provinciale avvenga attraverso primarie di coalizione;
b) il PD proporrà che queste primarie abbiano luogo a turno unico (vince il candidato che arriva primo);
c) il PD si presenterà con un solo candidato.
Nel merito io mi sono astenuto, per una ragione di fondo: non ritengo che il metodo delle primarie di coalizione sia il più adatto ad individuare il candidato migliore alla Presidenza della Giunta, che invece -a mio avviso- dovrebbe costituire il risultato non di una competizione fra persone più o meno autorevoli, ma di un grande dibattito dentro il PD, dentro gli altri partiti della coalizione e fra le forze che la compongono. Vera sintesi di un programma e di una strategia politica condivisa (sulla falsariga di quanto scrive Michele Nardelli su Politicaresponsabile: http://www.politicaresponsabile.it/pensiero/1167/il-caso-trentino.html). Ma evidentemente questa mia posizione è minoritaria.
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Premessa - Anche in Trentino dove l'Autonomia e un governo migliore ci hanno permesso di pagare un prezzo più basso per la crisi che ha colpito il paese e per il crollo di fiducia, non possiamo pensare di avere una rendita sufficiente. Il messaggio "uniti per il senato, uniti per l'autonomia" ci ha permesso un risultato unico nel paese ma non basta. L'autonomia è il nostro bene primario e dobbiamo rivendicarlo anche come prodotto del nostro impegno, dobbiamo rivendicare le differenze tra il nostro tessuto sociale e quello che è stato spazzato via dal liberismo e dall'esasperazione dell'individualismo, dobbiamo mostrare le differenze ma essere consapevoli che non sempre ci sono e non sempre bastano.

In preparazione delle Elezioni Provinciali il Partito Democratico del Trentino organizza un momento di approfondimento programmatico. Obiettivo della conferenza è l'elaborazione di idee chiave attorno alle quali costruire con la coalizione di centro sinistra autonomista una Carta d'intenti che costituisca la base programmatica per le elezioni di ottobre.
La conferenza si terrà a Rovereto, presso l'Hotel Nero Cubo (uscita sud A22) e si svilupperà in due parti, una mattutina per gruppi tematici, dalle 9.00 alle 13.00 e una plenaria pomeridiana, dalle 14.00 alle 17.00.

Vorrei sviluppare qualche riflessione a margine dell'Assemblea provinciale del Partito Democratico del Trentino di ieri (6 maggio).
Toccherò in particolare due punti: la discussione si è quasi interamente incentrata sulle regole: come scegliere i candidati PD alla Presidenza della Provincia e come organizzare le primarie di coalizione con le altre forze politiche. Ne sono scaturite due posizioni piuttosto divergenti: chi propone la convocazione di assemblee territoriali che possano individuare dei nominativi e chi invece non è per nulla disposto a rinunciare, neppure per la scelta del candidato interno, alla celebrazione delle primarie.

di Lorenzo Passerini
La crisi del sistema politico italiano e della cosiddetta II Repubblica merita, da parte di tutte le forze democratiche, uno sforzo di riflessione: lo stato delle "cose" ha ragioni storiche profonde e complesse, che vanno oltre una lettura superficiale degli accadimenti degli ultimi mesi.
(15 aprile 2013) L'Italia, durante i decenni della I Repubblica, è sempre stata una democrazia debole, con un sistema bloccato. Alberto Ronchey impiegò la formula fattore K per analizzare le ragioni della mancata alternanza di governo nel nostro Paese: nel momento in cui un potente partito comunista prevaleva su ogni altra opposizione, con quel nome legato alla tragica esperienza sovietica, senza un'ideologia e una politica estera compatibili con le condizioni storiche dell'Europa a ovest del muro di Berlino, non potevano crearsi le condizioni per una democrazia dell'alternanza.
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(27 aptrile 2013) Come gruppo di amministratori di Enti locali espressione del Partito Democratico del Trentino o di liste civiche che vedono in questo il principale alleato, riteniamo utile contribuire al dibattito relativo al percorso migliore con il quale avvicinarsi alle prossime scadenze politiche e in particolare alle elezioni provinciali del prossimo autunno.
Nel nostro impegno amministrativo quotidiano abbiamo sempre vissuto con orgoglio e come elemento di forza l'appartenenza ad un progetto politico collocato in una dimensione più ampia rispetto a quella locale, un progetto riformista e popolare che costituisce la natura stessa del Partito Democratico. Le difficili sfide che abbiamo di fronte necessitano sempre di più di una responsabilità condivisa, anche tra gli amministratori che nei diversi livelli istituzionali stanno maturando fondamentali esperienze nel governo della complessità del quotidiano. È anche per questo che riteniamo che il Partito Democratico possa arricchirsi maggiormente se valorizza il contributo e la sensibilità dei suoi amministratori, persone che rappresentano orgogliosamente un progetto politico riformista coerente con la storia e le aspettative della nostra comunità. In una fase di crisi delle forme tradizionali di partecipazione i Sindaci, gli Assessori, i Consiglieri impegnati negli Enti locali hanno sempre più la funzione, fondamentale in una democrazia, di rendere protagonisti i cittadini della vita delle Istituzioni.
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L'intervento di Roberto Pinter all'assemblea del Partito Democratico del 22 marzo 2013.
Comunque vada il nostro impegno per il governo del paese abbiamo un patrimonio che non dobbiamo disperdere, e questo patrimonio sono le tante persone che hanno rinnovato la loro fiducia nel Partito Democratico. Verso queste persone e verso chi ha sospeso la sua fiducia per l'assenza di una proposta credibile o di comportamenti credibili, noi dobbiamo sentirci responsabili.
La prima cosa da fare è cercare di rispondere al nostro scopo sociale che è ben descritto dall'atto costitutivo del PD e dunque interpretare la domanda che ci viene rivolta e che noi stessi abbiamo rivolto al PD. Rendere questo paese più giusto.
Un paese più giusto non è solo quello ribalta il rapporto tra economia e politica, che da lavoro a tutti, che riduce le disuguaglianze sociali, che tutela il bene comune e offre cittadinanza e partecipazione, che crea pari opportunità, opportunità per i giovani e parità tra i generi, un paese dei diritti e della legalità, libero dalla corruzione e dalle mafie: un paese più giusto è anche quello che riforma le sue istituzioni e la politica, che trasforma gli apparati e ne riduce il costo, che conosce la sobrietà e la trasparenza, evita il conflitto di interessi e cambia il sistema elettorale.

Il Coordinamento del PD della Vallagarina, riunitosi il 7 marzo per analizzare la situazione politica nazionale e provinciale alla luce del risultato elettorale, esprime le seguenti posizioni, chiedendo che vengano diffuse alla segreteria, ai membri dell'assemblea e da questi all'interno del partito.
1. La situazione politica nazionale è estremamente delicata e decisiva per le sorti del paese e del nostro partito. In questo momento, lo sforzo del segretario Bersani di proporre una soluzione per la governabilità va sostenuto in modo compatto e forte da tutto il partito, evitando ogni distinguo personalistico che finirebbe con l'indebolire tutto il PD e aprire scenari pericolosi per lo stesso paese.

Proposta del segretario Pier Luigi Bersani alla Direzione del Partito Democratico per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento.
(7 marzo 2013) Queste proposte, che non sono ovviamente esaustive di un programma di governo e di legislatura, ma che segnano un primo passo concreto di cambiamento, vengono sottoposte a una consultazione sia riferita alle priorità sia ai singoli contenuti. A questo fine verranno messi in rete l'elenco delle proposte e, via via per ogni singolo punto, i relativi progetti di legge o le specificazioni di dettaglio in modo da consentire una partecipazione attiva alla elaborazione e all'arricchimento dei contenuti.
1. Fuori dalla gabbia dell'austerità
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell'eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione.
Intervista a Pier Luigi Bersani di Massimo Giannini, La Repubblica, 1 marzo
2013
Chiamatelo come volete: governo di minoranza, governo di scopo, non mi interessa. Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare, che propone sette o otto punti qualificanti e che chiede in Parlamento la fiducia a chi ci sta».
Pierluigi Bersani si gioca così le ultime carte. Chiuso nel suo ufficio, tormenta il solito toscano spento. Ma appare molto più battagliero della mesta conferenza stampa di martedì scorso. Il leader del Pd prova a uscire dall'angolo rilanciando la sfida a Grillo («i suoi insulti non mi spaventano»), aprendo alle ipotesi di offrire le alte cariche dello Stato a M5S e Pdl «sui ruoli istituzionali siamo pronti a esaminare tutti gli scenari») ma chiudendo definitivamente la porta a qualunque "governissimo" con Berlusconi («ora basta, di occasioni per dimostrarsi responsabile ne ha avute e le ha sprecate tutte»).
Segretario, partiamo dall`inizio. Il giorno dopo lo tsunami. Cos`ha provato, lunedì sera?
«Come ho già detto: una delusione per una governabilità a rischio». Vogliamo dirlo? Queste elezioni le avete perse. «Anche se per la prima volta un partito di centro sinistra ha avuto la maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato questo non ci ha consegnato di per sé la soluzione, come avverrebbe in altre democrazie del
mondo...».

di Roberto Pinter
(22 febbraio 2013) Abbiamo la possibilità di cambiare qualcosa in questo paese e di renderlo più giusto, abbiamo bisogno di creare lavoro, di retribuirlo meglio e di renderlo più sicuro, di ridare legalità e credibilità e di ricostruire un futuro possibile e sostenibile.
Abbiamo pure la possibilità di cambiare la politica, e un pezzo di strada il PD lo sta facendo, rinnovando con le primarie i due terzi della sua rappresentanza. Non è ancora abbastanza ma è tanto rispetto agli impostori che mettono al centro solo il proprio potere e i propri interessi.
Bersani rappresenta la proposta di governo che vuole un Paese più giusto; il resto, per quanto giustificato dalle responsabilità di classi politiche non adeguate, è cedere al richiamo di chi la spara più grossa ed un modo per non scegliere da che parte stare. Se vogliamo un paese più giusto votiamo il Partito Democratico!
di Michele Nicoletti
Vorremmo che le elezioni del 24 e 25 febbraio segnassero l'inizio di una nuova stagione politica. Non lo chiediamo per noi. È l'Italia ad averne bisogno. Chi non ha lavoro, i tantissimi giovani e le donne; chi non vede riconosciuti i suoi diritti; chi vorrebbe far cultura, fare impresa, organizzare servizi efficienti, difendere l'ambiente, combattere la corruzione e l'illegalità, veder finalmente valorizzato il merito e l'impegno rispetto alle raccomandazioni e alle furbizie, insomma i milioni di persone che vorrebbero un'Italia più giusta.
In questi giorni vediamo riaffacciarsi il rischio di un ritorno di Berlusconi e del centrodestra che ha portato l'Italia allo sfascio. Un loro ritorno al governo segnerebbe la definitiva perdita di credibilità del nostro Paese sulla scena internazionale e un vero disastro economico. Ma non possiamo nemmeno augurarci una nuova situazione di stallo in cui la democrazia viene come sospesa e impoverita e il cambiamento è affidato a governi tecnici che fanno i guardiani dei conti pubblici senza riuscire a rispondere alla domanda di sviluppo, di lavoro, di giustizia.
Abbiamo bisogno di un governo democratico che metta al primo posto i bisogni delle persone. Il Partito Democratico è l'unica forza in grado di costruire questa prospettiva. Ne conosciamo i limiti, ma è l'unico partito che ha cercato di aprire le porte ai cittadini.
Per questo vi chiediamo in questi ultimi giorni un impegno straordinario per contattare le persone, in particolare quelle sfiduciate che vorrebbero non votare o esprimere un voto di protesta, per cercare di convincerle a sostenere l'unica reale possibilità di cambiamento che oggi si offre al Paese, e cioè un governo guidato dal PD.
Cara elettrice, Caro elettore, un ultimo sforzo ci separa dall'obiettivo di aprire una pagina nuova per l'Italia.
Durante le primarie e poi in questa lunga campagna elettorale in giro per l'Italia ho verificato personalmente quanta sofferenza abbia prodotto la crisi più grave che abbiamo vissuto dal dopoguerra, quanta sfiducia e quanta rabbia ci siano nel Paese. Ma ho potuto vedere anche quanto grande sia il desiderio di pulizia, di onestà, di riscossa e quante energie e straordinarie capacità si possono risvegliare.
Tocca a tutti noi lo sforzo e la responsabilità di rimettere in moto queste risorse. Tocca alle forze politiche del centrosinistra, agli iscritti, ai militanti, agli elettori delle primarie ma anche ai cittadini che in questi anni non si sono mai arresi al berlusconismo, al populismo, all'epopea dell'immoralità, al maschilismo deteriore. Ciascuno può essere determinante con la propria iniziativa.
Sabato 16 febbraio, nel centro storico cittadino di Rovereto girerà il trenino del Partito Democratico, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Il trenino, a partire da piazza Loreto dove ci sarà anche un gazebo, farà delle fermate per distribuire materiale informativo e per permettere a chi lo desiderasse di salire.
Tra le 16.30 e le 18.30, sempre in piazza Loreto, è previsto un momento musicale con il gruppo di fiati:The Dirty Krcma Superstisious Stepbrothers Lastimada Ensamble, che definisce la propria musica "balkan folk latin pop".
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La campagna elettorale sembra concentrare la maggior parte dell'attenzione sui temi economici e fiscali ed è comprensibile. Ma il rinnovamento del nostro Paese e la sua più forte integrazione nell'Europa dei popoli e dei cittadini passano anche attraverso una forte e intransigente difesa dei diritti di tutte le persone. Diritti civili e diritti sociali non si possono mai separare. Su questo terreno l'Italia è in condizione di grave arretratezza.
di Michele Nicoletti
Il dibattito sui diritti civili ha diviso per anni il nostro Paese lasciando molte persone - spesso le più vulnerabili - senza un'adeguata tutela giuridica e aprendo nella coscienza collettiva lacerazioni che faticano ancora oggi a ricomporsi. Anche questo fa parte della pesante eredità degli ultimi anni di centrodestra. Non solo sul terreno economico, ma anche sul terreno dei diritti, l'Italia ha bisogno di inaugurare una nuova stagione culturale e politica che non abbandoni i più deboli a se stessi e che cerchi di ricostruire una coscienza civile fondata su valori condivisi. Sui diritti non possiamo accettare passivamente che negli anni a venire si giochino ancora nuove guerre di religione.

Agli amministratori comunali e circoscrizionali
Ai consiglieri provinciali di Trento
Mancano ormai solo due settimane alle elezioni nazionali ed il clima che si respira in questa campagna ci induce, soprattutto in città, ad un impegno ancora maggiore, per consolidare il voto al Partito Democratico e per convincere gli indecisi ed i delusi a darci fiducia per la costruzione del nostro futuro.
Per fare il punto della situazione e per accordarci sui prossimi impegni, ci troviamo:
lunedì 11 p.v. alle 19.00 (prima dell'incontro sulla cultura) presso il Museo di Scienze Naturali di Trento - via Calepina.
Saranno presenti anche i candidati della città.
Vi chiediamo la massima partecipazione ed anche di focalizzare le concrete iniziative che ciascuno può mettere in campo nei prossimi giorni, ricordando che la cosa importante e' parlare con i nostri cittadini, anche in incontri piccoli e mirati.
Certi di una vostra solerte presenza, vi salutiamo cordialmente.
Il coordinatore cittadino
Vanni Scalfi

di Mattia Civico
Non sempre ciò che non è comprensibile nell'immediato si rivela sbagliato o è necessariamente frutto dell'idiozia di pochi egoisti, dipinti in alcuni casi dalla stampa locale come disinteressati al bene comune e piuttosto concentrati sui proprio destini personali. Per comprendere le ragioni che hanno orientato la coalizione di centrosinistra autonomista a siglare l'accordo per le candidature al Senato sono necessarie almeno tre premesse.
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di Michele Nicoletti *
Nell'accordo politico stipulato tra il PD, l'UPT e il PATT per un'alleanza nei collegi senatoriali del Trentino occorre distinguere tra le ragioni politiche dell'accordo e la scelta finale delle candidature. Le ragioni politiche sono chiare e, a mio parere, molto solide.
La prima ragione è che vogliamo portare il maggior numero di deputati e senatori della regione Trentino-Alto Adige/Suedtirol a sostegno di un governo di centrosinistra che valorizzi le autonomie speciali. Nessun elettore di centrosinistra, in questo momento della storia d'Italia, può desiderare sinceramente di favorire l'elezione di deputati o senatori del centrodestra dopo che questo schieramento ha portato il nostro Paese in situazioni di drammatiche difficoltà. Sappiamo tutti che la partita si giocherà al Senato per via degli effetti perversi del Porcellum e che nella nostra regione vige un sistema di collegi uninominali in cui vince chi ha un voto più degli altri. Se il centrodestra si presenta unito, il centrosinistra non può permettersi di presentarsi diviso. L'impegno che il PD del Trentino si è assunto con Bersani è quello di fare ogni sforzo per portare 6 senatori su 7 al centrosinistra. Sarebbe un risultato straordinario rispetto a quello di altre regioni.
Domenica 30 dicembre 2012 si vota in Trentino per le primarie del PD, ovvero l'ordine dei candidati e delle candidate che si presentaranno nella lista del Partito Democratico per la Camera dei Deputati.
Non essendo cambiato il sistema elettorale, questo è l'unico modo per gli elettori del PD e del centrosinistra di poter influire sulla scelta delle persone che, a seconda dell'esito elettorale (dei voti di lista), andranno a comporre la delegazione parlamentare.
Per il Senato, dove si vota per collegi uninominali, la scelta verrà compiuta in accordo con uno schieramento più ampio ed auspicabilmente corrispondente alla coalizione di governo della Provincia Autonoma di Trento.
Ecco l'elenco dei luoghi dove si vota.
ALA (tutte le sezioni) Sede Circolo Pd, via dei Vellutai - Ala (Tn)
ALDENO (con CIMONE e GARNIGA) Sala Biblioteca, via Giacometti - Aldeno (Tn)
ARCO (tutte) Sede circolo Pd, via Ferrera, 42 - Arco (Tn)
AVIO (tutte) Sede circolo Pd, via Regina Elena, 14 - Avio (Tn)
BASELGA DI PINE' (con BEDOLLO, SOVER, FORNACE) Sala pubblica, via Scuole 4 - Baselga di Pinè (Tn)
BORGO VALSUGANA (con CARZANO, CASTELNUOVO, NOVALEDO, RONCEGNO TERME, RONCHI VALSUGANA, TELVE, TELVE DI SOPRA, TORCEGNO, STRIGNO, BIENO, CASTELLO TESINO, CINTE TESINO, GRIGNO, IVANO FRACENA, OSPEDALETTO, PIEVE TESINO, SAMONE, SCURELLE, SPERA, VILLA AGNEDO) Sala Rossa, Comunità di valle, corso Ausugum - Borgo Valsugana (Tn)
BRENTONICO (tutte) Centro culturale Brentonico, via Roberti 5/a - Brentonico (Tn)

(31 dicembre 2012) Un totale di 5355 votanti, che corrisponde ad una partecipazione piuttosto ridotta (poco più del 26,5%) rispetto alle precedenti primarie. Il che dovrebbe comunque farci riflettere.
Il maggior numero di preferenze vanno al segretario Michele Nicoletti con 3.633 voti, al secondo posto Elisa Filippi (2.632 voti), al terzo la deputata uscente Laura Froner con 2.370 preferenze, al quarto Piergiorgio Sester (897).
I risultati in Trentiono seggio per seggio http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/30%20DICEMBRE%20RISULTATI_1.pdf
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di Lorenzo Passerini
Buongiorno a tutti! Avendo già ragionato con molti di voi su alcune questioni relative al nostro Partito e avendo riscontrato una comune percezione rispetto ai temi che siamo chiamati ad affrontare, vi propongo alcune mie considerazioni. Alla luce di quello che è emerso in queste ultime settimane in occasione della discussione, in Consiglio provinciale, dell'ultimo bilancio di legislatura e per quanto riguarda il dibattito sulle primarie per le elezioni politiche credo che i nostri ragionamenti siano quanto mai attuali.
Io credo che non possa essere il PD il soggetto che propone una narrazione di Trentino
per cui ruolo pubblico nell'economia, cooperazione e volontariato siano sinonimo di dirigismo, clientelismo e sprechi...

Domani 2 dicembre, dalle ore 8.00 alle ore 20.00, si svolge il ballottaggio per il vincitore delle primarie del centrosinistra. Per esprimere il proprio voto occorre essere muniti del certificato consegnato domenica scorsa e del documento di riconoscimento.
(1 dicembre 2012) In queste ultime ore di confronto sulle primarie i toni sono diventati per certi versi insopportabili, tanto che si ha l'impressione che i contendenti si stiano tagliando i ponti alle spalle, lasciando immaginare che dopo le primarie il PD debba in ogni caso ripensarsi. Emergono in queste ore profonde distanze culturali e politiche, come la fatica nel costruire quella sintesi culturale originale che nascendo il PD si era riproposto di fare e che non è riuscito a realizzare.
Non so se nei prossimi mesi questo partito sarà in grado di riprendere questo cammino, ma io penso che se c'è ancora qualche possibilità di farlo questa sia legata anche all'esito del ballottaggio di domani. Ovvero che prevalga non la logica del "chi vince piglia tutto" o della rottamazione, ma la volontà di percorrerli i ponti, non di abbatterli. E questo non vale solo per il PD, ma per tutta l'area del centrosinistra come per le persone che in questo momento non si riconoscono in nessuno dei partiti della coalizione. Non riguarda solo i gruppi dirigenti. Investe soprattutto la capacità dei territori di esprimere forme orioginali di sperimentazione politica capaci di essere in rete sul piano nazionale ed europeo.
Costruire ponti, per questo io domani voterò per Pierluigi Bersani.
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Venerdì 26 ottobre alle ore 20.45, presso l'Aula Magna del Museo di Scienze Naturali a Trento (via Calepina 14), il Partito Democratico del Trentino vi invita ad una serata dal titolo "Europa, sviluppo, lavoro".
Dialogo con STEFANO FASSINA, responsabile nazionale Economia e Lavoro del Partito Democratico
Introduce LAURA FRONER
Modera ENRICO FRANCO
Conclude MICHELE NICOLETTI

di Alessandro Branz
(13 ottobre 2012) Il dibattito che si è aperto all'interno del Partito Democratico attorno alla cosiddetta Agenda Monti e le perplessità che nascono dal vedere una parte rilevante del partito rinunciare per la prossima legislatura ad una prospettiva programmatica autonoma, richiamano due questioni di fondo che, al di là delle polemiche contingenti, ci permettono di affrontare l'argomento da una prospettiva più generale.


"Nei prossimi mesi si deciderà un pezzetto della storia del nostro Paese. Probabilmente non un pezzetto come altri, ma un pezzetto più significativo. Più significativo perché l'Italia è giunta a un punto di svolta. Tante volte lo abbiamo detto, ma questa volta pare più vero di altre. La situazione economica continua ad essere grave e preoccupante."
Nonostante gli sforzi straordinari del governo tecnico e il quadro europeo e nordamericano che pare intenzionato a non abbandonare l'Italia a un solitario e malinconico declino, il Paese non riesce a crescere: la spesa per gli interessi sul debito pubblico rimane elevatissima, l'evasione fiscale legata alle attività sull'estero di singoli e imprese, la tara spaventosa in termini finanziari oltre sociali e morali dell'economia criminale, una pubblica amministrazione ancora lenta e inefficace con infrastrutture e servizi sempre più lontani dagli standard degli altri Paesi europei, un sistema politico che non riesce a stabilizzarsi e nemmeno a darci una legge elettorale diversa da quella attuale, una classe politica in cui le gesta di profittatori si impongono e gettano fango su tutti e la lista delle cose che non vanno potrebbe continuare.

(12 ottobre 2012) Certo che l'appello di Napolitano a perseguire il dialogo e a rispettare le Autonomie e la loro specialità non ha ottenuto grandi risultati: una tempestiva riunione tecnica per prendere atto che le posizioni sono distanti e nessuna ripresa del tavolo politico (l'unico che potrebbe portare ad una intesa), e ora la proposta di modifica del titolo V della Costituzione, quella che in gergo calcistico si definisce un intervento a gamba tesa.
di Roberto Pinter
A prescindere dalla praticabilità della riforma costituzionale in questa legislatura è evidente il messaggio politico. "Abbiamo scherzato, niente regioni né federalismo, torniamo allo Stato centralistico".

di Luca Paolazzi (Circolo PD di Lavis)
Ho letto con interesse le riflessioni del Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti in merito all'istituto delle primarie e alle dinamiche da questo innescate all'interno del PD, tanto a livello nazionale quanto provinciale (L'Adige, 15 settembre 2012), concordando in larga parte con le opinioni espresse.
Credo innanzitutto che le primarie siano uno strumento che, in quanto tale, va utilizzato in maniera funzionale rispetto allo scopo di selezionare il candidato ad una procedura elettorale. Ma che, al pari di ogni altro strumento, può anche non essere utilizzato o esserlo alternativamente ad altri strumenti. In tal senso non condivido l'approccio di chi vede nelle primarie una sorta di mito fondatore del PD, né di coloro che reputano l'utilizzo di questo strumento come apriosticamente ed apoditticamente indispensabile. Per lo stesso motivo ritengo vi siano occasioni nelle quali, subordinatamente ad un processo interno in grado di scongiurare una moltitudine di candidature correntizie o simboliche, le primarie siano un utile strumento di selezione, legittimazione e partecipazione.
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di Alessandro Branz
(17 settembre 2012) In occasione della convention veronese per il lancio della candidatura di Renzi, richiesto di un parere, un elettore leghista, pur mantenendosi fedele al proprio credo politico, ha confessato l'intenzione di votare per Renzi alle primarie del centrosinistra. Ebbene: a me pare che in questa dichiarazione si rispecchino un po' tutte le contraddizioni delle primarie all'italiana e della campagna elettorale che sta per iniziare. Sono soprattutto tre i punti che vorrei sinteticamente toccare.

L'intervento integrale di Pierluigi Bersani a conclusione della Festa nazionale dei Democratici di Reggio Emilia
(9 settembre 2012) Care Democratiche e cari Democratici, eccoci qui. Siamo tanti qui e siamo stati tanti, tantissimi, nelle oltre duemila feste che abbiamo organizzato ovunque. Siamo un partito capace di rimboccarci le maniche. Siamo un partito popolare. Siamo un partito libero, senza padroni.
Abbiamo radici in ogni luogo del paese e vogliamo bene alle nostre comunità, ciascuno di noi alla sua. Ma tutti assieme vogliamo bene all'Italia. Le vogliamo bene e tuttavia non ci piace ancora abbastanza. Ci piacerà davvero solo quando sarà garantito il diritto di ognuno di studiare, di lavorare, di aver soccorso nel bisogno, senza discriminazioni e senza mai dover mendicare un diritto con il cappello in mano. E neppure il mondo così come è, ci piace abbastanza. Per la violenza che lo agita, per le guerre e il sangue sparso fino alle porte di casa nostra. La pace può venire solo dalla libertà. Noi siamo amici di ogni donna e di ogni uomo che nel mondo ha la forza di alzarsi in piedi e battersi per la sua libertà e per la sua dignità. Così siamo noi. E sono questi valori che ci fanno più forti delle nostre debolezze. Questi valori sono le radici, i rami e le foglie della nostra pianta. Sono la strada che abbiamo fatto e quella che abbiamo davanti. Questi valori fanno sentire nostra una storia di emancipazione, di progresso, di democrazia, lunga più di un secolo e ci consegnano il compito di essere il partito riformista del secolo nuovo.

di Patrizia Caproni
(18 settembre 2012) Leggo interviste e lettere di giovani e meno giovani a favore del rinnovamento, del nuovo in politica, della tabula rasa che s'ha da fare in qualche modo per ricominciare. Fatico a trovare proposte concrete che entrino nel merito non dico di tutto, ma almeno di qualche contenuto. Vedo giovanissimi ventitreenni incravattati (nulla contro la cravatta) che si dichiarano rappresentanti dei giovani del Pd e non solo, dei giovani tutti, forse.
E mi chiedo cosa significhi essere giovani in politica, oggi: significa voler buttare tutto ciò che è stato prima, fare una tabula rasa di tutto e tutti e ricostruire da zero? Significa poterlo fare solo se l'età anagrafica rispetta certi canoni? Ma, soprattutto, significa farlo in nome di cosa? Fatico a trovare traccia dei contenuti.

Il numero due del Pd: rafforza il centrosinistra. "Ma in Trentino la
successione spetta a noi"
(articolo di L. Patruno, "L'Adige", 23 agosto 2012)
Neppure quando le strade dei due si sono separate con la nascita del Pd, al
quale Dellai non ha voluto aderire. Ed è indicativo che l'ottava edizione di
«Vedrò», il «pensatoio» ideato da Letta e che ogni fine agosto porta a Dro una
bella fetta di classe dirigente italiana (presente o futura) si apra domenica a
Riva del Garda con un dialogo tra il vice di Bersani e Dellai, su dove va la
politica italiana.
È un «tributo», spiega Letta, per quanto Dellai ha fatto per «Vedrò», visto che ha fortissimamente voluto che il progetto si realizzasse in Trentino. Il che non guasta ora che il governatore trentino ha deciso di avventurarsi sul palcoscenico della politica nazionale.
Onorevole Letta, cosa pensa del progetto politico che Lorenzo Dellai ha lanciato domenica scorsa a Trento, insieme al ministro Riccardi e ai vertici di Cisl e Acli?
Io sono sempre molto attento a quello che Lorenzo fa e penso che di tutte le iniziative che si stanno muovendo al centro, quella di Dellai sia la più interessante per noi del Pd, perché è un'iniziativa che vuole rinvigorire il centrosinistra. Penso che sia questa la strada giusta, perché nell'animo profondo del Paese si è radicato un bipolarismo, che non può consentire politiche dei due forni o centri autonomi e solitari. E in questo senso mi sembra che le parole di Dellai siano le più chiare e nette nell'identificare il centrosinistra come l'ambito nel quale lui vuole spendere la leadership dei territori, che lo vede come uno dei personaggi più interessanti a livello nazionale. E se questo potesse federare e tenere insieme altre iniziative centriste, legandole a noi, io sono qui a dire che il Pd è interessato a dialogare con questo progetto.
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Alcune riflessioni e proposte dal Circolo di Rovereto
di Fabiano Lorandi
Abbiamo affrontato poco o per nulla, in questi anni, le questioni riguardanti la politica nazionale tra noi e soprattutto con i nostri iscritti, con gli elettori, con i cittadini. Siamo stati assorbiti - del tutto motivatamente peraltro - dalle responsabilità del governo nella provincia, nei comuni, nelle comunità di valle.
Eppure siamo un partito, l'unico tra l'altro del centrosinistra autonomista, che ha una dimensione extraprovinciale. E' opportuno ricordarsi che il PD del Trentino ha goduto finora di un consenso elettorale non solo legato al voto che si riconosce nel progetto politico locale, marcando il senso di identità legata al territorio.
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(Agosto 2012) «Traghettare la tradizione autonomistica dentro un grande progetto di riforma del paese». Questa la strada indicata da Roberto Pinter per i prossimi appuntamenti elettorali. Ma cosa vuol dire? Diverse cose. La prima è che «il valore dell'autonomia non può essere messo in discussione all'interno della coalizione». Un messaggio a chi, come Giorgio Tonini, non sembra pensarla esattamente così. La seconda è che le alleanze per le politiche dovranno essere fatte guardando alle provinciali dell'autunno 2013, elezioni cui presentarsi «nel segno della continuità». Non è una frase fatta, perché dentro il Pd trentino c'è chi, secondo Pinter, «si è innamorato dell'idea della discontinuità, dimenticando che una cosa è guidare un governo, un'altra governare da solo».

(Agosto 2012) Nei giorni scorsi Pier Luigi Bersani ha presentato la Carta d'Intenti del PD, un documento che descrive l'Italia che vuole e che ce la può fare. Attorno a questa carta si costituirà l'allenza tra democratici e progressisti, i pilastri su cui il Pd vuole costruire l'alternativa al paradigma culturale e politico della destra che ha dominato in questi anni. La carta d'intenti dimostra che noi pensiamo al futuro dell'Italia e indica le questioni fondamentali da affrontare per la ricostruzione civile e morale del Paese.
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E dall'ex presidente del consiglio provinciale, suo amico e grande elettore alla segreteria, Nicoletti prende elegantemente le distanze. Segretario, come giudica le valutazioni di Kessler? Il Pd condivide la richiesta di una discontinuità con la gestione Dellai con cui siete al governo?
Kessler da tempo non è più iscritto al Pd. Le sue sono opinioni interessanti, un contributo alla discussione, ma sono opinioni personali che nessuno può imputare a me o al Pd. La posizione del nostro partito è chiarissima, non c'è nessuna intenzione di rottura.
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Bersani: Patto progressisti e democratici per l'Italia. Primarie aperte entro l'anno, mi candiderò
Relazione del segretario Pier Luigi Bersani alla Direzione nazionale
(giugno 2012) La nostra Direzione riprende dopo il rinvio per il terremoto in Emilia, Mantova e Rovigo. E' una vicenda drammatica, una ferita profondissima. Esprimiamo qui il cordoglio per le vittime, la solidarietà per i colpiti, la consapevolezza per l'enorme gravità dei danni, per il colpo alla vita civile, sociale, alla produzione e anche all'identità di quei luoghi magnifici.
Esprimiamo anche la nostra ammirazione e il ringraziamento per tutti coloro - i volontari, gli amministratori, i dipendenti pubblici che sono raramente citati - che si stanno prodigando nel soccorso, fin dalle prime ore. E un grazie particolare dalla Direzione del Partito Democratico ai nostri militanti, ai nostri segretari di circolo, ai nostri dirigenti regionali e locali, ai nostri amministratori, da Vasco Errani fino ai presidenti delle Province, a tutti i sindaci, che sono sempre e tutti in prima linea e fanno vedere coi fatti che cos'è la politica.
Il nostro partito sta mettendo a disposizione le sue strutture, raccoglie fondi e organizza le feste e gli appuntamenti politici in funzione dell'emergenza.
Purtroppo sarà una vicenda lunga e difficile: noi ci saremo sempre, anche quando si saranno spenti i riflettori. Ci saremo, così come non verremo meno al nostro impegno per le popolazioni colpite dalle calamità in questi anni, a cominciare dall'Aquila. Rinnovo alle popolazioni dell'Emilia, di Mantova e Rovigo, colpite dal terremoto, tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto.

Primarie aperte entro l'anno, mi candiderò. Sintesi della relazione alla Direzione nazionale del segretario
di Pier Luigi Bersani
Se in un sommovimento così profondo, se in acque cosi mosse, qualcuno pensa che il compito nostro sia quello di giostrare sugli accorgimenti tattici o sui rapporti politici o perfino sui temi programmatici, si sbaglia. Sono cose che ci vogliono ma che da sole non arrivano a grande parte della popolazione. Il sommovimento è molto, molto profondo. "Tocca a noi" vuol di re tocca a noi giocarcela e investire il consenso che abbiamo sul punto principale della questione, il punto che sta fra politica e popolo, che sta nella faglia che si è aperta fra grande parte dei cittadini e il sistema e che nel profondo, secondo me, è un bisogno di sentirsi comunità e l'impossibilità di esserla: perché la grande traduttrice, colei che traduce l'individuo nella comunità, e cioè la politica, ha ormai un suono che tantissima gente non sente. Quindi noi non staremo fermi. Ci muoveremo. Non lasceremo erodere il consenso che abbiamo, lo investiremo rischiando qualcosa, come succede sempre per un investimento.
Ecco dunque il percorso che vi propongo e che è organizzato su tre punti.

Venerdì è atteso Pippo Civati, sabato Debora Serracchiani e Tiziano Treu. Sarà presente un ottimo servizio bar e cucina, l'ecosportello "Fa' la cosa giusta", uno spazio animazione per i bambini e per il riuso libri.
Giovedì sera discoteca con DJ BLOND, Venerdì sera revival musica anni ottanta con i RADIOTTANTA, sabato ANANSI E REBEL ROOTZ in concerto.
Vi aspettiamo numerosi, fate passaparola!

(1 maggio 2012) La Segreteria Provinciale del Partito Democratico del Trentino torna in città. A partire dal 2 di maggio lascerà la sede in via Brennero 246 per trasferirsi in via Torre Verde 27, all'incrocio con via Gazzoletti, al piano rialzato dell'edificio che vedete nella foto qui sotto. Il nostro numero di telefono rimarrà invariato (0461/986714). Vi aspettiamo!


Il 24 ottobre del 2010 gli elettori trentini, con l'eccezione della città di Trento, furono chiamati alle urne per eleggere le assemblee delle nuove Comunità di valle. Il 29 aprile gli elettori sono chiamati a partecipare alla consultazione referendaria promossa dalla Lega Nord e avente per oggetto l'abrogazione delle Comunità appena insediate. Gli elettori che si erano appena recati alle urne per far nascere le Comunità di Valle ci dovrebbero tornare per decretarne la fine prematura o per ribadirne l'importanza e dunque la continuità. Anche gli elettori della città di Trento, che non erano stati chiamati alle urne nell'ottobre del 2010 , si troverebbero ad esprimersi su una istituzione che non possono conoscere essendo la stessa coincidente con il comune di Trento.
in questo periodo in cui i sentimenti antipolitici sono più che diffusi, come circolo PD della Valle di Cembra ci sembra una buona idea proporvi un'iniziativa che ci consenta di incontrarci, ragionare e stare assieme in maniera diversa dalle tradizionali assemblee.
Ecco perché abbiamo organizzato una camminata democratica martedì 1° MAGGIO 2012.

(27 marzo 2012) "Vorrei iniziare questa relazione con una premessa che, ai miei occhi, è importante. Al di là delle vicende di questi giorni, come quella del mercato del lavoro su cui tornerò, vorrei che scavassimo più a fondo e condividessimo un punto: il giudizio sulla situazione che abbiamo di fronte e sul suo punto cruciale."
Io credo che il punto sia questo: reggere la connessione tra il governo che abbiamo voluto e che sosteniamo lealmente, un governo la cui esigenza viene largamente riconosciuta nell'opinione pubblica, sia in ragione dell'emergenza sia come esigenza di cambio di passo dalla fase precedente, ed il malumore, l'ansia e la radicalizzazione di tantissimi cittadini davanti ad una crisi economica, sociale e di finanza pubblica ancora acutissima, lunga. Siamo di fronte a una recessione che, purtroppo, non ha ancora dispiegato tutti i suoi effetti e che viene e verrà aggravata da necessarie misure di risanamento che continueranno nei prossimi mesi. Una recessione, che è la più forte al paragone con gli atri importanti paesi europei.
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Commento apparso sul Corriere del Trentino del 24 marzo 2012
Ha ragione Marco Brunazzo che al tema delle primarie ha dedicato l'editoriale di mercoledì scorso. Ha ragione quando afferma su queste colonne che «le primarie sono state uno degli elementi di maggiore innovazione della politica italiana». Sono presenti infatti anche in altri Paesi (non solo negli USA), ma probabilmente in nessun sistema politico hanno assunto un significato di rottura come nel nostro.
Il tal senso alle primarie sono state attribuite aspettative forse eccessive, in parte attenuate non tanto dall'ovvia constatazione che, trattandosi di un meccanismo democratico, possono dar luogo anche alla vittoria a sorpresa di outsiders, quanto dal verificarsi di episodi di manipolazione e inquinamento del voto che recentemente a Palermo hanno indotto talune forze politiche a disconoscerne la legittimità.
Io credo che, di fronte a questo scenario, il dibattito non possa più prescindere da una distinzione fondamentale: quella fra primarie di «coalizione» e primarie di «partito».

Comunità di Valle e referendum. Il documento approvato dall'Assemblea del Pd del Trentino il 27 febbraio 2012
(2 marzo 2012) Il 24 ottobre del 2010 gli elettori trentini, con l'eccezione della città di Trento, furono chiamati alle urne per eleggere le assemblee delle nuove Comunità di valle. Soltanto il 44,47% degli elettori parteciparono al voto, a fronte di centinaia di candidati e all'impegno di tutte le forze politiche. Le ragioni di questa limitata partecipazione furono individuate nella scarsa conoscenza della nuova riforma istituzionale, nella consolidata tendenza all'astensionismo elettorale e nella crescente sfiducia verso la politica in generale.

Quello che stiamo vivendo da un po' di tempo a questa parte - e negli ultimi mesi in particolare - è un buon momento per la nostra Autonomia. Certo, mi rendo conto che un'affermazione del genere, in una fase in cui l'insieme dei rapporti tra la nostra Autonomia ed il sistema istituzionale del Paese è messo sotto stress da molti punti di vista, può generare il sospetto di una discreta "defaillance" nella capacità di giudizio di chi scrive.
di Alberto Pacher
(29 febbraio 2012) Eppure sono convinto che, come nei casi fortunati accade, sia proprio da questa condizione di stress, da questa improvvisa e forzata accelerazione dei processi di ridefinizione di parti importanti dei nostri assetti di base che può avviarsi una nuova fase di crescita per la nostra Autonomia.

(4 marzo 2012) Il Pd della Vallagarina crede in una mobilità sostenibile che coniughi i bisogni e il diritto alla mobilità con la salvaguardia dell'ambiente, del territorio e della salute dei cittadini.
In quest'ottica, promuove soluzioni che ne medio periodo puntino a: ridurre il traffico su gomma a beneficio di quello su rotaia, privilegiare e rendere convenienti i mezzi di trasporto pubblici rispetto a quelli di trasporto privato, evitare che il traffico di lungo e medio raggio congestioni i centri abitati.
la situazione economica - sociale - politica che stiamo vivendo, a livello nazionale e locale, necessita del confronto tra tutti coloro che hanno come riferimento il Partito Democratico per consentire un contributo serio e responsabile da parte del Partito stesso alla ricostruzione e allo sviluppo del Paese, nel segno del rigore e dell'equità sociale.
A tal fine viene convocata l'Assemblea cittadina del Partito Democratico sabato 11 febbraio 2012 dalle ore 14,30 alle ore 18,30
presso l'Auditorium del Centro Civico al Brione - via S.Pellico 16

Il 29 ottobre è partita la raccolta firme (ne servono 50.000 entro la fine di febbraio) per la presentazione di due disegni di legge di iniziativa popolare che mirano a dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri e ad estendere il diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati residenti nel nostro Paese da almeno 5 anni.
LINK del Comitato promotore: http://www.litaliasonoanchio.it/
Il Pd del Trentino ha organizzato diversi punti di raccolta firme (vedi l'agenda del sito) e ricorda che è possibile firmare anche presso il Gruppo consiliare PD (Via Torre Verde 18 - 3° piano Trento) in orario di ufficio.

(27 gennaio 2012) Alessandro Branz, al ritorno da un convegno in Liguria, ci scrive su un tema piuttosto complesso e delicato come quello delle primarie e della selezione dei candidati per il nuovo Parlamento. Argomento con il quale avremo a che fare specie qualora non si mettesse mano all'attuale legge elettorale. Vorrei quindi ringraziare Alessandro per questo suo contributo di approfondimento. L'immagine che viene proposta qui a fianco è il diagramma relativo al tasso di partecipazione indicato dell'Indice Quars sulla partecipazione nelle regioni italiane.
Carissime/i,
sabato 14 gennaio 2012 ho partecipato a Quarto dei Mille (GE) ad un'interessante iniziativa, promossa da Giuseppe Civati e dal PD locale, finalizzata a verificare la possibilità di indire, da parte del Partito Democratico, elezioni "primarie" per la scelta dei candidati al Parlamento nel caso le prossime elezioni nazionali si celebrassero ancora con l'attuale legge elettorale. Nell'occasione si sono confrontati alcuni fra coloro che, studiosi o gruppi di lavoro, hanno elaborato in questi ultimi mesi proposte in tale direzione, con l'obiettivo di verificare l'esistenza o meno di punti di contatto e fornire quindi all'Assemblea nazionale del PD, tenutasi il 20 e 21 gennaio u.s., la documentazione utile per redigere un regolamento apposito.
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Carissime, Carissimi,
nell'augurarvi, a nome del Partito Democratico del Trentino, un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo, colgo l'occasione per ringraziarvi della vostra adesione 2011. Il vostro contributo è stato fondamentale per dare nuova linfa vitale ai nostri circoli, che in questo modo hanno potuto svolgere la loro attività sul territorio, organizzare incontri, feste e preziose occasioni di confronto.
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365 giorni, 217 Comuni
Il gruppo consiliare del PD del Trentino si confronta con i cittadini sul futuro della nostra Provincia. Partecipano Marta Dalmaso, Bruno Dorgatti, Michele Nardelli, Alberto Pacher, Luca Zeni.
Prosegue il giro di tutti i comuni del Trentino, da parte degli amministratori e consiglieri provinciali del Partito Democratico, nell'ambito dell'iniziativa politica denominata "L'AUTONOMIA NELL'EPOCA DELLA CRISI".

Questo è il testo dell'intervento di Bersani in occasione del voto di fiducia al governo Monti alla Camera.
di Pier Luigi Bersani
Signor Presidente, voglio rivolgere al Presidente del Consiglio, alle signore e ai signori Ministri gli auguri di buon lavoro. Noi abbiamo apprezzato, ed in larghissima parte condiviso, il discorso del Presidente del Consiglio; ne abbiamo veramente apprezzato lo stile; voteremo la fiducia al Governo senza giri di parole, senza asticelle, senza paletti, senza termini temporali. Abbiamo lavorato perché la svolta ci fosse, abbiamo lavorato perché un nuovo Governo potesse nascere, lo abbiamo fatto con onestà, con unità fra di noi, con disinteresse: prima di tutto l'Italia è stato il nostro slogan. Lo abbiamo fatto con rispettoso riguardo alle indicazioni del Capo dello Stato, che da italiani vogliamo ancora una volta ringraziare.
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Agli iscritti del Partito Democratico Trentino
Carissima, carissimo, mai come in questo momento si fa impellente la necessità di un confronto sul difficile e confuso scenario politico ed economico con cui si misura giornalmente nostro Paese e sulle prospettive ed i programmi che il nostro Partito intende adottare per affrontare questi momenti difficili che vedono coinvolti tutti i cittadini, senza alcuna distinzione. Il Partito Democratico del Trentino è pronto a dare il suo contributo in questa fase delicata di ricostruzione del nostro Paese. Per questo riteniamo indispensabile trovare un'occasione per confrontarci e discutere in una assemblea degli iscritti del Partito Democratico del Trentino.
Sabato 3 dicembre dalle 14.00 alle 18.30 Museo Tridentino di Scienze Naturali - Via Calepina - (Aula Magna) sul tema "Il contributo del Partito Democratico alla ricostruzione del Paese".
Dopo una breve introduzione, ciascun iscritto potrà intervenire per un tempo massimo di cinque minuti, per illustrare il suo punto di vista, le sue proposte o per chiedere chiarimenti o approfondimenti. Al fine di meglio organizzare il dibattito è indispensabile che chiunque sia interessato a partecipare prenoti il suo intervento (specificando l'argomento sul quale intende intervenire) presso la sede del Pd del Trentino con una e-mail o con telefonata (0461.986714) entro mercoledì 30 novembre p.v. Ci sarà infine un breve momento di sintesi. Saranno presenti i nostri consiglieri e assessori provinciali, i parlamentari ed i responsabili della segreteria provinciale. Nella speranza che Tu possa contribuire a questo momento di confronto, in attesa di incontrarTi, Ti salutiamo cordialmente.
Il Presidente dell'Assemblea Giorgio Tonini
Il Segretario provinciale Michele Nicoletti
Trento, 14 novembre 2011

Con il PD del Trentino alla manifestazione del 5 novembre in piazza San Giovanni a Roma
Per ritrovare fiducia e credere nel cambiamento, per far tornare a crescere il nostro Paese, per restituire al lavoro senso, valore e dignità, per il riscatto della nostra immagine nel mondo, per dare ai giovani nuove opportunità, per una politica seria e sobria

di Roberto Pinter
Ci sarebbe da ridere guardando alla competizione tra meeting giovani promossi da chi non è più giovane, o alla rincorsa di chi, pur rientrando tra i rottamabili, si richiama a Renzi, o a chi si appella a categorie del secolo scorso per censurare il sindaco di Firenze... ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Lavoro, sviluppo sostenibile ed equità. Una sfida riformista per governare il cambiamento
Giovedì 3 novembre 2011 alle ore 20,30
presso l'Auditorium "Sala Piave" del Polo Tecnologico di Rovereto a San Giorgio (via Zeni, 8)
con
Sergio Chiamparino (ex Sindaco di Torino)
Interverrà
Alessandro Olivi (Assessore commercio, industria e artigianato PAT)
Introduce
Fabiano Lorandi (Segretario del PD di Rovereto)
Modera
Alberto Faustini (direttore quotidiano il TRENTINO)
Il Circolo del PD di Rovereto organizza per giovedì 3 novembre 2011 alle ore 20,30, presso l'Auditorium "Sala Piave" del Polo Tecnologico di Rovereto a San Giorgio (via Zeni, 8), una serata sul tema del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della coesione sociale.
Avremo l'opportunità di discuterne con Sergio Chiamparino, Sindaco per il primo decennio degli Anni Duemila di Torino, la città italiana che meglio ha saputo gestire il passaggio da una realtà industriale a una post-industriale. Quella di Chiamparino è un'importante testimonianza sia per l'autorevolezza del suo profilo politico nel rivendicare la specificità del PD al governo degli Enti locali nella complessità del Nord sia in quanto amministratore di una Città che è stata simbolo di radicali trasformazioni delle politiche industriali e del lavoro.
Questo incontro pubblico vuole essere un momento di discussione e confronto nella individuazione di prospettive riformiste capaci di governare le forti trasformazioni economiche e sociali che stanno caratterizzando questi anni.

di Michele Nicoletti *
(13 ottobre 2011) La crescente sfiducia nei confronti della politica italiana, che si manifesta a livello internazionale come a livello nazionale, è dovuta anche alla sua tragica mancanza di serietà. Per questo l'opera di ricostruzione del nostro paese - che dovrà essere ricostruzione morale e non solo economica, sociale, politica - avrebbe bisogno di un recupero della radicale serietà della politica, ossia del suo avere a che fare con la vita e la morte delle persone. E per questo essa non può, mai, essere ridotta a mero gioco, mero spettacolo, insomma intrattenimento.
Si è conclusa la raccolta firme da parte dei consiglieri provinciali del Partito Democratico del Trentino e di alcuni circoli territoriali del PD a sostegno dei due referendum che chiedono l'abrogazione totale e parziale della legge elettorale meglio nota come "Porcellum".
Le 3437 firme, raccolte dal PD del Trentino sono un indubbio successo e sono il risultato di una indignazione larga e partecipata.
In questi giorni di mobilitazione i consiglieri provinciali, di valle e comunali del PD, che si sono impegnati nella raccolta, hanno potuto condividere con i cittadini la volontà di modificare una legge elettorale che toglie la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in parlamento.
I consiglieri del Gruppo consiliare provinciale del PD ringraziano i cittadini che hanno aderito a tale iniziativa che vuole essere di stimolo profondo ad un modo diverso, più trasparente e più partecipativo nel riscrivere le regole del confronto elettorale nazionale.
Il gruppo provinciale del Partito Democratico del Trentino

Per il rigore, l'equità e lo sviluppo sostenibile
Le critiche alla manovra e la sintesi delle proposte alternative nel decalogo PD. Un documento banale, che non affronta le ragioni strutturali della crisi, che non pone un orizzonte alternativo, che lascia intatte le spese militari.

Contro una manovra depressiva e ingiusta, le 7 proposte del PD. Paghi chi non paga mai
(16 agosto 2011) Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte anche sul piano internazionale e fortemente inique sul piano sociale e fiscale.

Caro Direttore,
ci si chiede se i recenti fatti giudiziari mettano in discussione qualcosa della natura del Partito democratico. Voglio rispondere con chiarezza. Noi non rivendichiamo una diversità genetica.
Noi vogliamo dimostrare una diversità politica. In primo luogo, a proposito dell'inchiesta di Monza così come in ogni altra occasione, noi diciamo: la magistratura faccia serenamente e fino in fondo il suo mestiere. Abbiamo fiducia nella magistratura. Confidiamo che Penati possa vedere presto riconosciuta l'innocenza che rivendica con forza. Intanto, Penati ha fatto con correttezza e responsabilità un passo indietro.
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di Michele Nicoletti
La proposta di legge contro l'omofobia e la transfobia che il Parlamento comincerà - dopo un'attesa di mesi - a discutere la settimana prossima è una legge doverosa e importante. In primo luogo per proteggere le persone che per il loro orientamento sessuale subiscono, in forme e modi diversi, atti di violenza e pratiche di emarginazione.
Nessun essere umano per nessuna ragione può essere fatto oggetto di aggressione e quando una persona subisce una violenza per ciò che "è" - come accade troppo spesso nei casi di violenza nei confronti delle donne, degli stranieri, degli omosessuali - tanto meno è tollerabile e tanto più severamente occorre intervenire.


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(16 maggio 2011) A seguito delle riunioni dell'Assemblea Provinciale e del Coordinamento, il Partito Democratico del Trentino ha deciso di articolare la propria Conferenza Programmatica in due fasi. La prima fase si terrà, come programmato, il giorno 28 maggio sotto forma di un momento di riflessione prevalentemente interna, volto a permettere un confronto aperto tra ogni livello del partito sulle questioni generali che interessano il nostro territorio e sulle idee portanti del progetto di governo che il Pd intende realizzare in questa seconda parte della legislatura.

di Pierluigi Bersani
Cara elettrice, caro elettore,
siamo a pochi giorni dalle elezioni amministrative del 15-16 maggio 2011. In ciascuna delle città e delle province dove si voterà non mancheranno le buone ragioni per sostenere schieramenti e candidati di centro sinistra, progressisti e civici e per dare sostegno alle liste del Partito Democratico.

In un momento tanto delicato per l'autonomia delle nostre Province e per le finanze dei nostri comuni, il Partito Democratico del Trentino Alto-Adige/Südtirol ha organizzato un incontro sul tema
"Federalismo fiscale e autonomie speciali"
Sabato 14 maggio dalle 10.00 alle 13.00 presso la Sala Rosa del Palazzo della Regione, Piazza Dante, Trento

Roma, sabato 16 aprile ore 09.30-18.00, Teatro Eliseo, via Nazionale 183. C'è una grande storia da raccontare e da scrivere.

Il Pd: "Una vergogna, è inaccettabile"
Presentato al Senato un ddl costituzionale per l'abolizione della norma transitoria e finale che vieta la "riorganizzazione del disciolto partito fascista" e che è alla base della successiva legge del 1952. Il Pd: "Grave e offensivo per la storia del Paese". Schifani "esterrefatto", auspica che il progetto venga ritirato
(5 aprile 2011) Un disegno di legge costituzionale che abolisce la XII norma transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta "sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del disciolto partito fascista". Lo ha presentato al Senato, lo scorso 29 marzo, il senatore del Pdl Cristano De Eccher (Pdl), cofirmatari i senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro e il senatore Fli Egidio Digilio. Sulla base di quella norma costituzionale nel 1952 venne introdotto nella cosiddetta legge Scelba il reato di apologia del fascismo.

La complessa storia del Trentino, entrato solo tardivamente nell'Italia unita, impone per la nostra terra una riflessione sull'importanza della nostra autonomia ed identità in relazione ai diversi periodi storici e alle mutate condizioni geopolitiche che fanno ora del Trentino una regione nel cuore dell'Europa.

di Roberto Pinter
Il senatore Claudio Molinari ha improvvisamente lasciato il gruppo parlamentare del Partito Democratico ed è approdato all'API, gruppo capitanato da Rutelli. Contemporaneamente l'UPT rilancia il progetto originario della Margherita. Due notizie che mi lasciano profondamente deluso. (...)

Riportiamo l'intervento del segretario del PD del Trentino Michele Nicoletti in occasione della riunione della Direzione nazionale del PD del 4 e 5 febbraio scorsi
La dignità è tornata a suscitare l'attenzione perché a tutti questi livelli la sentiamo offesa, sentiamo cioè che una realtà che dovrebbe essere custodita con attenzione e rispetto, perché centrale per la vita di ciascuno e di tutti, è stata trascinata in basso, è stata umiliata, calpestata, trasformata in semplice strumento di dominio.
Sono in molti a sentirsi offesi da tutto ciò e a sentire il bisogno di reagire, di ribellarsi. (...)

(1 febbraio 2011) Si è riunita il 31 gennaio alle ore 20.30 l'assemblea provinciale del Partito Democratico. Il segretario provinciale Michele Nicoletti ha esordito ricordando il sit-in silenzioso delle donne del 29 gennaio a Trento, durante il quale è stata ribadita l'importanza della dignità della donna e la necessità di una politica rispettosa delle istituzioni e delle persone.

(30 gennaio 2011) Massimo D'Alema rompe gli indugi. Di fronte alla "notte della Repubblica" in pieno corso, il presidente del Copasir apre per la prima volta al voto anticipato, e invita tutti, dal Terzo Polo all'Idv alla sinistra radicale, ad allearsi con il Pd in una sorta di "Union sacrè" elettorale. Riportiamo il testo dell'intervista uscita oggi su La Repubblica.
"Il Paese attraversa una crisi democratica gravissima. Se Berlusconi non si dimette, l'unico modo di evitare l'impasse e il caos politico-istituzionale è andare alle elezioni anticipate. Chiedendo agli elettori di promuovere quel governo di responsabilità nazionale che è necessario al Paese, per uscire da una crisi così profonda. Lancio un appello alle forze politiche di questo potenziale schieramento: uniamoci, tutti insieme, per superare il berlusconismo".

News e attualità quotidiane dal Pd nazionale
Tutti i giorni, da lunedì al venerdì, una nota informativa che conterrà notizie e indicazioni sui principali temi della giornata, anche sulla base di quanto emerge dalla stampa, per farvi conoscere l'opinione del Partito Democratico in merito.
http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/LA%20NOTA%20DEL%20MATTINO%2028%20GENNAIO.pdf

di Giorgio Tonini, "L'Adige"
(26 gennaio 2010) La scorsa settimana ho partecipato ad un affollato incontro promosso dal circolo Pd di Mattarello sullo «smarrimento» della politica. Molti dei partecipanti si sono dichiarati delusi dalle mie parole, nelle quali hanno trovato più domande che risposte.
Nonostante tutto lo strumento delle primarie appare ancora come un grimaldello utile a rimettere in moto meccanismi partecipativi altrimenti inceppati. E' quel che si evince - seppure con qualche ombra - dall'esito delle primarie di domenica che hanno portato alla scelta dei candidati del centrosinistra per le elezioni comunali di Bologna e di Napoli. In entrambe le città il numero dei votanti supera le precedente consultazioni primarie e i risultati indicano il prevalere dei canditati proposti dal Partito Democratico. L'ombra è data dalla contestazione del voto nel capoluogo campano, dove è stata denunciata l'intrusione della malavita organizzata nell'afflusso dei partecipanti. Rischio reale, insito in uno strumento come le primarie dove il soggetto protagonsita è l'elettore anziché l'iscritto al partito. Che pure dovrebbe far riflettere sull'uso che se ne fa e sul fatto che la democrazia nei partiti rappresenta un tema ineludibile. A Bologna prevale Virginio Merola con il 58,3% dei voti. A Napoli Andrea Cozzolino con poco più del 37%. Ma qui le cose non sembrano chiare (vedi la cronaca de La Repubblica di Napoli).
Cari amici, facendo seguito alla comunicazione che vi abbiamo inviato prima di Natale, relativa all'appuntamento nazionale di Movimento Democratico che si terrà Sabato 22 Gennaio 2011 a Torino, presso la Sala Gialla del Lingotto (inizio ore 10) vi comunichiamo che per favorire le vostre esigenze logistiche e di organizzazione del viaggio potete, se volete, rivolgervi al'agenzia CISALPINA ( tel. 011 9543715, oppure 011 9543703) per informazioni e prenotazioni alberghiere.
Si raccomanda anche di intensificare il lavoro di preparazione del'iniziativa nel vostro territorio, allo scopo di favorire la più ampia partecipazione a questa importante iniziativa di Movimento Democratico, nella quale saranno discusse e proposte all'attenzione del nostro partito, della società italiana, delle altre forze politiche idee-forza per contribuire ad una stagione di riformismo e innovazione di un Paese ingessato, bloccato dalla crisi del berlusconismo e che per questo guarda con difficoltà al proprio futuro.
Vogliamo contribuire e aiutare il Partito Democratico affinché ritrovi pienamente il proprio cammino di una grande forza che ha l'ambizione di parlare a tutto il Paese, con proposte coraggiose e innovative. Che investe su se stessa, sulla propria capacità di costruire una alternativa riformista che sia davvero credibile e che, come tale, sia percepita dai cittadini.
A discutere insieme a noi, a Walter Veltroni, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni, ci saranno personalità della politica e della società italiana ed europea.
Nei prossimi giorni sarà reso noto il programma nei dettagli.
Cordiali saluti.
ENRICO GASBARRA ANDREA SARUBBI WALTER VERINI
Dopo le dimissioni del segretario Dennis Franch, il Circolo del PD della Valle di Non ha deciso di procedere, nel rispetto delle procedure definite da Statuto e regolamento, all'organizzazione di un congresso, al fine di eleggere un nuovo segretario, un nuovo direttivo ed il tesoriere.
L'elezione avrà luogo nel pomeriggio di sabato 26 febbraio 2011, a Cles, presso la sala ex Filanda.
Ai componenti dal Coordinamento cittadino del PD di Trento
Ai segretari dei circoli del PD di Trento
Ai Presidenti e ai capigruppo dei consigli circoscrizionali del PD di Trento
Ai consiglieri comunali, assessori e Sindaco del PD di Trento
Ai consiglieri e assessori provinciali del PD di Trento
Care democratiche e cari democratici,
il Coordinamento cittadino è convocato giovedì 13 gennaio alle 20.30 presso la sede del partito per un incontro con il nostro Sindaco Alessandro Andreatta.
Una buona occasione per iniziare ad affrontare insieme i temi che caratterizzeranno l'agenda politica cittadina e non solo nel 2011.
odg.
1) Comunicazioni del coordinatore
2) Intervento del Sindaco
3) Dibattito
Con la certezza che saremo puntuali e numerosi, vi invio i più cordiali saluti
Il coordinatore cittadino del Partito democratico del Trentino
Vanni Scalfi
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(10 gennaio 2011) Oggi pomeriggio il gruppo consigliare provinciale del Partito Democratico del Trentino, insieme al segretario e ad altri esponenti del Partito, si è incontrato per discutere della proposta da avanzare al Consiglio Provinciale in merito alla Presidenza dello stesso. (...)

(11 dicembre 2010) Il PD vuole una riforma repubblicana e un'alleanza per la crescita e il lavoro. Il testo del discorso di Bersani a San Giovanni.
http://video.unita.it/media/Politica/Manifestazione_Pd_le_vostre_voci_2037.html
di Maurizio Agostini
(18 dicembre 2010) E' veramente un peccato che un momento che avrebbe potuto essere di festa nel PD e nella comunità trentina, per l'incarico importante di livello europeo ricevuto da Giovanni Kessler, sia invece rovinato dal mancato annuncio della scelta a cui avrebbe dovuto da subito essere associato, quello delle dimissioni dal Consiglio provinciale.
Devo confessare la mia incredulità, perchè leggendo nelle settimane scorse della candidatura di Giovanni, forse ingenuamente, non avevo neppure preso in considerazione la possibilità che non comportasse anche l'unica scelta che mi sembra coerente, logica e rispettosa.
Manifestazione Ore 14.00 - Piazza della Repubblica - Roma
Ore 15.30 - Piazza San Giovanni - Roma
Ore 14.00 partenza del corteo da Piazza della Repubblica, inizio manifestazione, ore 15.30 a Piazza San Giovanni a Roma.
Nel complimentarci con voi per l'ottimo risultato e augurarvi un proficuo lavoro vogliamo invitarvi ad un primo incontro organizzato dal nostro partito.
Un incontro per favorire la conoscenza reciproca, per raccogliere le esigenze informative e formative, per fare il punto sullo stato delle diverse Comunità, per scambiarci le nostre opinioni e per vedere quali siano le priorità che il PD intende perseguire.
La proposta è di vederci all'indomani della formazione degli esecutivi e della partenza delle assemblee e prima della fine dell'anno.
Considerate le varie scadenze l'appuntamento è per Sabato 18 Dicembre, presso la sede del PD, a Trento, a partire dalle ore 9,30 fino alle ore 13,00.
Il programma prevede, accanto ai nostri interventi, comunicazioni sia di ordine politico da parte degli amministratori provinciali del PD sia di ordine tecnico sull'avvio delle Comunità, e naturalmente il dibattito.
Seguirà il programma dettagliato, ma intanto vi chiediamo di appuntarvi questa data, comprendiamo il periodo prenatalizio ma urge attivare tutte le nostre risorse per questa importante scommessa.
Michele Nicoletti, Roberto Pinter

di Alberto Pacher
Al direttore de L'Adige
Caro direttore, ho seguito il dibattito che nelle ultime settimane, a partire dalla sua riflessione, si è sviluppato a proposito delle difficoltà che oggi il Pd sta attraversando. Comprendo, e in parte condivido, lo smarrimento che molti provano nel constatare come di fronte a una crisi politica, economica e civile grave, il mio partito faccia così fatica a porsi come un punto di riferimento stabile per una vera alternativa. (...)

Dal quotidiano La Repubblica riportiamo questo interessante commento sulle primarie milanesi
di Curzio Maltese
Le decine di migliaia di votanti che hanno sfidato una giornata d'inferno per scegliere lo sfidante di Letizia Moratti, sono una delle poche buone notizie della vita pubblica in questi mesi. E questo anche se erano di meno rispetto alle primarie precedenti. Sono una buona notizia perché segnalano che la politica non è soltanto trame di palazzo, guerre televisive, macchine del fango e altre porcherie, ma soprattutto libertà e partecipazione, come cantava un grande milanese onorario, Giorgio Gaber. Ma poi perché la partita milanese, da qui alle comunali, è destinata a riscrivere i destini nazionali.
Sabato 13 cominciamo la mobilitazione in piazza a Trento in via Belenzani (di fronte alla libreria Benigni) dalle 10 alle 13, tutti quelli che desiderano dare una mano sono i benvenuti!
di Roberto Devigili
(7 novembre 2010) Molti cittadini non hanno espresso il voto per eleggere i loro rappresentanti negli organi delle Comunità indotti da tanti fattori. Uno, forse il più importante, è stata l'argomentazione che la Comunità non sarebbe servita a nulla. A parte il fatto che ciò non era vero fin dall'orgine per le importanti competenze che la legge istitutiva aveva assegnato alla Comunità, i fatti successivi contribuiscono a sottolinearne ulteriormente l'importanza. Infatti, mentre i più sembrano appassionarsi nel gioco (sudoku?) degli assessorati, stanno accadendo fatti, per ora solo formali, che sottolineano ulteriormente l'elemento organizzativo e decisionale che la Comunità via via andrà ad assumere. Ad esempio, il recente protocollo d'intesa tra la Provincia e il Consiglio delle Autonomie (Consorzio dei Comuni Trentini) prevede il trasferimento in capo alle Comunità di servizi come il nido d'infanzia, la polizia locale e l'individuazione delle funzioni che i Comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti dovranno esercitare in forma associata. ...

di Roberto Pinter
(16 novembre 2010) Leggendo l'analisi impietosa del direttore Giovanetti si rischia di arrivare a questa conclusione, ma non credo sia ancora ora di conclusioni. Parto da quel "rottamare" che ha animato il dibattito interno al PD. C'è un po' di bullismo nell'uso di questo termine. E la contrapposizione tra le ambizioni di chi si ritiene insostituibile e quelle di chi vuol prenderne il posto, a prescindere da una seria valutazione delle competenze, non porta lontano. Ma se non convince la contrapposizione generazionale altrettanto ingiustificata appare la deroga come regola per un gruppo dirigente, che se ha il merito di aver dato vita al Partito Democratico dovrebbe ambire anche al merito di far crescere un gruppo dirigente che più compiutamente esprima la sintesi di pensiero che il PD ha promesso.
Domenica 24 ottobre si vota per le Comunità di Valle. Per la prima volta un segmento importante di questi nuovi organismi verranno espressi con elezione diretta da parte degli elettori. Un importante opportunità di democrazia e di autogoverno locale, viste le prerogative in capo alle Comunità, un test elettorale per la coalizione di governo. Pubblichiamo di seguito le liste del PD del Trentino e i candidati alla presidenza delle Comunità...
di Alessandro Branz *
Le recenti vicende che hanno animato il Partito Democratico ed il confronto che ha visto contrapporsi Veltroni e Bersani, al di là delle questioni di contenuto e della fondatezza o meno delle critiche "politiche " rivolte dal primo al secondo (sulle quali non mi soffermo), si prestano ad una serie di riflessioni di natura metodologica, che attengono a come il PD funziona ed a quale modello di partito tende ad ispirarsi. Sono cioè la spia di una malessere diffuso e di una certa strisciante linea di tendenza.
Lo spot del PD del Trentino per le elezioni del 24 ottobre per le Comunità di Valle
http://www.partitodemocraticotrentino.it/gallerymacro.php?tipo=movie&id=1031
Carissimi, in questa fase delicata, ho scritto una lettera al Segretario del PD Bersani e a tutti i colleghi parlamentari che vorrei condividere con voi e per questo ve la invio come newsletter, oltre ad averla pubblicata sul mio blog. Spero vi faccia piacere riceverla.
di Letiza Detorre
(16 settembre 2010) Acque agitate nel Pd in cui si contrappongono inviti all'unità e spinte a cambiare, auto-candidature a sfidare Berlusconi e veti incrociati. Da una parte ancora una volta D'Alema che si dice d'accordo con l'ex leader del Pd, Walter Veltroni («Anch'io temo alchimie elettorali che aggirino i problemi del Pd»), dall'altro invita a rafforzare la leadership di Bersani.
Sulla sponda opposta lo stesso Veltroni che critica l'attuale impostazione di partito («dà l'immagine di un partito senza bussola strategica») e poi ribadisce: «Per me il leader è Bersani». Salvo poi invocare un "papa straniero"...
Lunedì 27 settembre 2010 alle ore 19.00, presso la Sede in via Brennero 246 - Trento
con il seguente ordine del giorno:
- relazione del Segretario provinciale;
- elezioni Comunità di Valle;
- approvazione del Regolamento finanziario;
- varie ed eventuali.
Confidando in un'ampia partecipazione, Vi chiedo cortesemente di dare conferma della Vostra presenza (0461.986714 oppure info@partitodemocraticotrentino.it) e Vi saluto cordialmente.
Giorgio Tonini
(31 agosto 2010) Tre giornate di incontri e dibattiti sulle alture del Nevegal (Belluno), per un evento promosso dal Partito Democratico delle regioni Veneto, Friuli e Trentino-Alto Adige.
È la prima edizione della Festa delle Dolomiti, che debutta venerdì 3 settembre alla presenza del Presidente dell'Assemblea Nazionale del Partito Democratico Rosy Bindi.
La prima scuola di formazione politica del Partito Democratico del Trentino, tenutasi a Terzolas, si è conclusa con successo. Durante le tre giornate di studio e confronto sono stati affrontati vari temi riguardanti le Comunità di valle: Giorgio Tonini ci ha illustrato come il sistema paese manifesti forti limiti e come le scelte politiche ed economiche rischino di minarne la stabilità. Il tema delle riforme resta quindi l'obiettivo principale del PD.
La giornata di sabato ha poi visto sul palco alternarsi vari relatori (Marcello Bonazza e Pietro Nervi) che hanno illustrato da un punto di vista storico e legato agli usi civici la storia delle comunità. È stata anche affrontata la riforma istituzionale (Livia Ferrario) riguardante la legge n. 6 del 2006 che istituisce le comunità di valle. Particolare attenzione è stata data al sistema di finanziamento e alle deleghe che le comunità di valle verranno ad assumere.
Nel corso del pomeriggio, dopo due relazioni sulla pianificazione territoriale (Bruno Zanon) e sul sistema del welfare (Gino Mazzoli), i partecipanti si sono divisi in due gruppi per approfondire tramite un dialogo davvero ricco di domande ed osservazioni con i due esperti.La giornata di domenica ha visto invece l'intervento di Roberto Pinter che ha illustrato il punto di vista e le proposte del PD sulle comunità di valle; il dibattito si è arricchito con gli interventi sulla tematica della partecipazione da parte di Ottorino Bressanini, Maria Pia Flaim e Paolo Mattei. La scuola di formazione si è poi conclusa con l'intervento di Michele Nicoletti sull'importanza delle comunità locali e sul loro ruolo in un contesto sempre più europeo.
Altri materiali (in particolare le relazioni di alcuni degli esperti intervenuti) verranno pubblicati nei prossimi giorni, così come gli atti del convegno. Appena possibile, saranno disponibili anche su Yuotube parte dei filmati delle varie relazioni. Vi comunicheremo comunque tutte le novità in corso d'opera.
Per chi avesse difficoltà a scaricare dal sito i materiali, visto che alcuni sono abbastanza ‘pesanti', è possibile richiedere una copia dei materiali su cd-rom chiamando la sede del PD allo 0461986714.
http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/Presentazione_dott.ssa_ferrario.pdf
http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/Presentazione_mazzoli.pdf
http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/Intervento%20Bressanini.pdf
http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/Relazione%20Pinter.pdf
http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/cartografia%20comunità%20di%20valle.pdf
http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/Schema%20comunità%20valle_1.pdf
Si è svolto nei giorni scorsi a Terzolas il primo week end formativo del PD del Trentino dedicato al tema delle Comunità di valle. Quella allegata è la relazione proposta da Roberto Pinter che volentieri riportiamo, in attesa di altri materiali.

(30 luglio 2010) Care democratiche, cari democratici
vi scrivo perché questa mattina ho chiesto formalmente al Presidente del Consiglio Berlusconi di venire in Parlamento ad affrontare la crisi di governo in corso. L’ho fatto all'avvio dei lavori della Camera a nome di tutto il PD, dopo un'assemblea con i gruppi democratici alla Camera e al Senato. (...)
23 - 24 - 25 luglio Weekend formativo del PD del Trentino a Terzolas
E' in corso di svolgimento a Terzolas un momento formativo del PD del Trentino. Vi partecipano una settantina di persone, un fatto importante e tutt'altro che scontato alla fine di luglio. Al centro del percorso formativo i temi delle comunità di valle e della cittadinanza europea.
Ai membri PD della Giunta provinciale
Care democratiche, cari democratici, lunedì prossimo, 19 luglio alle 20.30 in sede PD i circoli e i rappresentanti del PD nelle circoscrizioni incontrano il gruppo consiliare provinciale. Non è un'assemblea pubblica, è un incontro informale del partito cittadino con i rappresentanti del PD in Consiglio e Giunta provinciale per fare il punto
sui temi di maggiore attualità e provare a capire come lavorare in modo più coordinato già a partire dall'autunno prossimo. Niente ordine del giorno, niente scaletta degli interventi programmati, una chiacchierata a 360° con la quale approfittare anche per salutarci prima della pausa estiva.
Il Coordinatore cittadino
Vanni Scalfi
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Ai senatori, deputati, consiglieri e assessori provinciali del Pd del
Trentino
A Roberto Pinter e Renato Veronesi
Carissime/i,
voglio segnalarVi alcuni appuntamenti del partito a cui siete
cordialmente invitati a partecipare.
Giovedì 1 luglio ore 18: incontro presso la sede del partito con un
rappresentante del Partito autonomista dalmato.
Venerdì 2 luglio ore 11.30: incontro con la segretaria provinciale e
il segretario organizzativo del PD di Belluno per un confronto sul
tema autonomie locali, regioni di montagna, gestione energia, eccetera
(l'incontro ci è stato chiesto da loro per conoscere la nostra esperienza, potremmo poi mangiare assieme con chi c'è).
Lunedì 12 luglio al mattino con pranzo finale: riunione della segreteria provinciale (e con chi potrà esserci del coordinamento) con senatori, deputati, consiglieri e assessori per una riflessione comune sui nodi politici fondamentali del presente e del futuro. Potremmo trovare anche località amena se qualcuno ha idee e voglia di organizzare. Non troppo distante perché alle 14.30 qualche consigliere provinciale è impegnato in commissione.
Lunedì 12 luglio ore 19: Assemblea provinciale
Venerdì, sabato, domenica 23-24-25 luglio: giornate di formazione a
Terzolas sul tema "Comunità e politica: dalle comunità di valle all'Europa" (sabato focus su comunità di valle, domenica mattina apertura sull'orizzonte nazionale ed europeo).
Sabato 2 ottobre a Udine: Debora Serracchiani a nome del PD del Friuli
Venezia Giulia ci invita a Udine assieme ai colleghi bolzanini per discutere di federalismo e autonomie speciali. L'invito è rivolto ai consiglieri regionali e ai parlamentari. Mi sembra un'ottima occasione di incontro e confronto su un tema importante e vi chiedo perciò di tenervi liberi per questa trasferta friulana.
La presenza di tutti sarebbe davvero importante negli appuntamenti del 12 luglio e del 2 ottobre (a Udine).
Grazie della Vostra attenzione
Michele Nicoletti

di Giorgio Tonini
(25 giugno 2010) E se Pomigliano fosse una metafora dell'Italia? E se la classe operaia fosse tornata classe generale? Magari per uno di quei ricorsi storici sui quali, tre secoli fa, aveva meditato Giambattista Vico, il grande filosofo napoletano al quale sono intitolati quegli stabilimenti Fiat? Difficile scrollarsi di dosso questa domanda. Soprattutto se prima ce ne siamo posti un'altra, la vera domanda, quella che invece sembra non interessare nessuno, la domanda che per prima un sindacato vero, cioè autonomo, unitario e riformista, non diviso tra organizzazioni che firmano a prescindere e organizzazioni che, sempre a prescindere, neppure si siedono al tavolo, si sarebbe posto e avrebbe proposto alla controparte e alla politica: perché la Fiat porta via la Panda dalla Polonia e la porta in Italia, a Pomigliano?
19 giugno, manifestazione nazionale del PD
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha annunciato sulla pagina dei suoi sostenitori su Facebook la Manifestazione nazionale del Pd per sabato 19 giugno al Palalottomatica di Roma. E su internet ha rivolto un invito ad esserci "per un'altra politica economica, per la crescita e il lavoro, contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti i protagonisti sociali colpiti dalle scelte del governo. Vieni anche tu, facciamoci sentire!".
Il Partito Democratico del Trentino organizza un pullman per la manifestazione nazionale del PD in programma sabato 19 giugno a Roma alle ore 10 (tutte le notizie sulla manifestazione: http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/101599/bersani_manifestazione_nazionale_del_pd_al_palalottomatica_il_19_giugno).
Chiunque fosse interessato a partecipare, scriva a info@partitodemocraticotrentino.it indicando NOME, COGNOME e RECAPITO TELEFONICO entro lunedì 14 giugno alle ore 12.00. Provvederemo a contattarvi per comunicarvi ora e luogo della partenza.
Nel quadro delle recenti elezioni comunali, c'è un area del Trentino che rappresenta per certi versi un'anomalia rispetto all'affermarsi del centrosinistra autonomista nel resto del territorio. E' la Piana Rotaliana e la stessa vittoria a Lavis del candidato del centro destra (più il Patt, anch'esso anomalo) Graziano Pellegrini conferma questa tendenza. Effetto inceneritore? Ruolo di un Patt ancorato a destra? Roberto Devigili analizza le caratteristiche del voto nei Comuni della Piana.
di Roberto Devigili

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L'appello al voto del segretario del PD del Trentino Michele Nicoletti
È un momento difficile per la vita del nostro Paese e di tutta l'Europa e per questo sentiamo in modo più forte la responsabilità di impegnarci per un buon governo della cosa pubblica. A partire dal basso. A partire dai nostri Comuni che domenica 16 maggio rinnoveranno le loro amministrazioni. (...)

- Lista Pd ROVERETO candidato sindaco ANDREA MIORANDI
- Lista Pd RIVA DEL GARDA candidato sindaco ADALBERTO MOSANER
- Lista Pd ARCO candidato sindaco PAOLO MATTEI
- Lista Pd DRO candidato sindaco VITTORIO FRAVEZZI
- Lista Pd ALA candidato sindaco LUIGINO PERONI
- Lista Pd AVIO candidato sindaco ARRIGO REDOLFI
- Lista Pd LEVICO candidato sindaco LAURA FRAIZINGHER
- Lista Pd STORO candidato sindaco SALVATORE MONEGHINI
- Lista Pd MORI candidato sindaco ROBERTO CALIARI
- Lista Pd BRENTONICO candidato sindaco GIORGIO DOSSI
- Lista Pd MEZZOCORONA candidato sindaco CORRADO BURATTI
- Lista Pd LAVIS candidato sindaco GIANCARLO ROSA
Manifestazioni elettorali del PD del Trentino in vista del voto di domenica prossima 16 maggio
Ricordiamo i prossimi appuntamenti della campagna elettorale del Pd del Trentino
Mercoledì 12 maggio la deputata del Pd LAURA PUPPATO sarà a BRENTONICO alle ore 18.00 presso il Centro Culturale e alle 20.30 a LEVICO, presso lo spazio della candidata sindaco Laura Fraizingher in via Diaz di fronte al Municipio.
Giovedì 13 a Lavis, il circolo del PD di Lavis Zambana Nave S. Rocco organizza un incontro da titolo "Stop al consumo inutile di territorio. Sì ad un nuovo modello di sviluppo". L?appuntamento è alle ore 20.30 all'Auditorium Comunale di Lavis. Intervengono: Domenico Finiguerra, Alessandro Olivi, Luisa Mattedi.
Venerdì 14 maggio il Segretario Nazionale PIERLUIGI BERSANI chiuderà la campagna elettorale a ROVERETO, alle ore 21.00 in piazza Malfatti.
Clicca qui http://www.partitodemocraticotrentino.it/gallerymacro.php?tipo=movie&id=818
Il centrosinistra italiano non ha ancora elaborato, nell'ambito della sua cultura politica, una visione matura della leadership democratica. Questa è una delle principali ragioni del suo svantaggio competitivo rispetto al centrodestra, che dal 1994 si fonda sulla leadership "monarchica" di Silvio Berlusconi. (...)

(16 aprile 2010) Il Partito Democratico del Trentino è presente con proprie liste a Ala, Avio, Arco, Brentonico, Dro, Lavis, Levico, Mezzocorona, Mori, Riva del Garda, Rovereto e Storo o con liste civiche nei comuni sopra i 3000 abitanti e partecipa con propri iscritti ed elettori nelle liste per i comuni sotto i 3000 abitanti. (...)
di Vincenzo Calì
(16 aprile 2010) Il sasso lanciato da Romano Prodi nello stagno democratico con la proposta di un PD autenticamente federale non ha dato luogo ai classici cerchi concentrici, per via del gelo caduto subito sulla proposta.
Il Partito Democratico del Trentino, assieme al Gruppo Consiliare provinciale del Partito Democratico invitano i rappresentanti degli organi d'informazione alla conferenza stampa presenzierà il Senatore del Partito Democratico TIZIANO TREU, già ministro del lavoro.
Nell'incontro saranno approfondite alcune tematiche economiche di attualità nazionale, con particolare attenzione alle tematiche del lavoro e degli ammortizzatori sociali.

di Romano Prodi
I lettori mi perdoneranno se, di fronte all'ennesima discussione sulla riforma del Partito democratico, mi permetto di riprendere, con solo qualche aggiornamento, le proposte che, meno di un anno fa, ho fatto sulle colonne di questo stesso giornale. Il rumoroso dibattito post-elettorale sul ruolo dei partiti politici e sul loro rapporto con i cittadini mi riporta infatti indietro di qualche decennio quando, di fronte all'irreversibile crisi della Democrazia cristiana, proposi di costruire il partito su base strettamente regionale ma con un forte patto federativo nazionale. In poche parole si sarebbe dovuto dare vita al Partito popolare lombardo, emiliano, laziale o siciliano ma tutti questi partiti sarebbero stati obbligatoriamente federati alla Democrazia cristiana italiana. Non se ne fece nulla perché gli avvenimenti presero la mano prima ancora che il dibattito potesse essere nemmeno iniziato. E forse non sarebbe comunque iniziato.
(da il Messaggero dell'11 aprile 2010)
E' convocata il giorno 8 aprile 2010, alle ore 20.30, presso la sede provinciale, a Trento, via Brennero 246 con il segunete ordine del giorno:
- relazione del segretario provinciale su elezioni comunali del 16 maggio
Walter Veltroni in un'intervista a "la Repubblica" analizza il voto regionale
(1 aprile 2010) Non è andato poi in Africa, come aveva ventilato. Ma, con un po' di pazienza, l'Africa sta arrivando qui. Partiti tribali, corruzione invincibile, "una generale e pericolosa rassegnazione", dice Walter Veltroni. Anche un certo cannibalismo dentro l'opposizione, al quale l'ex segretario dice di non voler partecipare. "Io i processi non li faccio, perché li ho subiti a suo tempo. Questa tendenza conte Ugolino per cui ogni risultato elettorale serve a distruggere la leadership è un vizio nefasto".

(2 aprile 2010) Il segretario nazionale del PD Pierluigi Bersani scrive ai segretari delle federazioni e dei circoli dopo l'esito delle elezioni
(1 aprile 2010) Dopo il risultato delle regionali, il senatore Gian Piero Scanu ha inviato una lettera al segretario sottoscritta da altri colleghi del gruppo appartenenti a tutte le aree del partito.
Caro Segretario, il passaggio elettorale di questi giorni ci consegna molteplici spunti di riflessione, che non mancheranno di essere approfonditi nelle settimane che verranno.
(2 aprile 2010) Barbara Lorenzi o Andrea Miorandi? Questa la scelta che Rovereto sarà chiamata a fare per il proprio futuro, gli altri candidati appartengono comunque al passato. Dopo l'amministrazione Valduga Rovereto è chiamata a voltare pagina. Cinque anni fa gli errori e i conflitti tra partiti del centrosinistra consegnarono il Municipio alle civiche di Valduga, che hanno assicurato l'ordinaria amministrazione della città ma che non sono state in grado di fare quelle scelte di cui la città aveva ed ha bisogno. (...)
(27 marzo 2010) C'è un governo che se le suona e se le canta dicendosi federalista. Lo fa perché c'è il Carroccio che straparla di Padania, ma se si va a vedere cosa hanno fatto ci si accorge che è l'esecutivo più centralista nella nostra storia!
Lo ha fatto il Gruppo Pd della Camera con un'accurata analisi, esposta nel libro bianco "Federalisti a parole: il neo centralismo del governo Berlusconi".
(26 marzo 2010) Sta arrivando nelle case il nuovo numero di "Pensiero Democratico" il periodico del PD del Trentino.
Scarica il giornalino in pdf!
Aiutaci ad aggiornare i nuovi database e a risparmiare carta: se in famiglia ricevi più di una copia del nostro giornale scrivi una e-mail a info@partitodemocraticotrentino.it e segnalaci quali nominativi cancellare. GRAZIE!
Care amiche, cari amici,
da giorni leggo le vostre lettere e i vostri commenti sul decreto truffa che ci ha imposto Berlusconi. Voglio rassicurarvi, la vostra preoccupazione è anche la mia.
Se il governo indossa gli anfibi e scende in piazza con attacchi violenti contro le istituzioni, noi non restiamo certo in pantofole. Siamo un'opposizione di governo, ma che si mobilita quando è a rischio la tenuta democratica del Paese, come abbiamo deciso di fare sin da sabato scorso assieme agli altri partiti del centrosinistra e a tante associazioni.
Vi aspetto sabato 13 marzo, dalle 14.30, in Piazza del Popolo a Roma. Saremo in tanti ma vi chiedo anche di aggiungere le vostre voci alle nostre in questi giorni che precedono il voto del 28 e 29 marzo. Ci troverete in tanti altri luoghi, a partire da Milano, Mestre, Potenza, non solo per protestare contro l'arroganza del Governo, ma soprattutto per far conoscere con forza le nostre proposte: i problemi del Paese devono essere al centro del confronto elettorale.
All'impegno in piazza dovrà seguire l'impegno sul territorio. Il voto per le regionali è un'occasione per dimostrare che un'alternativa possibile c'è, ed è quella del Partito Democratico.
Per questo vi chiedo di partecipare attivamente alla campagna elettorale e di diventare volontari su www.mobilitanti.it.
Sapremo vincere le elezioni dicendo sì alle regole e no ai trucchi, tornando a parlare dei problemi veri degli italiani.
Democrazia, regole, lavoro, diritti, legalità: in poche parole, un'altra Italia.
A presto
Pier Luigi Bersani
Segretario Nazionale del Partito Democratico
di Carlo Stefenelli
Le imminenti elezioni amministrative comunali si svolgono in tutto il Trentino in un clima caratterizzato da una singolare difficoltà nei rapporti fra le forze politiche del centro-sinistra autonomista che sta attualmente governando la nostra provincia.
Sembra esistere un disegno di isolamento del Partito Democratico ben più marcato rispetto ai tempi, anche recenti, in cui all'interno della coalizione coesistevano la Margherita ed i Democratici di sinistra. E questo disegno assume tinte ancor più paradossali nella misura in cui è proprio il Partito Democratico, soprattutto in Trentino, ad avere aperto le proprie porte ai moderati in gran parte provenienti dalla Margherita alla quale appartenevano gli attuali Sindaci di Trento, di Arco, di Riva del Garda e di Levico Terme.
Questa strategia "neo-centrista", che implica la inevitabile contrapposizione di forze che, nell'attuale sistema bipolare, dovrebbero necessariamente stare assieme, non porterà lontano e rischia nel tempo di consegnare anche il Trentino alla coalizione conservatrice-leghista che governa il resto del nord Italia. (...)

L'esito del voto nel giorno della costituzione dei circoli di Trento, Civezzano e Altipiano Folgaria, Lavarone e Luserna
(13 marzo 2010) Si è conclusa la giornata dedicata alla costituzione ufficiale di 14 circoli del Pd del Trentino, i 12 circoli circoscrizionali della città di Trento e quelli di Civezzano e dell'Altipiano di Folgaria-Lavarone-Luserna.
Le assemblee costitutive si sono aperte alle ore 15.00 con la presentazione dei candidati a segretario e con l'individuazione delle candidature a membro del direttivo, che in ogni circolo può essere composto da un minimo di 6 ad un massimo di 20 persone. Le operazioni di voto si sono svolte regolarmente, l'affluenza è stata buona e le assemblee sono state occasione di confronto e di dibattito su tematiche inerenti la vita e la gestione dei circoli territoriali e la politica del Pd a livello provinciale, vista anche la presenza, in qualità di presidenti delle assemblee e di votanti, di numerosi membri dell'assemblea provinciale. (...)
A questo importante appuntamento sono invitati a partecipare non solo gli iscritti ma tutti gli elettori che hanno partecipato alle primarie del giugno 2008 e dell'ottobre 2009."
L'elenco dei seggi a Trento e in provincia

Come forse già sapete il Partito Democratico ha organizzato una grande manifestazione nazionale a Roma nel pomeriggio di sabato 13 marzo, insieme a tutte le forze del centrosinistra "Per vincere, sì alle regole no ai trucchi".
Il Pd del Trentino, benché impegnato lo stesso giorno nella costituzione dei 12 circoli cittadini, di quello di Civezzano e di quello di Folgaria-Lavarone-Luserna, ha pensato di organizzare un Gazebo il giorno sabato 13 Marzo dalle ore 10.00 alle ore 12.30 a Trento, in Via Mazzini angolo con Via SS. Trinità, dove verrà distribuito materiale che riguarda la manifestazione, ma anche la votazione nei circoli (sede e orario).
L'appuntamento è quindi dalle 10.00 e la presenza di tutti voi sarebbe quanto mai importante.

Il Pd del Trentino vi ricorda l'importante appuntamento di
SABATO 6 MARZO 2010 ore 14.00 Aula Magna Museo Tridentino di Scienze Naturali Via Calepina 14, TrentoIncontro di presentazione delle candidature a segretario cittadino (Trento) del PD
Siete tutti invitati!!
Carissime/i, a proposito dell'Assemblea provinciale del Pd dell'altra sera, vorrei trasmettervi una serie di brevi riflessioni, ritenendo vi possano interessare (almeno lo spero).
di Alessandro Branz

intorno all'elezione del coordinamento cittadino si è creata confusione e questo non fa che confermare l'urgenza di dare al partito cittadino una struttura organizzativa definita... Intervengo per provare a fare chiarezza e, con l'occasione, formalizzo con ampio anticipo sulla scadenza dei termini la mia candidatura a coordinatore cittadino. Vi inoltro tre documenti: il primo è una breve ricostruzione del percorso fatto finora e di alcune delle persone che sono state in esso coinvolte o di esso informate; mi sono chiesto a lungo se fosse necessario metterlo nero su bianco, ma gli equivoci che si sono generati mi impongono un dovere di ulteriore trasparenza al quale assolvo ben volentieri. Il secondo documento è la base di partenza della mia piattaforma
programmatica: è un documento aperto, al quale spero in molti vorrete contribuire per arrivare ad una sintesi che sia la più completa e partecipata possibile. Il terzo è la versione originale del preambolo al regolamento per la fondazione dei circoli, poi approvato in versione ridotta il 29 dicembre 2008 insieme al regolamento stesso: a molti potranno sembrare ovvietà, ma credo che debbano essere i cardini sui quali costruire il nostro partito.
Nei giorni scorsi si sono accavallate bizzarre interpretazioni delle regole e fantasiose ricostruzioni di presunti accordi verticistici: per quanto riguarda le modalità di voto, solo una mente fantasiosa poteva pensare che le democratiche e i democratici trentini accettassero di votare senza la possibilità di esprimere preferenze sui candidati al coordinamento cittadino e solo chi non mi conosce o chi è in malafede può pensare che io mi presti ad accordi verticistici consumatisi in chissà quale segreta stanza.
A tutt'oggi la "colpa" della mia proposta politica è quella di essere l'unica in campo, ma a 20 giorni dalla scadenza per il deposito delle candidature mi sembra una preoccupazione eccessiva. Se invece dovessi essere davvero l'unico candidato, ebbene questo potrà voler dire due cose: o che sono l'unico disposto ad assumersi l'onere (per l'onore vedremo più avanti) di questa carica, oppure che per una volta il PD è riuscito ad essere compiutamente unito nel condividere una proposta politica. E non mi sembra poco.
Giovanni Scalfi
Invio questo messaggio ad una mailing list di persone del PD priva di un ordine definito, per questo prego ognuno di voi di girarla a quanti riterrete possano essere interessati.
Grazie e buona giornata.
A proposito del raid alla sede del PD del Trentino
di Michele Nicoletti
Giovedì pomeriggio alcuni studenti - seguiti da fotografi - sono entrati nella sede del PD e hanno attaccato con la colla sui muri e sui mobili volantini di protesta nei confronti della riforma Dalmaso, da loro accomunata alla riforma Gelmini.
Mentre il sindaco uscente Valduga rompe gli indugi e annuncia la sua ricandidatura a Sindaco di Rovereto, prosegue il confronto fra i partiti del centrosinistra. Il segretario del Circolo del PD di rovereto Fabiano Lorandi annuncia il raggiungimento di un accordo di programma per la città di Rovereto.
Alle democratiche e ai democratici del Circolo PD di Rovereto
e p.c agli organismi dirigenti del Partito Democratico del Trentino
Le trattative per l'accordo di coalizione con l'UPT, l'UDC e il PATT hanno avuto un primo risultato con la sottoscrizione di un documento politico, avvenuta venerdì 29 gennaio, nel quale vengono condivise sia le modalità di individuazione del candidato a sindaco sulla base del profilo già descritto nella mia precedente mail del 16 gennaio, sia i contenuti programmatici prioritari. E' stata convocata una conferenza stampa di illustrazione dell'accordo giovedì 4 febbraio ad ore 18.00 presso la Caffetteria del MART.
l'altro ieri 1° febbraio si è svolta la riunione dei coordinatori dei circoli PD "provvisori", non ancora costituiti, nella quale si è deciso di dare finalmente un termine allo stato di precarietà di queste situazioni pro-tempore anche nella città di Trento.
Si è deciso di proporre alla Segreteria provinciale la data del 13 marzo per l'atteso election-day cittadino.
E' un passaggio che ritengo molto delicato ed importante, che cade in un momento molto critico per il PD sia sulla scena nazionale sia, ahimé, su quella più vicina a noi.
Purtroppo la partecipazone alla riunione dell'altra sera è stata piuttosto modesta, sensibilmente diversa rispetto a quelle della fase di avvio.
Le difficoltà che stiamo attraversando aleggiano come una cappa pesante sul clima di questi incontri.
La costituzione dei circoli di Trento città potrebbe aggiungere, per assurdo, altri preoccupanti criticità che possono rappresentare una seria minaccia per il futuro del PD nel contesto cittadino.
Mi riferisco alle norme per l'elezione del coordinamento cittadino. In particolare cito testualmente il comma 5 dell'art. 13 ("IL COORDINAMENTO CITTADINO") del REGOLAMENTO PER LA FONDAZIONE E PER IL FUNZIONAMENTO DEI CIRCOLI TERRITORIALI approvato dall'Assemblea provinciale il 29 dic 2008: "Il Direttivo cittadino è composto dai segretari dei circoli circoscrizionali e da dodici (12) membri eletti insieme al Coordinatore cittadino sulla base di liste ad esso collegate, con riparto proporzionale tra i candidati coordinatori e nel rispetto della parità di genere. Ogni candidato a Coordinatore cittadino può essere supportato da una sola lista di candidati al Direttivo cittadino."
Ciò sta a significare, se non è stato mal interpretato, che la lista associata ad ogni candicato coordinatore è di fatto bloccata e che il candidato che superi anche di un solo voto gli altri "occupa" con i membri della sua lista 13 posti su 25 del direttivo cittadino.
Se a questo si aggiungesse la malaugurata ipotesi che il candidato fosse unico la conseguenza è che non servirebbe nemmeno votare.
Mi chiedo e vi chiedo quali conseguenze possa avere sulla città, e forse non solo, l'applicazione di un meccanismo così in contrasto con i principi fondanti del Partito Democratico!
Ritengo che ogni uteriore commento sia superfluo.
Faccio quindi un appello, già proposto nella riunione dell'altro ieri, perché il Coordinamento provinciale valuti attentamente la possibilità di correggere il tiro in tempo utile per evitare di aggravare una situazione già abbastanza difficile, che non ha certo bisogno di autogol come quello che stiamo per subire passivamente.
Un cordiale saluto
Edoardo Arnoldi
Prosegue il confronto su "Il Trentino" sullo stato di salute del PD e del centrosinistra
di Giorgio Tonini
Su entrambi i versanti dello schieramento politico, si stanno concludendo le operazioni di selezione dei candidati presidenti di regione. (...)

Il circolo degli ecologisti democratici si riunisce giovedì 28 gennaio alle ore 20,30presso la sede del PD al Rione De Gasperi di Riva del Garda. Si parlerà di Centrali del Baldo.
Piano governativo nucleare ed iniziative di contrasto. La riunione è aperta a tutti i cittadini interessati. Ciao.
Gianantonio Pflegher
Il Circolo del Pd dell'Argentario (Trento) organizza lunedì un pubblico incontro sul tema del testamento biologico. L'appuntamento è alle ore 20.30, al Centro Civico Argentario - Cognola. Intervengono Don Marcello Farina, Cinzia Piciocchi, Edoardo Geat. Modera Alberto Faustini.
di Marta Frassoni
Nelle passate edizioni organizzatori, volontari e ospiti hanno masticato amaro quando l'incontro con l'invitato più atteso è sfumato a poche ore dall'inizio. Certo, la colpa è sempre stata della fitta agenda di incontri politici che scandiscono e a volte ‘ingabbiano' la vita di un politico di spicco.
www.partitodemocraticotrentino.it
Fabiano Lorandi, segretario cittadino del PD di Rovereto, fa il punto sulla formazione della coalizione del centrosinistra in vista delle elezioni comunali
Alle democratiche e ai democratici del Circolo PD di Rovereto e p.c agli organismi dirigenti del Partito Democratico del Trentino
Arrivati a questo punto delle trattative per l'accordo di coalizione, in vista delle amministrative di Rovereto, ritengo opportuno mettere al corrente le democratiche e i democratici del Circolo PD di Rovereto su quanto sta avvenendo.
Dal 14 al 24 gennaio 2010 si svolgerà sull'altipiano di Folgaria la tradizionale Festa democratica sulle neve.
Il programma su http://festaneve.festademocratica.it
Oggi dopo l'ennesima frustrante lettura delle cronache politiche sulle candidature alle regionali, mi sono permesso di scrivere una lettera a Bersani che trovate qui allegata. Forse dovremmo anche nelle nostre amministrative proporre le primarie con un po' più di coraggio.
Un caro saluto
Michele Nicoletti

Sono passati quattro mesi da quando il Circolo PD della Valle di Non fece la sua prima dichiarazione pubblica. Allora chiese, inutilmente, al sindaco di Cles Giorgio Osele di non dimettersi, ma di aprire un dibattito sui problemi politici all'interno della vasta maggioranza che lo aveva eletto e che comprendeva tutto il centrosinistra. (...)
Il risultato di Cles indica uno scenario diverso per il PD e per le prossime elezioni amministrative. Ogni realtà comunale ha la sua specificità e non è esportabile e il risultato di Cles è di Cles prima ancora che un risultato politico provinciale, ma non c'è ombra di dubbio che a Cles si è riflesso ciò che agita lo scenario provinciale. (...)
con la presente Vi comunico che l' Assemblea provinciale del Partito Democratico del Trentino è convocata
Lunedì 14 dicembre 2009 ad ore 20.15
presso la Sede in via Brennero 246 - Trento
con il seguente ordine del giorno:
- relazione del Segretario provinciale sulla situazione politica;
- costituzione Commissioni;
- varie ed eventuali.
Confidando in un'ampia partecipazione, saluto cordialmente.
Giorgio Tonini

di Michele Nicoletti
Un commento del segretario del PD del Trentino a proposito del Patto di Milano sulle risorse dell'autonomia
Carissimi,
dopo l'avvio della Assemblea provinciale del Partito Democratico e la elezione degli organismi dirigenti è ora prevista la formazione delle commissioni di lavoro. Commissioni che saranno formate dai componenti della assemblea ma aperte ad altri.
Per ragionare di queste e più in generale di quanto sta accadendo nel PD o di quello che dovrebbe accadere nel PD, vi propongo di vederci
MARTEDI' 1 DICEMBRE ORE 18, presso la sede del PD di Trento.
Ricordo che l'Assemblea provinciale del PD del Trentino riunita nella seduta del 21 novembre 2009 ha eletto i nuovi membri del coordinamento provinciale (Flavia Brunelli, Chiara Casagranda, Piergiorgio Cattani, Cristian Maines, Alessio Manica, Claudia Merighi, Luigi Olivieri, Chiara Simoncelli) a cui si aggiungono Michele Nicoletti (segretario), Giorgio Tonini (presidente dell'assemblea), Luca Zeni (capogruppo provinciale), Roberto Pinter (delegato per le elezioni amministrative), Renato Veronesi (delegato per il coordinamento dei circoli), Luciana Chini (vicepresidente dell'assemblea), Vera Rossi (delegata per il coordinamento dei giovani), Cristina Casagrande (segreteria).
Sono state poi individuate otto commissioni di lavoro:
1) Statuto e regolamenti;
2) Bilancio
3) Autonomia e democrazia locale;
4) Economia, lavoro
5) Ambiente, trasporti, energia;
6) Scuola e cultura;
7) Sanità e welfare;
8) Diritti e pari opportunità.
Per i componenti della assemblea cui scadeva il termine di iscrizione il giorno 30 : se volete potete aspettare questa riunione prima di decidere le vostre preferenze!
Ciao a tutti, Roberto Pinter
di Luca Zeni
Buongiorno a tutti.
Sabato scorso anche gli eletti trentini hanno partecipato
all'assemblea nazionale del Partito Democratico; desidero
rendere partecipe l'assemblea di alcune impressioni,
avendovi trovato luci ed ombre.
grazie delle mail che mandi, e che leggo sempre volentieri. L'altra sera all'assemblea volevo salutarti di persona, sarà per la prossima. Sul tuo articolo non ti nascondo di non condividere alcuni passaggi.
di Alessandro Branz
Lo dico senza false ipocrisie: saluto positivamente l'uscita di Francesco Rutelli dal Partito democratico. Ritengo si tratti di un gesto politico importante e di grande significato. E' una scelta che serve a fare chiarezza, che evidenzia ancora una volta l'impraticabilità della strategia veltroniana finalizzata a concepire il Pd come un partito in grado di conquistare autonomamente il centro dello spazio politico.
di Roberto Pinter
E' stata una grande sorpresa la partecipazione alle primarie del Partito Democratico. Lo è stata in tutta l'Italia perché ha dimostrato che c'è un popolo democratico che crede ancora nella politica e nel PD, lo è stata in Trentino dove la spinta del nazionale si è unita a quella mossa dalle centinaia di candidati che hanno partecipato alla elezione del nuovo gruppo dirigente del PD trentino. ...
... e alle liste "Democrazia è partecipazione".
Domenica prossima 25 ottobre le primarie per l'elezione del segretario e della nuova assemblea del PD del Trentino. Si vota anche per il segretario e l'assemblea nazionale del Partito Democratico.
di Michele Nardelli
E così tutta la retorica sui giovani, sulle donne, sulla creatività al potere, sul successo di Forbes (tra le 100 donne più potenti al mondo), sul lavoro come emancipazione si schianta di fronte al familismo. Peraltro in disuso anche in Zimbabwe. L' estate rovente e le notti brave del premier non ci fanno vedere quanti CdA sono presieduti da "la famiglia". Se digitiamo su Google il nome della "futura premier" italiana troveremo solo parole inglesi a dimostrazione che la realtà ci sta fuggendo di mano. La presidente di Fininvest e Mondadori siede nei CdA di holding e banche.
Chiedo un voto perchè ho sostituito la carriera con la corriera. Ho le rughe del 50 enne. Sono maschio. Non sono affatto nuovo alla politica. Di me non scrive nemmeno il bollettino parrocchiale e siedo solo nei CdA ove non c'è gettone di presenza. In questo mondo di formiche che accorrono alla "regina" rivendico il diritto delle cicale ad esistere. E' una questione di biodiversità.
Fabio Pipinato
Alle candidate e ai candidati nelle liste "Democrazia è partecipazione"
Mancano poche ore al voto. Quelle decisive. Nelle prossime 48 ore ci giochiamo la possibilità di successo della mia candidatura a segretario del Partito Democratico del Trentino e della vostra a componenti dell'assemblea provinciale.
In queste ore potete convincere qualcuno a partecipare alle primarie e lo potete convincere a votare per voi oltre che per me. Le persone, familiari e amici in particolare, alle quali potete chiedere di contribuire ad una picola causa. Perfetto il passaparola, ma utile la consegna del pieghevole e l'invio di email e di sms.
Nel caso di email potete inviare anche un link al mio blog ( http://www.robertopinter.eu/ ) e nel caso di facebook vi prego di pubblicizzare il gruppo di sostegno (per Roberto Pinter segretario) e di condividere con i vostri amici il video che trovate sul blog.
Politicamente ho pochi consigli da darvi in quanto ho visto che ciascuno di voi sa esprimere molto bene le ragioni a sostegno della vostra e della mia candidatura.
A me pare che il continuo richiamo di Tonini alle ragioni "nazionali" della sua candidatura e l'abuso del collegamento con l'immagine di Pacher e con le liste a sostegno di Franceschini siano segno più di debolezza e di scarso radicamento che non di forza. In ogni caso non ha risolto la sua incompatibilità con il ruolo di senatore delle Marche.
Di Veronesi dopo due mesi di dibattito rimane solo l'incomprensibile sostegno di un gruppo che diceva di voler marcare più a sinistra il dibattito e che si richiama a Bersani, anche se l'area Bersani a livello nazionale si riconosce semmai nella candidatura di Nicoletti (e non è un caso che sia Kessler il capolista per la mozione Bersani).
Nicoletti sfrutta il volto nuovo e il lancio delle europee per promuovere la sua candidatura, è un buon candidato ma nel dibattito ha mostrato il limite della mancanza di esperienza politica ed amministrativa. Il problema è se questo partito possa permettersi il lusso di un segretario parzialmente presente o impreparato ad entrare immediatamente nel merito delle cose, siano esse le prossime elezioni amministrative o il rapporto con Dellai o il radicamento del partito sul territorio.
Vi chiedo un ultimo sforzo, non sprecate la possibilità di esprimere due preferenze e puntate sugli elettori delle primarie, che sono potenzialmente tutti gli elettori del centrosinistra. (non dimenticate " Fa la cosa giusta" a Trento Fiere in via Bomporti)
Per un brindisi benaugurante siete invitati SABATO 24 IN PIAZZA DUOMO ALLE ORE 18, PRESSO IL BAR DUOMO 34
Domanica prossima 25 ottobre si voterà per le elezioni primarie del Partito Democratico del Trentino e del PD nazionale.
In Trentino si voterà per il segretario del PD del Trentino e per la nomina della nuova assemblea (vedi liste allegate).
Si voterà anche per il segretario nazionale e per i delegati all'assemblea nazionale del Partito Democratico
ci sono tante buone ragioni per andare a votare domenica 25 ottobre alle primarie del Partito Democratico.
Mi limito ad indicarne solo tre...
domenica 25 ottobre si terranno le "primarie" del Partito Democratico, per scegliere sia a livello nazionale che provinciale il prossimo segretario. È una vera e propria elezione diretta, alla quale possono partecipare iscritti al partito, elettori e simpatizzanti.
"Vorrei che il mio segretario sapesse della centralità della politica e del perchè essa nasce come bisogno di giustizia. ma ne conoscesse anche la sua materialità: i luoghi che le danno radici, il perchè del suo formarsi, la origine sociale delle sue contraddizioni. E avesse esperienza della sua pratica istituzionale e dell'amministrazione delle risorse e del territorio.
E avesse anche consapevolezza del perché e del come la storia della nostra autonomia abbia plasmato gli ideali e la quotidianità del nostro agire e sappia perciò relazionarsi con la politica nazionale senza nessuna subalternità ma con competenza e autorevolezza. Roberto Pinter ha storia politica e personale che garantisce per lui e cuore e intelligenza che garantiscono per chi lo appoggia nella sua candidatura a segretario. Io lo appoggio"
Giorgio Rigotti
L'intervento di Roberto Pinter, candidato alla segreteria del PD del Trentino, alla Convenzione del 4 ottobre scorso.
Riportiamo i nomi delle elette e degli eletti nell'Assemblea del PD del Trentino
I risultati delle preferenze collegio per collegio li trovate nella sezione dedicata al PD del Trentino

L'esito del voto nelle 43 assemblee di Circolo del PD del Trentino ha visto il prevalere della mozione Bersani. I votanti sono stati 999 su 1955 aventi diritto (iscritti).
Questi i dati conclusivi:
- Mozione Bersani 473 voti, pari al 47,35%
- Mozione Franceschini 397 voti, pari al 39,74%
- Mozione Marino 123 voti, pari al 12,31%
- Schede Bianche o Nulle 6
Domenica 4 ottobre 2009, ore 9.30
Trento, Sala della Cooperazione, via Segantini
A livello nazionale i votanti sono stati quasi 3 milioni. Il nuovo segretario nazionale del PD è Pierluigi Bersani che supera il 50% dei voti.
In Trentino hanno votato 20.850 persone.
Un risultato davvero straordinario, a testimonianza di una domanda politica più forte che mai.
Per il segretario nazionale in Trentino hanno votato per Bersani il 54,97%, per Franceschini il 31,48%, per Marino il 13,55% (dati ancora ufficiosi).
Per la segreteria del PD del Trentino, nessun candidato supera la soglia del 50%. Il più votato è Michele Nicoletti (33,1%) seguito da vicino da Giorgio Tonini (28,18%) e Roberto Pinter (25,02%). Più distanziato Renato Veronesi, al 13,55%. Sarà dunque l'assemblea degli eletti a stabilire chi sarà il nuovo segretario.
Ad un primo assolutamente provvisorio calcolo dei seggi per il collegio di Lavis si potrebbero assegnare 2 seggi a Pinter, 8 a Tonini, 5 a Nicoletti; in quello di Pergine 3 a Pinter, 3 a Tonini, 2 a Veronesi e 4 a Nicoletti + 1 alle Minoranze; a Rovereto 6 a Pinter, 2 a Tonini, 5 a Veronesi e 5 a Nicoletti e a Trento 4 a Pinter, 6 a Tonini, 1 a Veronesi e 7 a Nicoletti.
Quindi avremo un'assemblea composta da 15 eletti nelle liste Pinter, 19 Tonini, 21 Nicoletti e 8 Veronesi + 1 rappresentante delle minoranze linguistiche.
Una partecipazione consapevole se è vero che l'esito del voto sul segretario trentino (33% a Nicoletti, 28% a Tonini, 25% a Pinter e 13% a Veronesi) ha visto una netta riarticolazione dei suffragi rispetto al voto per il segretario nazionale (55% Bersani, 31% Franceschini, 15% Marino).
Giorgio Tonini è stato eletto alla Presidenza dell'Assemblea provinciale. Ricoprirà anche l'incarico dei rapporti con il PD nazionale, Roberto Pinter si occuperà degli enti locali e della prossima scadenza delle elezioni comunali mentre Renato Veronesi assumerà uno specifico incarico di raccordo con i Circoli territoriali del PD del Trentino.
Nell'assemblea nazionale dei delegati del PD, intanto, Pierluigi Bersani è eletto ufficialmente segretario nazionale, Enrico Letta vice e Rosy Bindi nel ruolo di presidente del Partito.
Il Comitato per Ignazio Marino - Segretario del Pd - Vi invita alla
riunione che si terrà mercoledì 16 settembre alle ore 20.30 presso la
sede provinciale Pd - via Brennero 246 - Trento per discutere
l'andamento delle primarie nei circoli.
Chiunque prima di tale data volesse mettersi in contatto con noi per
presentare la mozione nel proprio circolo, può contattarci all'indirizzo
mail trentinipermarino@gmail.com oppure al numero di telefono
333.663086 (Gianantonio Pflegher)
Il Comitato per Ignazio Marino
Cara iscritta, caro iscritto,
sono Ignazio Marino, il terzo uomo: il candidato fuori dagli schemi, fuori dagli apparati, fuori dalle correnti e dalle appartenenze passate.
Due anni fa abbiamo dato vita al PD per guardare al futuro, per riportare giustizia, affermare il merito, per mettere al centro le persone, dare loro coraggio. Ma non ci siamo riusciti, non abbiamo ancora identità, idee e proposte chiare. Perdiamo consensi anziché guadagnarne. Ecco perché ho deciso di candidarmi: voglio un PD capace di sostenere idee chiare e forti, efficaci nel rispondere alle paure delle persone e nel dare loro nuove speranze.
Non mi riconosco in questo PD che parla con tante voci quante sono le correnti. Chi mi sostiene parla con una voce sola, dice si e no netti: si al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di solidarietà; no al nucleare; no ai respingimenti e si a regole chiare per l'immigrazione; si alle unioni civili, si al testamento biologico. E, ancora, si al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia, si all'energia rinnovabile, si alle pari opportunità e al merito, si al rapporto diretto tra elettori ed eletti con primarie e collegi uninominali.
È con questo spirito che affronto il congresso, senza paura, senza rendite di posizione, consapevole che serve un salto in avanti e che dal confronto democratico uscirà un PD più forte e unito. Ho stima di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, hanno un'esperienza politica molto più lunga della mia, rappresentano elementi importanti della nostra storia, hanno avuto responsabilità politiche e di governo già nel secolo scorso.
Ma alla mia proposta di un confronto pubblico per permettere agli iscritti di valutare cosa abbiamo da dire e scegliere quali idee preferiscono, Franceschini e Bersani hanno detto no: propongono di confrontarsi solo dopo l'11 ottobre, invocando il rispetto per gli iscritti. Ma proprio non capisco: è più rispettoso degli iscritti fare un confronto prima che si chiudano i congressi dei circoli o quando tutto è finito?
Il partito che ho in mente è laico, federale, decentra le risorse sul territorio, considera iscritti e circoli i veri "capi" dell'unica corrente che vorrei: la corrente dei circoli.
Vi invito a leggere le nostre proposte, a partecipare tutti ai congressi di circolo, a scegliere su idee e valori che preferite.
Bersani e Franceschini hanno dalla loro strutture e apparati invidiabili, e tuttavia penso che il significato della mia candidatura sia più forte e capace di parlare al cuore e al cervello di quei tanti italiani che non fanno ancora parte del nostro PD. È arrivato il momento in cui il coraggio deve prevalere sulla timidezza, è arrivato il momento di rischiare con entusiasmo, di investire sul futuro, per vivere il PD e cambiare l'Italia.
Ignazio Marino
in questi giorni si sta votando in tutti i circoli d'Italia.
Mi rivolgo direttamente a voi perché conosco la vostra passione e il vostro attaccamento al partito.
In ogni Festa, in ogni assemblea, in ognuno dei mille circoli di tutte le province italiane in cui sono andato da segretario, ho ascoltato le vostre speranze e ho capito le delusioni per quello che si poteva fare meglio e non è stato fatto. Perché di certo abbiamo fatto errori ma ora dobbiamo rimboccarci le maniche e correggerli, andando però avanti nella nuova storia comune che abbiamo appena iniziato a vivere.
Il mio impegno è questo: non tornare indietro. Non tornare indietro rispetto alla scelta di un partito radicato nel territorio, con un Circolo in ogni comune e in ogni quartiere. Un partito aperto, che unisce la straordinaria forza dei nostri iscritti e dei nostri militanti alle energie di tanti elettori pronti a lavorare con loro per un progetto in cui credono. Non tornare indietro rispetto all'idea di un partito ricco di diversità come tutti i grandi partiti nel mondo. Abbiamo scelto noi di chiudere una lunga stagione di divisioni per far nascere il Pd, la casa di tutti i progressisti: laici, cattolici, di sinistra, ambientalisti, liberal, socialisti. E così deve restare il Pd: il partito in cui quelle diversità sono la ricchezza che permette di costruire la sintesi e la linea comune.
Per questo sono orgoglioso che a sostenere la mia candidatura vi sia tutta questa varietà di storie. Per questo sono orgoglioso che il Coordinatore della mia mozione congressuale sia Piero Fassino. Per questo mi si è aperto il cuore quando alla fine di agosto un vecchio signore ha attraversato la folla che riempiva la piazza, mi ha abbracciato e mi ha detto: "Sono l'ultimo segretario del Partito Comunista di Gallipoli ma voterò per te, perché non mi interessa da dove vieni ma dove vuoi andare". Questo è il Pd che abbiamo sognato e che ora dobbiamo costruire: un luogo in cui ognuno ha portato l'orgoglio della propria storia precedente ma in cui si sta insieme per il futuro che si vuole costruire, per l'idea di Italia che abbiamo.
Come sapete, quando 6 mesi fa tutti mi hanno chiesto di fare il Segretario del Pd, in un momento molto difficile, avevo detto che il mio lavoro sarebbe finito in ottobre. Poi ho riflettuto molto su quelle parole di Berlusconi appena sono stato eletto: "Ecco l'ottavo leader del centrosinistra. Tra un po' ci sarà il nono". Ho masticato amaro quel giorno perché ho pensato che purtroppo non aveva torto: in quindici anni di là c'è stato sempre lui, di qua tutti i leader che si sono susseguiti sono stati più ostacolati dal fuoco amico che da quello avversario. Allora mi sono detto: questa volta a decidere se devo smettere o se dopo sei mesi devo continuare a fare il Segretario del Pd, non saranno quattro o cinque capi chiusi in una stanza ma saranno gli iscritti e gli elettori del Pd.
Ecco, solo questo vi chiedo: quando voterete nei Circoli e poi alle Primarie del 25 ottobre, tra noi candidati scegliete chi vi convince di più, chi immaginate potrà fare meglio l'opposizione e preparare le future vittorie, ma scegliete liberi. E' troppo importante la scelta per seguire l'indicazione di qualcuno che conta o per restare legati alle antiche appartenenze.Seguite solo la vostra coscienza, fate come quel vecchio segretario del Pci: scegliete uno di noi, ma non per la storia da cui proviene ma per quella futura che propone al partito e al Paese. Se farete così, chiunque vinca avrà vinto tutto il Pd.
Dario Franceschini
Segretario Nazionale del Partito Democratico
Cara iscritta, Caro iscritto,
in questi giorni il nostro congresso comincerà a vivere in tutti i circoli. È il primo congresso del Pd, un congresso davvero fondativo. Abbiamo tutti la responsabilità di costruire uno strumento utile all'Italia e agli interessi e ai valori che vogliamo rappresentare. Il compito dei candidati è quello di dire con chiarezza se ci sia qualcosa da correggere di ciò che abbiamo fatto fin qui e che cosa ci sia da correggere per guardare avanti e dare nuova forza al nostro grande progetto.
Le candidature non sono contrapposizioni; sono diverse proposte che si sottopongono agli iscritti e ai cittadini elettori. Loro decideranno, e tutti ci rimetteremo alle loro decisioni. Per questo la discussione può essere serena, chiara e vera. Un partito, infatti, è una comunità di protagonisti. Alla fine del nostro percorso congressuale dovremo dire parole chiare e nuove all'Italia e avviare un ciclo politico che porti ad una alternativa di governo. Questo è il nostro compito, questa è la nostra responsabilità.
Comunque la pensiate, voglio salutarvi tutti con grande amicizia e solidarietà e augurarvi (e augurarci) buon lavoro.
Pier Luigi Bersani

di Alessandro Branz
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Alessandro Branz al primo congresso del Circolo del PD di Cles
Innanzitutto voglio esprimere la mia soddisfazione in quanto questo è il mio primo intervento pubblico da iscritto al Partito Democratico. Mi sono infatti iscritto da poco, dopo l'elezione del nostro giovane segretario, e questo non per scortesia nei confronti suoi e dell'altro contendente, ma perché non sono d'accordo con il metodo dell'elezione diretta del segretario e quindi mi pareva giusto non partecipare a tale procedura.

Carissimi, ho depositato la mia candidatura a segretario del Partito Democratico del Trentino grazie al vostro sostegno. Voglio ringraziarvi per la stima e la fiducia che avete riposto in me e spero di poter ricambiare nel modo migliore. Ho offerto la mia disponibilità e le mie idee che sono anche il risultato del lavoro politico di tutti voi. Speravo che la mia candidatura fosse maggiormente condivisa, ma appartenenze politiche territoriali e aspettative di ruoli e di peso da esercitare nel partito hanno portato a quattro candidature per lo più motivate da adesioni alle mozioni nazionali. Il futuro del PD nazionale è anche il nostro futuro , ma è importante che in Trentino si scelga autonomamente la strada da percorrere. Spero che il dibattito si misuri sui problemi e i bisogni di questa terra e spero che si scelga il segretario in base alle risposte che si vorrebbero dare. Io sono disponibile,non sono senatore ne' sindaco, ne' voglio diventare senatore o sindaco, e soprattutto chiedo di essere valutato senza pregiudizio per quello che posso offrire al PD e alla politica. Chiedo a tutti voi di contribuire nel modo che riterrete opportuno, ma soprattutto parlando con le persone che si aspettano un PD popolare e con idee chiare, protagonista nel governo ma capace di ridare speranza in una politica capace di cambiare le cose.
Grazie.
Roberto Pinter
per chi volesse c'è una prima occasione per vedere quali idee mettere in campo nel dibattito congressuale MERCOLEDI' 2 settembre ore 20,30 presso la sede del PD di Trento in via Brennero 246
vedo da alcuni messaggi che il dibattito interno al PDT si è
positivamente orientato sui contenuti. In questa prospettiva vorrei
proporrvi alcune riflessioni sul Partito Democratico del Trentino
nella speranza di poterne discutere presto assieme.
Un caro saluto
Michele Nicoletti
Prima bozza di documento programmatico per la eventuale candidatira di Giorgio Tonini a segretario del PD del Trentino
Malgrado avessi sollecitato in tutti i modi, l'organizzazione di un dibattito politico precongressuale, che permettesse a tutti di capire il senso delle eventuali candidature e una valutazione da parte del partito prima del deposito formale delle stesse, ci ritroviamo a pochi giorni dalla data del 30 agosto con l'esclusiva e quanto mai sconcertante tribuna offerta dai giornali.
Molti iscritti hanno lamentato l'assenza d'informazioni e di chiarezza. Personalmente, in assenza del dibattito, da più di un mese cerco ogni occasione di confronto, partendo dal presupposto che la mia disponibilità aveva senso se avesse incontrato trasversalità di consensi, sia rispetto alle mozioni nazionali, sia rispetto alle diverse storie e sensibilità che hanno creato il Partito Democratico, sia infine rispetto al territorio provinciale.
La possibile candidatura di Tonini ha innescato una serie di reazioni che hanno reso più difficile questa verifica e per questo a tutt'oggi non sappiamo chi saranno i candidati o le candidate alla segreteria.
Trovo a questo punto utile, a prescindere dalla mia eventuale candidatura e come contributo al dibattito, rendere noto il senso e il contenuto della mia disponibilità, che è anche quello che mi aspetto dal Partito Democratico del Trentino.
Con una premessa: credo che chi si candidi alla segreteria debba offrire la sua piena disponibilità, debba indicare gli obiettivi che si prefigge, ma non sia necessario che si schieri per una delle mozioni nazionali.
Il futuro segretario dovrà rappresentare tutto il partito e l'autonomia del partito, non una sola delle mozioni, a partire dalle liste collegate che dovranno esprimere il pluralismo. Dovrà essere protagonista del dibattito nazionale non perché ha fatto una scelta, ma perché saprà portare l'esperienza e il contributo d'idee di questa terra, contribuendo così alla crescita del PD nazionale.
Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno confrontarsi senza alcun pregiudizio. Un caro saluto.
Roberto Pinter
23 agosto 2009
di Stefano Albergoni
Cari amici
ho partecipato ieri sera alla prima riunione dei sostenitori di Roberto Pinter alla carica di segretario provinciale del Pd trentino e ne sono
uscito ancora più convinto. Elenco schematicamente le motivazioni della mia scelta...
Intervista del Corriere del Trentino a Roberto Pinter, candidato alla segreteria del PD del Trentino
di Roberto Pinter
Il congresso nazionale del PD chiede di schierarsi a favore di uno o dell'altro dei candidati alla segreteria. E la stessa cosa sta accadendo a livello di segreterie regionali dove, a parte qualche rara eccezione, si propongono candidati collegati a quelli nazionali.
di Alessandro Branz
Dal dibattito congressuale del Partito democratico, sta emergendo in questi giorni una questione che, per quanto di natura politologica, dovrebbe tuttavia interessare tutti i cittadini: quella della tenuta o meno del "bipolarismo".
Fiducia, Regole, Uguaglianza, Merito, Qualità. Le cinque parole chiave del nostro PD
Carissimi,
nei giorni scorsi il regolamento per il Congresso provinciale che abbiamo approvato nella nostra ultima Assemblea è stato esaminato dalla Commissione nazionale di garanzia che ne ha rilevato le difformità, a noi ben note, rispetto al regolamento nazionale.Siamo stati quindi invitati a far "comprendere l'origine e la necessità" delle nostre scelte "al fine di armonizzare le esigenze di autonomia e di unitarietà". Non siamo stati "convocati a Roma per dare spiegazioni" né siamo stati "commissariati" come qualche giornale ha lasciato intendere.
Questa fase si è conclusa con l'incontro, avvenuto a Trento ieri sera, del coordinamento provinciale (allargato ai parlamentari trentini e ai membri del gruppo di lavoro sul regolamento) con Gero Grassi della commissione nazionale di garanzia.
Alla fine del confronto il nostro lavoro è stato sostanzialmente confermato, con le nostre scadenze per tesseramento e candidature e con i quattro collegi per l'elezione dell'assemblea proviniciale; solo
abbiamo acconsentito alla richiesta che le liste cui il candidato segretario può collegarsi possano essere più d'una per collegio.
Nella grande soddisfazione per questo risultato, ci rendiamo ben conto che, come Coordinamento, abbiamo modificato, seppure in una piccola parte, la decisione dell'Assemblea. Avremmo voluto discuterne con voi ma la necessità di chiudere il confronto senza code, prospettata dall'onorevole Grassi che stamane portava i risultati all'ultima seduta della Commissione nazionale sui regolamenti, ci ha convinti a farci garanti di quanto sancito.
Questa vicenda, conclusasi con il riconoscimento pieno della specialità del PD del Trentino segnala a nostro avviso la necessità di accelerare la riflessione sul rapporto col partito nazionale e sulla prospettiva di attivazione della richiesta di confederazione prevista dallo statuto, ma anche, più in generale, sulla possibilità che l'intero PD si sviluppi nella direzione di diventare somma e sintesi di partiti regionali fortemente autonomi e radicati nelle rispettive realtà territoriali.
Colgo questa occasione per informarvi che, come previsto dal nostro regolamento, il Coordinamento ha nominato la Commissione per il congresso nelle persone di Flavia Brunelli, Giorgio Casagranda, Claudia Merighi, Rino Sbop, Paola Trenti, Salvador Valandro, a cui si aggiunge, come invitata permanente, la presidente della commissione dei garanti e, successivamente, un rappresentante nominato dai vari candidati segretari.
In attesa di un prossimo incontro che contiamo di mettere in calendario a fine mese, vi saluto cordialmente.
Maurizio Agostini
Il dibattito di questi giorni sul PD a mio parere soffre di un handicap - letteralmente di un peso che lo affatica e non lo lascia produrre buoni risultati - ossia della connessione prevista nello Statuto del partito fra la candidatura alla segreteria nazionale e la candidatura alla guida del prossimo governo del Paese. Ai più la cosa appare ovvia oltre che legittima: chi meglio del leader del maggior partito dell'opposizione può ambire a dare una solida base di consenso ad una maggioranza alternativa? Ma altri - come me - non capiscono: di che stiamo parlando? Del leader di un partito che ha fatto della partecipazione, della trasparenza, del pluralismo il contenuto del suo nome "democratico" oppure delle prove generali di un prossimo governo Democratico?
di Ilaria Pedrini
di Vincenzo Calì
Con il regolamento congressuale approvato dall'assemblea del Partito Democratico del Trentino e la decisione dell'UPT di tenere il proprio congresso in ottobre entra nel vivo un dibattito destinato a lasciare segni profondi nel paesaggio politico locale e nazionale.
Cari democratici,
ho ricevuto con piacere il pezzo di Roberto Pinter, che esprime in modo compiuto e sintetico quanto Roberto aveva espresso nell'assemblea provinciale di mercoledì 24 luglio, trovo che tale invio scritto, permetta a tutti i non presenti in quella riunione di farsi un idea del dibattito in corso nel ns. partito in merito alla disciplina congressuale.
Condivido, e lo abbiamo condiviso tutti in assemblea, il principio, serio e coerente, che le liste collegate siano presentate dopo l'esposizione del programma dei candidati segretario alla convention. In questo modo si consente la valutazione delle linee dei candidati da parte dei potenziali aspiranti all'Assemblea provinciale.
Non condivido però i dubbi che Roberto ha sul ruolo dei tesserati, pur ammettendo che i tempi sono ristretti. Se vogliamo guardare avanti, dimenticandoci le prassi con cui i partiti nominavano i loro segretari e la loro classe dirigente fino a solo qualche anno fa, non possiamo non affidare il voto ai semplici elettori. Se il ns. partito vuole continuare a definirsi "Democratico" non possiamo legittimare una "negazione" di democrazia in un ns. regolamento.
Parlando con la gente "veramente" comune, sul lavoro, al bar e in qualsiasi luogo dove si viene in contatto con elettori di qualsiasi forza politica (PdL compreso) non c'è nessuno che non ammetta la novità, la potenza e la trasparenza delle primarie.
Questo non vuol dire comprimere il ruolo e mortificare gli intenti dei tesserati e dei circoli. Un tesserato ha il grande privilegio e il dovere di intervenire alla convention, avere le informazioni dai giornali è fuorviante se non addirittura deprimente. Chi per passione vuole sentire il programma dalla viva voce del candidato, sa che bisogna essere tesserati. Da che mondo è mondo alle convention (o ex congressi) di partito non si entra se non si è tesserati e tale prerogativa è chiara a tutti, tesserati e non.
Chi vuole incidere personalmente con il proprio contributo nelle decisioni di partito sa bene che deve avere la tessera, l'elettore che non vuole o non po' essere etichettato come di questo o quel partito, sa di detenere il potere dell'elettorato attivo, cosa che prima della fondazione del PD non aveva.
I ruoli e le prerogative sono chiare: il diritto all'elettorato passivo e ancor di più il diritto a sostenere un candidato segretario con la propria firma sono ruoli che, nel "gioco" della democrazia, hanno un peso enorme. L'elettore non tesserato sa di avere il potere di eleggere il proprio segretario e i propri dirigenti, il tesserato può essere eletto.
Non rimaniamo ancorati al passato, alziamo la testa con fiducia e abbracciamo con convinzione quei principi che abbiamo professato alla scrittura del nostro statuto.
Matteo Carlin
Circolo di Caldonazzo, Calceranica, Tenna e Altopiano della Vigolana
torno con le mie sollceitazioni, in tema di energia e nucleare.
Questo passaggio dell'intervento di Dario Franceschini alla presentazione del suo programma è di particolare interesse:
No al nuclare. "Serve un Pd più coraggioso e più netto nei suoi sì e nei suoi no", premette Franceschini che poi si schiera contro il nucleare dicendo invece "sì a una radicale riconversione del nostro sistema energetico verso l'efficienza, il risparmio, le fonti rinnovabili".
Bene, molto bene.
Però ricordo che all' assemblea di nascita del Circolo di Caldonazzo, la nostra Laura Froner aveva parlato anche del nucleare, dicendo che il partito non deve essere granitico di fronte simili scelte (testuali parole, purtroppo) e in questo modo pilatesco non aveva detto cosa ne pensasse lei stessa, esponente di primo piano del partito. Il sospetto è che tropo spesso nel PD si abbia paura di sembrare poco moderni, essendo magari capaci di esseri ambientasliti.
Però allo stesso tempo Laura Froner quella sera diceva che il PD sostiene le fonti rinnovabili...Facendo quindi tanta confusione.
Vorrei ricordare infatti che il nucleare rinnovabile non è, perchè usa l'uranio che non è un combustibile rinnovabile. Di conseguenza se si dice di essere favorevoli alle rinnovabili è automatico essere contrari al nucleare...anche se sembra così di sinistra ...:-)
Malissimo e sciocchezze in quella risposta dunque: se un partito non ha un'idea precisa e granitica sulle fonti rinnovabili e contro il nucleare nel 2009 non è un partito con un programma e una visione di paese.
E' un gruppo di persone con molte idee ben confuse, e di fatto oggi questo è il PD, anche in Trentino.
A furia di voler sembrare aperti aperti flessibili flessibili si diventa incapaci di decidere e darsi una linea vera.
Come dice Franceschini ci serve un partito che sappia dire dei si e dei no netti, sulle cose di fondo.
L'energia è una delle cose fondamentali sulle quali si deve essere granitici, sennò ci prendiamo in giro o giochiamo alle tre carte.
Il dramma è che nel PD ci sono tanti politici che non sanno di cosa parlano e per questo fanno demagogia.
PS A proposito, vorrei sapere come la mettiamo con quei cattivoni degli ambientalisti che da due anni dicono no al collegamtno Passo Rolle San Martino sentendosi ignorati dal partito, per poi scoprire che anche la Giunta oggi dice quello che dicevamo noi ...abbiamo perso tempo intanto...ah, se il partito conoscesse le vertenze e il territorio, quanto saprebbe governare ..:-)
un saluto notturno
Maddalena Di Tolla Deflorian
Il presente regolamento stabilisce modi e termini per insediare il Partito Democratico sul territorio della provincia di Trento e la composizione degli organi e le modalità di elezione in applicazione dell'art. 9 dello Statuto del Partito Democratico del Trentino.
di Roberto Pinter
Quello che sta accadendo a livello nazionale non è quello che ci aspettavamo e rafforza la necessità di ribadire la nostra autonomia politica.
«Guardavo sparire l’isola nella quale avevo raggiunto il fondo della solitudine, mi ero imbattuto nelle amicizie decisive della mia vita, avevo fatto la fame, avevo contemplato - come da un lontano loggione - la tragedia della seconda guerra mondiale, avevo tirato le somme finali di quel che andavo meditando durante sedici anni, avevo scoperto l’abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l’ebbrezza della creazione politica, il fremito dell’apparire delle cose impossibili... nessuna formazione politica esistente mi attendeva, né si prestava a farmi festa, ad accogliermi nelle sue file... Con me non avevo per ora, oltre che me stesso, che un Manifesto, alcune Tesi e tre o quattro amici...»
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Il manifesto di Ventotene su Wikipedia
di Michele Nardelli
Orvieto è un antichissimo borgo etrusco e medievale di grande fascino e bellezza, per ciò che la storia ha riservato a questa città e per quello che la natura gli ha portato in dono. Anche la sua gente è aperta e gentile, il che non guasta. La sua cucina ha saputo amalgamare in forma raffinata il farro e il tartufo, il cardo e i latticini di bufala. Ha dalla sua di essere ad un tiro di schioppo dalla capitale, ma abbastanza lontana per tenersi distante dalla politica di palazzo e dai suoi cortigiani. Dovrebbero venirne buone idee, insomma. leggi in formato pdf



