«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Economia

«Alla luce del sole. L'energia come bene comune» A Trento, venerdì 13 novembre 2026, ore 18.00
La prima di copertina del libro

a cura di Alessandro Mengoli

Alla luce del sole

L'energia come bene comune

(DeriveApprodi, 2026)

 

Una piccola enciclopedia di 432 pagine che ci parla di energia a partire dal mito prometeico, del paradigma tecnocratico alla base dell'attuale processo di degrado ambientale, di una faticosa ma non procrastinabile transizione energetica e, infine, della nascita nonché del diffondersi a macchia d'olio delle Comunità energetiche rinnovabili e solidali (CERS).

Frutto di un Collettivo di scrittura che raccoglie studiosi di varie regioni, nato per indagare l'impatto delle crisi sugli ecosistemi, un ambizioso progetto culturale condiviso con la casa editrice DeriveApprodi.


La presentazione si svolgerà  

Venerdì 13 novembre 2026 , alle ore 18.00

a Trento, presso la Sala di Rappresentanza del Comune (Palazzo Geremia) in via Belenzani

 

Il libro viene presentato dagli autori e del curatore

Alessandro Mengoli, presidente CERS di Roma – Tor Fiscale


A moderare l'incontro saranno Viola Ducati e Michelangelo Marchesi

Oro bianco: Svizzera e Francia corrono ai ripari, ma l'Italia?
La copertina di Inverno liquido

di Simone Bobbio

 

Il prossimo weekend inizia la Coppa del mondo di sci, ma la neve è sempre più rara e preziosa. Tra costi e temperature in aumento, nel nostro Paese le alternative faticano a farsi spazio. Maurizio Dematteis: "Niente è cambiato a livello di sistema, il calo degli sciatori nostrani viene compensato dalla globalizzazione del turismo invernale". Un articolo pubblicato dalla rivista Lo scarpone

(ottobre 2026) Pronti a rimettere gli sci ai piedi? La stagione dello sci alpino sta per iniziare, con il tradizionale debutto del 24 ottobre a Sölden, in Austria, per la coppa del mondo. A stretto giro ripartiranno anche gli impianti per chi dello sport non fa una professione, ma un divertimento. Anche se, per i comuni frequentatori dei comprensori, grandi certezze sull'arrivo della neve non ce ne sono. 

Allo stato attuale è impossibile sapere se il primo inverno post Olimpiadi di Milano-Cortina sarà particolarmente nevoso e freddo, al punto da garantire piste immacolate e paesaggi da fiaba, ma possiamo affermare con certezza che le prospettive pluriennali in epoca di crisi climatica non giocano a favore di un comparto economico, come lo sci alpino, molto rilevante nel contesto montano e nazionale.

 

Borghi, spopolamento e nuovi stili di vita
Il logo

Nell'ambito della XXI edizione del Festival dell'Economia

(Trento, 20 – 26 maggio 2026)

 

Giovedì 21 maggio 2026, ore 14.30

Trento, Sala di Rappresentanza – Palazzo Geremia



Un confronto sul tema

Borghi, spopolamento e nuovi stili di vita



partecipano

Aldo Bonomi, Fondatore e coordinatore, Consorzio AASTER

Maria Carmela Colaiacovo, Presidente, Gruppo Il Sole 24 ORE

Luisa Corazza, Università del Molise

Paola Dezza, Il Sole 24 Ore

Stefano Bruno Galli, Università di Milano

Michele Nardelli, Scrittore

Perfido - Porfido
La locandina dell'evento

Le Acli trentine, in collaborazione con l'Osservatorio trentino legalità, Più democrazia in Trentino, Coordinamento Lavoro Porfido 

promuovono un incontro dibattito

 

"Perfido - Porfido"

Sabato 9 maggio 2026, ore 9.30

Sede provinciale ACLI - Trento, via Roma 57

 

 

 

La presenza mafiosa di tipo 'ndrangatista per la prima volta accertata in Trentino dalle risultanze del processo "Perfido".

Davvero eravamo convinti di esserne immuni?

Un ragionamento pubblico sulla base della sentenza definitiva, per restituire alla comunità trentina quanto emerso in sede giudiziaria e stimolare un possibile percorso di riscatto.

La montagna oltre la neve. Un interessante articolo nella rivista del Touring Club
Cortina, un particolare dei lavori per la pista da bob (foto Luigi Casanova)

Si stanno avvicinando le Olimpiadi invernali di Milano – Cortina 2026, evento che coinvolge oltre il Veneto e la Lombardia (Regioni che le hanno fortemente volute) anche il Trentino e l'Alto Adige / Südtirol. Erano state presentate all'insegna della sostenibilità e dell'utilizzo delle infrastrutture esistenti, ma nel frattempo i budget sono lievitati in maniera esponenziale, come era già accaduto con le olimpiadi invernali di Torino (2006), come avevamo previsto nel capitolo dedicato alle Olimpiadi invernali in “Inverno liquido” e come descrive Gigi Casanova nei suoi libri e nell'articolo che potete trovare nella home page dedicato al fallimento del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e dell'“Agenda Olimpica 2020 + 5”.

Oltre all'insieme delle contestazioni di Casanova, non si può nascondere che di neve naturale sulle aree sciistiche delle Olimpiadi 2026 ce n'è davvero pochina, a testimoniare l'impatto del cambiamento climatico sugli ecosistemi montani.

Una realtà inequivocabile che emerge anche da un interessante articolo del giornalista Tino Mantarro pubblicato sulla rivista del Touring Club con il titolo “La montagna oltre la neve” che potete trovare in allegato: la quasi totalità degli impianti vive solo grazie all'innevamento artificiale, con un impatto sempre più insostenibile che viene scaricato sulle istituzioni, sulle comunità locali e sugli utenti dello sci. Che impone una svolta radicale nel rapporto con la montagna e le sue risorse.

Buona lettura. (m.n.)

PS. A proposito di impatto ambientale delle Olimpiadi invernali 2026 visionate il servizio del quotidiano la Repubblica https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/01/16/news/olimpiadi_milano-cortina_2026_fotoconfronto_prima_e_dopo_i_lavori-425097539/?ref=RHLM-BG-P23-S3-T1-i254 

L’Alto Adige/Südtirol e il supersfruttamento turistico. Proposte concrete per uscirne
Una scritta divenuta simbolica

di Thomas Benedikter *

In Alto Adige/Südtirol il supersfruttamento turistico si è fatto largo già da tanti anni. Oggi le cifre marcano questo territorio come una destinazione turistica per eccellenza in Europa ma questa industria, pur avendo già superato i limiti di sostenibilità ecologica e sociale, non smette di crescere.

Ne cito alcune per inquadrare il fenomeno: nel 2024 la regione ha registrato l’arrivo di 8,7 milioni di turisti e 37,1 milioni di pernottamenti turistici, scontando quelli nelle seconde case. Nonostante un limite massimo applicato alla costruzione di nuove strutture ricettive – freno legislativo del 2022 che non ha funzionato – il numero di letti prenotabili nel febbraio 2025 ha superato 260mila unità, quindi un letto turistico per ogni due residenti.

L’intensità turistica (pernottamenti per 1.000 abitanti) è quella più alta di tutte le Alpi orientali; la sua densità ricettiva (letti per chilometro quadrato) si trova sopra la media alpina. Tra le aree turistiche più assediate in tutta la penisola, nel 2024 ha raggiunto il terzo posto nella graduatoria delle regioni Nuts-II dell’Unione europea (intensità turistica). Il Comune di Castelrotto, settemila abitanti, nel 2024 ha registrato 1,8 milioni di pernottamenti, cioè quasi tre volte i residenti. Un ultimo dato significativo: l’Alto Adige/Südtirol ogni anno ospita un numero di turisti pari al 60-61% di quello annualmente registrato nell’intera Svizzera, destinazione turistica di fama mondiale e un Paese di nove milioni di abitanti.

Cosa significa essere poveri? Una denuncia e qualche traccia di lavoro.
dal blog Ponti di vista

di Federico Zappini

Socialismo o barbarie. Il celebre motto di Rosa Luxemburg risuona oggi con una pregnanza che impressiona. Non si tratta di nostalgia ideologica o di una provocazione. Il sistema neoliberista accumula macerie – crisi ricorrenti, premesse di collasso ecologico, moltiplicazione dei fronti di guerra a “normalizzazione” dell’instabilità globale – tanto da ostruire ogni proiezione verso destini desiderabili. Non stupisce che l’uso della forza diventi il linguaggio utilizzato per intervenire in ogni questione, geopolitica, economica o migratoria che sia.

È di fronte a questo quadro destabilizzato che dobbiamo collocare la questione cruciale del nostro tempo, ossia la sfida per la giustizia sociale. Al centro di questa sfida sta il tema delle povertà, vlutamente poste al plurale per descriverne la varietà di cause e conseguenze.

Non si scappa dai numeri

Non mancano i numeri per analizzare i contorni del fenomeno. Anzi, essi compongono ormai un doloroso rosario. L’ultimo rapporto in ordine di tempo è quello nel quale Caritas fotografa un aumento del 62% delle richieste di supporto nell’arco di dieci anni (2014/2024), intercettando nella prossimità dei propri centri l’ampliarsi delle fragilità che colpiscono famiglie e singoli, in particolare anziani o lavoratori poveri tra i 35 e i 50 anni. Si tratta della spia di una tendenza che attraversa la società italiana.

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