"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Regioni

Parole allo specchio. «Sicurezza» a Belluno
Casa dei beni comuni - Belluno

Mauro Cereghini e Michele Nardelli hanno scelto di prendere di petto questa parola "Sicurezza" diventata negli ultimi anni il mantra degli imprenditori della paura. E ne hanno fatto un libro allo scopo di declinare questa parola in un modo totalmente diverso e più rispondente al suo significato originario: quello del prendersi cura.

Il libro ha già avuto molte presentazioni in Italia e in Trentino. A Belluno viene presentato venerdì prossimo 24 maggio, alle ore 20.30. Ad ospitare e promuovere l'evento è la Casa dei Beni Comuni, in Via Tiziano Vecellio, 71. Alla presentazione sarà presente uno degli autori, Michele Nardelli, in dialogo con Diego Cason.

«Sicurezza», spazi di pensiero nella solitudine della politica
La presentazione a Venezia

Firenze, Udine, Venezia, Vicenza... e poi in Trentino, a Cles. Una serie fitta di presentazioni del libro Sicurezza, ma a guardar bene qualcosa di più della semplice proposta di un lavoro editoriale. Come a sentire il polso di altrettante comunità di persone, talvolta molto diverse fra loro ma anche per questo spaccati di una fatica e di uno smarrimento diffusi, laddove i corpi intermedi hanno in buona parte perso la propria capacità di visione e di formazione permanente.

Eppure emerge ovunque il bisogno di spazi di pensiero, pulito dalle scorie di un agire politico scandito dalle emergenze, dalle scadenze elettorali, dai rituali (o quel che ne rimane) della politica ridotta ad esercizio di potere.

Non intendo affatto banalizzare la realtà delle forme associative, posso dire di conoscerla bene e di considerarla comunque più dignitosa rispetto alla logica privatistica dei consigli di amministrazione o, peggio ancora, delle logiche plebiscitarie dei “padri-padroni”. Ma proprio perché ne conosco le dinamiche, so bene quanto sia oggi marginale la dimensione collettiva come terreno di crescita e di confronto.

Vivo personalmente questa solitudine. Dopo una vita di impegno politico attivo mi ritrovo senza un partito di riferimento. Fatto insolito in un percorso politico che, a fronte del non riconoscersi in alcun soggetto politico nazionale, non ha esitato a dar vita a nuove sperimentazioni politiche di natura territoriale. Solitudine che avverto anche sul piano dell'impegno sociale e del volontariato, riscontrando anche in questi luoghi l'incapacità di alzare lo sguardo e di tracciare nuove coordinate di pensiero/azione.

Sentirsi parte di una comunità. «Sicurezza» a Vicenza
Vicenza time cafè

«Per Coalizione Civica Vicenza la sicurezza di una città si costruisce con adeguati interventi di carattere ambientale e sociale che facciano sentire i suoi abitanti parte di un territorio e di una comunità. In altri termini non è tanto una questione di ordine pubblico, ma piuttosto di adeguata progettualità politica»

Giovedì 16 maggio 2019, alle ore 18.15, presso il "Vicenza Time Cafè" (Contrà Mure Porta Nova 28) a Vicenza la Coalizione Civica presenta il libro di Mauro Cereghini e Michele Nardelli «Sicurezza» (Edizioni Messaggero). Partecipa Michele Nardelli.

«Sicurezza». La presentazione del libro a Udine
Il Caffè Caucigh

Venerdì 10 maggio 2019 il giro di presentazioni del libro "Sicurezza" approda a Udine dove, alle ore 18.00 presso il Caffè Caucigh (via Gemona), gli autori Mauro Cereghini e Michele Nardelli dialogheranno con Massimo Moretuzzo, consigliere regionale, e con tutte le persone che accetteranno l'invito a partecipare.

La presentazione di «Sicurezza», uscito nei mesi scorsi nella collana "Parole allo specchio" delle Edizioni Messaggero di Padova, si propone una diversa declinazione di questa parola - sicurezza - diventata in questi anni il mantra degli imprenditori della paura, restituendola al suo significato più profondo, quello del "prendersi cura" dell'ambiente, della pace, del lavoro, delle persone e delle loro comunità... ed essere l'occasione per uno sguardo d'insieme del nostro tempo.

Dopo Vaia. Un reportage de «La Nuova Ecologia» sul nostro ultimo itinerario
Vaia

A sei mesi dal ciclone che  il 29 ottobre ha investito le foreste dolomitiche e carniche, sradicando 14 milioni di alberi, “La Nuova Ecologia” è tornata sulle Alpi orientali. Per raccontare gli effetti del clima che cambia, anche in montagna. E capire se ci stiamo attrezzando per il futuro. Un reportage di Fabio Dessì pubblicato sull'ultimo numero del mensile di Legambiente "La Nuova Ecologia" dedicato al decimo itinerario "Esiti del cambiamento climatico" del "Viaggio nella solitudine della politica".

di Fabio Dessì 

Eravamo abituati a guardarli in tv gli effetti dei cambiamenti climatici, a leggere di eventi estremi su giornali e siti internet: incendi giganteschi, uragani sempre più frequenti e violenti, piogge torrenziali. Accadevano, e continuano a farlo, dall’altra parte del mondo. Pensavamo che la faccenda non ci riguardasse in prima persona, che nella peggiore delle ipotesi se la sarebbero sbrigata i nostri nipoti. Illusioni spazzate via lo scorso 29 ottobre dal ciclone mediterraneo “Vaia”, che ha raggiunto le Alpi orientali per accanirsi sulle foreste dolomitiche e carniche. In poche ore in Trentino, Sud Tirolo, Veneto, Friuli Venezia Giulia, e in piccola parte Lombardia, sono stati strappati dalla terra in cui affondavano le radici 14 milioni di alberi, scagliati verso i paesi di fondovalle, dentro fiumi e laghi. Sei mesi dopo attraversare quelle valli e quei passi è un colpo al cuore: i boschi si sono trasformati in radure costellate da ceppaie. E in ogni area colpita dalla furia di acqua e vento sembra di trovarsi davanti a un enorme “shangai”. Perché, visti da lontano, quelli ammassati l’uno sull’altro sui versanti sembrano migliaia di bastoncini. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta invece di abeti rossi piantati dopo la prima guerra mondiale. Con loro sono venuti giù anche pini neri e silvestri, faggi, tigli, aceri, ontani, larici, querce, frassini, sorbi, betulle. Servirà grande attenzione nel rimuovere le piante schiantate, dove è possibile farlo, e tanta pazienza. Ma la sfida più dura sarà convincere i più giovani a non ingrossare le fila di chi la montagna l’ha già abbandonata.

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Una serata di politica
Sicurezza e caffè

di Neri Pollastri *

Proprio mentre la campagna elettorale per le consultazioni europee e amministrative (in città si rielegge il Sindaco) era in fase di decollo, è stato presentato a Firenze – alla presenza di uno dei suoi autori, Michele Nardelli – il libro Sicurezza, del quale avevo parlato alcune settimane fa. L’evento aveva l’obiettivo di discuterne i temi, i quali muovono da una delle parole-chiave dell’odierna propaganda politica per spingersi fino alla delineazione di nuove forme di etica personale e civile, toccando questioni come la scomparsa del welfare, l’immigrazione, l’etica del lavoro, la crisi ambientale, la cultura del limite. Si trattava pertanto di un’occasione per interrogarsi su un’ampia rosa di questioni politiche sia all’ordine del giorno, sia tenute perlopiù nascoste da media e politicanti, e di farlo in un “campo neutro”, senza cioè la necessità di schierarsi su uno dei diversi fronti della rappresentanza politica.

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