«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Nel confronto che segue in Commissione riemerge la discussione sulla questione delle franchigie sul calcolo Icef per accedere ai contributi sullo sbarrieramento. Provo a spiegare che l'Icef è stato pensato come uno strumento per correggere le distorsioni di un sistema fiscale che fatica ad essere, come prevede la Costituzione, realmente progressivo. Ma la discussione assume toni ideologici, come se ci fosse qualcuno che vuole penalizzare il risparmio delle persone o delle famiglie. Pazienza. In ogni caso la delibera viene approvata con l'astensione delle minoranze.
Iniziano i lavori d'aula. In discussione il disegno di legge sul garante delle minoranze, un tema sul quale si provano operazioni inquinate e poco serie. Decido in buona sostanza di disinteressarmi della questione, anche se mi riesce difficile estraniarmi da un confronto che assume i tratti della volgarità e dell'insulto.
Come già ieri cerco almeno di organizzarmi un po' di incontri a lato del Consiglio. Vedo Claudia Vorobiov, che da qualche settimana collabora con "Viaggiare i Balcani", il programma di turismo responsabile avviato ormai otto anni fa dalla comunità trentina. E' una piccola ma significativa realtà e Claudia si sta dimostrando una persona seria ed appassionata. Mi chiede un po' di dettagli sulla gestione delle risorse e la sua scaletta di cose è piuttosto ampia, ma anche più avvincente di una discussione priva di senso che proseguirà fino alle 16.00 per concludersi con un nulla di fatto e solo perché, anche in questo caso, la Lega si è rifiutata di unificare il confronto con le altre proposte avanzate in Commissione.
Qualche ora in ufficio mi permette di recuperare un po' di lavoro, ma con il via vai di persone è difficile mettere a fuoco le cose. Così parlo con Edoardo Benuzzi del tema del lavoro in affitto, escamotage che permette ad alcune aziende trentine di mettere i propri lavoratori in cassa integrazione e contemporaneamente di aprire proprie aziende in paesi dove il costo del lavoro è cinque o dieci volte inferire a quello di qui per poi farli venire a lavorare in Italia, naturalmente con le paghe del loro paese. In altre parole, l'onda lunga della direttiva Bolkenstein stoppata qualche anno fa. Decidiamo di verificare come l'autonomia può, con le sue competenze, tutelarci da questo schifo.
Così si avvicinano le 19.00, ora in cui è fissato a Tenna l'incontro della maggioranza, segretari della coalizione del centro sinistra autonomista, consiglieri, assessori e presidente. Dellai illustra le linee di lavoro per i mesi a venire con la consapevolezza che quel che ora s'imposta costituirà l'ossatura della legislatura. La discussione mi sembra stiracchiata e priva di profilo, c'è poco tempo e mi permetto di dire anche poche idee. Si discute più di metodo che di contenuti, ma anche il contesto non aiuta. Mi riprometto di scrivere una nota al presidente sui nodi che ha posto nella sua introduzione, già domani mattina. E così sarà.
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