«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

09/06/2009 -
Il diario di Michele Nardelli

In Consiglio provinciale c'è un vuoto, colmo di fiori, ma un vuoto.  Con Gianni Lenzi ci si conosceva appena, storie e percorsi molto diversi i nostri. Ma quel posto vuoto dove prima c'era una vita fatta di sentimenti e speranze, corrisponde ad una mancanza che senti dentro di te. Il volto di Gianni si confonde con quello di Rino, conosciuto tredici anni fa in un viaggio per le strade desolate del dopoguerra bosniaco, e di Luigi, incontrato lungo i sentieri sgangherati della politica.

"Un uomo della terra", dice Giorgio Lunelli nel suo ricordo di Gianni, e mi stupisco del sovrapporsi d'immagini quando sul finire scandisce con commozione queste parole:

«A noi, stretto nella mano, rimane solo il ruvido scorrere dell'alzaia, la fune che serve per tirare a riva le barche. Ci rimane l'alzaia della memoria e dell'affetto. Insieme alla preghiera degli uomini di mare: "Grande, Eterno Iddio, Signore del mare e degli abissi, tienilo nelle tue mani". Grande, Eterno Iddio, Signore del mare e degli abissi, tieni, Gianni, Rino e Luigi, stretti - ben stretti - nelle tue mani!».

Il pensiero va ad un testo di un uomo di mare come Vinicio Capossela, quando nella "Santissima dei Naufragati" recita

«... Questa è la ballata

di chi si è preso il mare

Che lapide non abbia

Né ossa sulla sabbia

Né polvere ritorni

Ma bruci sui pennoni

Nei fuochi sacri

I fuochi alati

Della santissima dei naufragati....».

Il Consiglio viene sospeso in segno di lutto e riprenderà il giorno seguente. Quando un giorno si svuota, si riempie delle cose messe da parte. Pensiamo in cuor nostro di guadagnare del tempo, ma non è esattamente così. Un pasto frugale, molto poco slow, e poi alle 14.00 in sala Aurora di Palazzo Trentini dove mi attendono una trentina di persone appartenenti al Circolo anziani di Villamontagna. Dovrei parlare di come funzionano le nostre istituzioni ma il tempo a disposizione non è sufficiente e forse si annoierebbero pure e allora racconto loro la mia giornata precedente e quella in corso, di cosa fa un "consigliere semplice", così, tanto per sfatare l'idea della politica come occupazione di poltrone. Li vedo tutti belli attenti e sono contento di aver catturato la loro attenzione con argomenti che investono la loro stessa quotidianità.

Foto di gruppo e via, un po' stupito (o forse rassegnato) dal fatto che molti di questi "anziani" avevano sì e no la mia età. Mi vedo con Luisa al Forum trentino per la Pace, ritorno al gruppo e mi metto a guardare le cose che arrivano in Consiglio l'indomani.  

Verso le 18.00 vado alla Bottega della Natura a fare la spesa e poi a preparare la cena per Ciro, Diego e Nicola. Mi diverte cucinare e l'amore che ci metto viene apprezzato. Gradiranno tutto, tranne il caffè (ma Gabriella è a cena fuori e quello di solito è compito suo).

 

 

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