«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»
Manifesto di Ventotene
di Roberto Devigili
(7 novembre 2010) Molti cittadini non hanno espresso il voto per eleggere i loro rappresentanti negli organi delle Comunità indotti da tanti fattori. Uno, forse il più importante, è stata l'argomentazione che la Comunità non sarebbe servita a nulla. A parte il fatto che ciò non era vero fin dall'orgine per le importanti competenze che la legge istitutiva aveva assegnato alla Comunità, i fatti successivi contribuiscono a sottolinearne ulteriormente l'importanza. Infatti, mentre i più sembrano appassionarsi nel gioco (sudoku?) degli assessorati, stanno accadendo fatti, per ora solo formali, che sottolineano ulteriormente l'elemento organizzativo e decisionale che la Comunità via via andrà ad assumere. Ad esempio, il recente protocollo d'intesa tra la Provincia e il Consiglio delle Autonomie (Consorzio dei Comuni Trentini) prevede il trasferimento in capo alle Comunità di servizi come il nido d'infanzia, la polizia locale e l'individuazione delle funzioni che i Comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti dovranno esercitare in forma associata. ...
E per accompagnare le intenzioni con i fatti, sono stati sospesi gli incentivi provinciali previsti a favore dei nuovi progetti comunali di gestioni associate che non vedono coinvolte direttamente le Comunità di appartenenza. Certo, saranno necessari i passi ed i tempi istituzionali ed organizzativi che una democrazia moderna richiede e quindi non sarà "un tutto e subito" ma la strada sembra tracciata. Sarebbe quindi preferibile un dibattito su questi argomenti piuttosto che il consueto gossip del post elezioni.
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