"Che cos'è fare politica se non dire al prossimo tuo che non è solo?"

Ripartire da Chivasso?

Il Manifesto di Chivasso

di Vincenzo Calì

(10 giugno 2012) Doveva profilarsi all'orizzonte la sagoma asciutta del "supercommissario ai tagli" Enrico Bondi, incaricato dal montiano governo tecnico (ma mai governo fu più politico di questo) di monitorare anche la spesa pubblica delle regioni a statuto speciale perché si rimettesse in moto il movimento federalista.

Bocciato in Senato l'emendamento salva autonomie presentato dalla troika alpina Peterlini-Molinari-Fosson, il governatore Trentino Dellai, facendo propria l'antica massima per cui la miglior difesa è l'attacco, è corso ai ripari rilanciando l'alleanza territoriale alpina da Chivasso,  luogo in cui il 19 dicembre 1943 venne approvata la dichiarazione che porta il nome di quella località.

Impostata sui principi del federalismo europeo, che si contrapponeva al nuovo ordine hitleriano, quella dichiarazione portava la firma del valdostano Emile Chanoux che pagò con la vita, al pari del trentino Giannantonio Manci, anch'egli federalista convinto, il suo impegno antinazista.

Sull'incontro fra quelle tradizioni alpine aprimmo un confronto più di vent'anni fa, ai primi segnali di scricchiolio di un sistema di potere centralistico che si è dimostrato più duro a morire di quanto potessimo immaginare. Il richiamo al diritto di autodeterminazione dei popoli che fu alla base di quella dichiarazione è più che opportuno oggi che l'unione politica europea si appresta a rivedere dalle fondamenta il proprio impianto.

L'impresa a cui si accingono i promotori dell'incontro di Chivasso si presenta piena di incognite, nel momento in cui la crisi del sistema politico rischia di far riemergere l'antico male italico del "particulare", ma ciò non di meno va sostenuta con convinzione, a condizione che le nuove aggregazioni democratiche territoriali mantengano un orizzonte comune italiano ed europeo. 

Sembra che in loro aiuto, in questa non facile impresa, possa venire anche la recentissima decisione del Partito democratico di aprirsi al confronto con movimenti e associazioni in vista delle future scadenze politiche. In questo quadro una  decisione del Partito democratico del Trentino di optare in via definitiva per l'opzione territoriale, definendo il proprio rapporto con il Partito nazionale in termini inequivocabilmente confederati, sarebbe un sostegno non da poco all'impresa che coraggiosamente Lorenzo Dellai si accinge ad intraprendere.

 

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