«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
di Federico Zappini
Si è tornati a discutere della sostenibilità del turismo invernale legato alla neve quando, qualche settimana fa, per garantire l’innevamento della Pista Palon sul Monte Bondone si sono dovuti effettuare quaranta voli di elicottero per altrettanti carichi di neve artificiale, dal momento che quella naturale – ormai arrivati a Natale – ha fatto timidamente capolino una sola volta.
Alle critiche ricevute (ecologiste, ma non solo) la società gestrice degli impianti ha risposto che si è trattato di un’eccezione, scelta obbligata dal fatto che a fronte di una copertura nevosa non sufficiente i tour operator avrebbero potuto disdire prenotazioni per diverse centinaia di migliaia di euro. Sul mercato dei futures del turismo, scopriamo, si vende il pacchetto completo che poi – per via naturale o attraverso l’innevamento programmato – deve essere garantito.
Dove sta il problema sembrano dirci. Quando il clima non ci è alleato ci viene in soccorso la tecnica, salvando stagione sciistica e indotto. Lasciando da parte le implicazioni morali e filosofiche sull’opportunità di credere nella possibilità di sostituirci, almeno temporaneamente, a Dio nella regolazione dei cicli atmosferici mi preme concentrarmi sul rapporto tra eccezione e regola. Dentro un orizzonte climatico che tutta la comunità scientifica descrive come più caldo, meno nevoso e segnato con sempre maggiore frequenza da eventi climatici estremi le “eccezioni” collegate all’economia della neve si stanno via via moltiplicando sull’arco alpino. Teli stesi sui ghiacciai – è il caso del Presena, nell’alta Val di Sole – per preservarne dimensione minima e anche conseguente utilizzo estivo. Bacini per l’innevamento sempre più grandi e diffusi, così – si dice – da poter sfruttare al meglio finestre di temperature fredde strettissime. Moltiplicazione del numero di cannoni e di altri mezzi dedicati alla gestione della neve prodotta, da spostare e stendere. In prospettiva – si legge in questi giorni – strumenti ancora più performanti, capaci di trasformare l’acqua in neve anche a temperature ampiamente sopra lo zero.
Comunità di studio “Cerchiamo ancora”
Sabato 20 dicembre 2025, ore 10.00 – 12.30
Trento, Bookique – Via Torre d'Augusto
Potremmo dire, buona la prima. Nel senso che in questo primo incontro nel quale abbiamo iniziato “a cercare”, partendo dall'introduzione del libro di Filippo La Porta “Maestri irregolari”, gli spunti e il confronto sono stati – è stata la mia sensazione, spero condivisa –coinvolgenti e stimolanti.
Tanto è vero che siamo riusciti ad affrontare solo una parte del testo in esame: chi sono e che idea abbiamo dei “maestri” nel Novecento e nella contemporaneità; la critica dell'esistente e l'amore per la realtà (sono state richiamate le parole commozione, empatia, esperienza, esempio, coerenza); il limite, declinando questo concetto con l'insensatezza dell'accumulo, il principio di misura, la sacralità della vita e la sua finitezza, la necessità di confrontarsi con le culture altre.
E' questo il titolo di un incontro promosso dall'Unione degli Studenti Universitari (UDU) di Trento su un tema cruciale come l'impatto delle crisi (e quella climatica in particolare) sugli ecosistemi, nello specifico, sull'ambiente alpino.
Avrà luogo all'Università di Trento, presso la sede di Povo (Aula A 105), mercolcoledì 26 novembre 2025, dalle ore 17.30 alle 19.30.
Il confronto vedrà la partecipazione di
Michela Corsini, ricercatrice all'EURAC di Bolzano.
Michele Nardelli, scrittore e saggista.
di Federico Zappini *
Capita che quando il Presidente Fugatti deve affrontare un tema spinoso – dati economici non esaltanti, la “grana” sul terzo mandato, la difesa a oltranza degli aumenti ai consiglieri regionali – la sua strategia sia quella di aprire un fronte a lui più comodo. E’ il caso in questi giorni del nuovo annuncio in merito al “Centro di permanenza e per il rimpatrio” (CPR) da realizzare a Trento.
Il presidente Fugatti – lo rivendica spesso – è persona semplice che non ha tempo né volontà di approfondire il fatto che per i cittadini che commettono reati esistano i tribunali e successivamente le carceri (pur se stabilmente sovraffollate) e che i CPR dovrebbero rispondere – e lo fanno male, molto male… – all’esigenza di espellere chi in Italia si trova senza documenti. Tra questi, potenzialmente, qualche centinaio di migliaia di lavoratori impegnati in Italia e anche in Trentino nei settori più in ombra, e mal pagati, dell’economia.
Ma a Fugatti questo interessa relativamente perché per lui – così come per la presidente Meloni – ciò che conta è l’impatto mediatico di una dichiarazione da offrire a comunità che, sotto l’effetto di un contesto economico e sociale a dir poco incerto, sono sensibili alla promessa di agire con la forza verso chi da decenni viene descritto come nemico.
Si svolgerà giovedì 20 novembre 2025, alle ore 18.00,
presso la Sala Conferenze di Palazzo Benvenuti, in via Belenzani 12 a Trento
la presentazione del volume di Francesco Prezzi
"Cronache delle cronache.
Europa, Principati vescovili di Trento e Bressanone, Contea del Tirolo
fra poteri e guerre di conquista (secc. XV - XVI)"
(Edizioni del faro, 2025)
a cura di Micaela Bertoldi
Dialogano con la curatrice
Erica Mondini e Rodolfo Taiani
di Simone Casalini *
Dunque, dalla metà del 2026 il Trentino avrà il suo Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che sarà localizzato appena a sud della Motorizzazione, in una palazzina di sei appartamenti che sarà demolita e ricostruita in chiave Panopticon. Il «sorvegliare e punire» di Michel Foucault è transitato nel «rinchiudere ed espellere» perché oggi il soggetto del castigo non è più il delinquente comune, ma il migrante. Che reca con sé una doppia colpa: essersi affacciato nel continente sbagliato e mostrare segni di devianza.
L’accordo con il ministro dell’Interno Piantedosi per la costituzione del Cpr ha almeno due piani politici di lettura. Nel primo è difficile non riconoscere, per quelli che sono i suoi obiettivi e proclami, il successo del presidente Fugatti. Ottiene la realizzazione del Cpr, che nel suo elettorato è uguale a consenso, e il dimezzamento in prospettiva della quota di rifugiati sul territorio provinciale (da 700 a 350).
Il 7 novembre 2025, alle ore 20.30
Teatro Prà del Lac' di Tres
SICUREZZA DREAM
Musica e racconti oltre le paure
con
Mauro Cereghini, testi e letture
Francesca Schir, chitarra e voce
Lucia Suchanska, violoncello
Dalla pandemia alla criminalità, dalle migrazioni al lavoro precario fino ai cambiamenti climatici. Un racconto duro e leggero sui nostri giorni, sul tempo della rabbia e della paura. Storie legate assieme dalla poesia in musica di Battiato, Elisa, Negramaro, Cristiano De Andrè, Vanoni e altri. Un itinerario narrativo che parte dal titolo di un libro – Sicurezza – e mira al cuore del nostro mondo impaurito. Per indagare le ragioni di questo malessere. E provare ad averne cura.
Ingresso libero, Evento nell'ambito di "Destino Comune. Cittadin* di oggi e di domani", promosso dalla Biblioteca intercomunale di Predaia e numerosi altri enti.