«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Spero di far cosa gradita nel riportare il mio intervento in occasione del convegno “Terre Alte e Restanza. Buone idee e buone pratiche – L’esempio di Ostana” (Carbonare, 12 ottobre 2024)
di Michele Nardelli
Sono felice di essere qui. In primo luogo per l'argomento che stiamo affrontando, che ritengo di particolare attualità. E poi perché queste sono state e vorrei che continuassero ad essere occasioni di incontro generative, come lo è stato il convegno che svolgemmo proprio il 12 ottobre di cinque anni fa a Nosellari. In quella occasione incontrai Maurizio Dematteis con il quale nacque in seguito un sodalizio germinato in un libro come “Inverno liquido”, un lavoro a più mani che ha ispirato a sua volta la nascita di un “Collettivo di scrittura” per dar vita ad una Collana editoriale attorno al tema cruciale dell'impatto delle crisi sugli ecosistemi. In un passaggio di tempo segnato dall'incertezza e spesso dallo smarrimento si delineano così linee di pensiero, sintonie di azione e reti di persone che ci aiutano ad essere meno soli nella crisi dei corpi intermedi.
Nell'ambito della XXI edizione del Festival dell'Economia
(Trento, 20 – 26 maggio 2026)
Giovedì 21 maggio 2026, ore 14.30
Trento, Sala di Rappresentanza – Palazzo Geremia
Un confronto sul tema
Borghi, spopolamento e nuovi stili di vita
partecipano
Aldo Bonomi, Fondatore e coordinatore, Consorzio AASTER
Maria Carmela Colaiacovo, Presidente, Gruppo Il Sole 24 ORE
Luisa Corazza, Università del Molise
Paola Dezza, Il Sole 24 Ore
Stefano Bruno Galli, Università di Milano
Michele Nardelli, Scrittore
L'incontro del 6 marzo scorso.
Il prossimo appuntamento del 3 aprile 2026, ore 17.30
Incontro interessante e partecipato, quello del 6 marzo scorso. Erano presenti: Roberto Barbiero, Thomas Benedikter, Virgilio Besazza, Lorenzo Berlendis, Gigi Casanova, Diego Cason, Flavia Cellerino, Marino Cofler, Maurizio Dematteis, Nicoletta Dentico, Alessandro Mengoli, Vittorio Molinari, Michele Nardelli, Neri Pollastri, Rita Salvatore, Domenico Sartori, Luca Serenthà.
La proposta di incontrarci il primo venerdì del mese sta risultando efficace, offrendoci sia l'opportunità di affrontare, seppure in estrema sintesi, un argomento che ha a che fare con la ragione sociale del Collettivo (l'impatto delle crisi sugli ecosistemi) e al tempo stesso di aggiornare i partecipanti sulle cose che stiamo facendo.
Nell'ultimo incontro l'argomento trattato grazie ad una introduzione di Nicoletta Dentico avrebbe potuto avere per titolo “Long Covid”. Non solo per effetto di una pandemia che, pur declassificata, continua a mietere vittime anche attraverso l'insorgere di patologie collaterali, ma per ciò che sta determinando tanto sul piano di una forte accelerazione della finanziarizzazione della sanità come su quello di una sua militarizzazione. Tradotto, significa che la sanità per un verso è sempre più gestita in termini di oligopolio e di privatizzazione delle proprietà intellettuali, per un altro imponendo una verticalità che (nei tempi e nei modi) ne impedisce l'accesso a discapito dei soggetti più deboli. Un ambito – quello della salute – che ben rispecchia quel che avviene sul piano generale, stravolgendo in chiave neoliberista (e neocoloniale) un già claudicante ordinamento internazionale.
Care e cari,
in questi tre anni seguiti all'uscita di “Inverno liquido” abbiamo cercato di ottemperare all'impegno di far nascere e dare continuità ad un lavoro di elaborazione e di scrittura collettiva attorno all'impatto delle crisi sugli ecosistemi.
Uno scenario piuttosto ampio di temi che richiedeva necessariamente il concorso di conoscenze, pensieri, esperienze e buone pratiche che abbiamo cercato di perseguire con un Collettivo di scrittura che ha visto l'adesione di persone che vivono, operano e riflettono in situazioni fra loro molto diverse, quand'anche accomunate dall'incombere di una policrisi forse senza precedenti.
Le persone che, condividendo questa proposta, hanno partecipato alle varie occasioni di incontro – in presenza o da remoto – sono state grosso modo una trentina. Molte di più quelle che si sono attivate per la promozione di “Inverno liquido” in occasione delle 136 presentazioni realizzate, ma questo era da mettere in conto.
«Non ci si salva da soli. Occorre incrociare gli
sguardi, condividere le conoscenze, tessere le
trame di alleanze ampie e plurali, dando vita
a sempre più strutturate comunità di pensiero
e azione. Per essere interpreti di un cambio di
paradigma non più rimandabile. Per pensare
insieme il mondo a venire. Questo libro va
inteso come un numero zero, il primo passo
di un collettivo di scrittura attorno ai nodi del
passaggio epocale che stiamo attraversando».
Nel gennaio 2023 è uscito il libro di Maurizio Dematteis e Michele Nardelli “Inverno liquido. La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa” (Derive & Approdi), lavoro arricchito dalla prefazione di Aldo Bonomi, editorialista del “Sole 24 ore”, e dalla postfazione di Vanda Bonardo, presidente di Cipra Italia e responsabile della Carovana dei ghiacciai di Legambiente.
Care e cari,
come sapete nell'ambito del Collettivo di scrittura nato attorno al libro “Inverno liquido” da qualche tempo sto lavorando insieme ad alcuni di voi ad una nuova pubblicazione che ha come oggetto le “Nuove geografie ecosistemiche”.
Abbiamo fatto un paio di incontri da remoto, ne abbiamo discusso lo scorso anno nell'incontro in presenza del Collettivo a Puy de Champanesio, abbiamo realizzato un anno fa l'incontro a Dosoledo (BL) sulla “Regione che non c'è” ovvero sulla Regione Dolomiti per descrivere come il tema possa avere implicazioni territoriali molto significative, nel mese di aprile ho avuto il piacere di esporre il tema nell'ambito della Scuola di formazione politica Danilo Dolci di Roma, sempre in aprile abbiamo promosso con Slow Food del Trentino Alto Adige/Südtirol al Muse di Trento la presentazione del libro di Franco Farinelli “Il paesaggio che ci riguarda” dove ho potuto dialogare con l'autore proprio attorno ai temi delle nuove geografie. Grazie a Massimo De Marchi, il 30 giugno scorso abbiamo realizzato la visita al Museo di Geografia dell'Università di Padova e sempre Massimo ci ha fornito i materiali dell'ultimo congresso di geografia tenutosi recentemente a Torino nonché l'interessante catalogo della collana dedicata alle geografie della casa editrice Franco Angeli (vedi in fondo alla pagina il link di accesso).
Dal 25 al 28 settembre il Collettivo di scrittura s'incontra nel Parco Regionale del Matese
Si tratta del terzo incontro in presenza del Collettivo di scrittura nato attorno al libro “Inverno liquido”. Dopo Marettimo (Isole Egadi) e Borgata Ciampanesio (Valle Varaita), il nuovo incontro di svolgerà a Pietraroja (e a Castelpagano).
Come potete comprendere i luoghi di incontro del Collettivo vogliamo che siano fuori rotta, interessanti e improbabili. Volendo tracciare così, anche in questo modo, una geografia ecosistemica rispetto ad un mondo di confini (nati per escludere e, comunque, sempre mutevoli), di centri e di periferie (in un globo ogni luogo è al centro e pertanto nessuno lo è), di aree povere e ricche (che di loro non esistono), dove qualcuno vuole essere prima (in sottrazione con l'altro).