«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Il pomeriggio se ne sta andando ma trovo il tempo per andare a vedere se c'è qualche porcino in valle. Nonostante il nubifragio della notte precedente, l'ora tarda e le orde dei raccoglitori, i miei posti non tradiscono e quando arrivo a casa stupisco Gabriella che pure aveva fatto un giro con Nina al mattino, ma senza grandi risultati.
Fin che non mi prende la stanchezza (e dopo aver curato e messo nel congelatore le "brise") mi metto a scrivere la relazione per l'assemblea del Forum di lunedì. E' un lavoro complesso perché la fase di preparazione durante i mesi estivi è stata ricca di stimoli e di idee. Vorrei inviarla anticipatamente a tutti i componenti l'assemblea ma a mezzanotte sono ancora lì, alla prima scrittura. La rivedrò nella serata di domenica.
Domenica mattina c'è invece la prima Convenzione del PD del Trentino. "Convenzione provinciale" dice la scritta che campeggia nella sala e questo ci dice quanto la cultura federalista sia ancora poco di casa in questo partito che si vive come articolazione di un soggetto nazionale, non come un soggetto autonomo e federato.
Tante persone affollano la sala della Cooperazione, una platea ancora diversa dai partiti di provenienza e questo ci descrive effettivamente qualcosa di nuovo. La convenzione è sicuramente un atto formale, il dibattito c'è già stato nei circoli e continuerà ad esserci fino alle primarie del 25 ottobre quando insieme al segretario nazionale si eleggeranno il segretario e l'assemblea del PD del Trentino. Ciò nonostante, negli interventi del segretario uscente Maurizio Agostini come in quelli dei quattro candidati emergono i profili politico culturali delle diverse proposte. Ad intervenire per primo è Roberto Pinter. In suo è un intervento sferzante, efficace, politico. Ed anche forse il più applaudito. Lo riporto integralmente nella home page. Segue Giorgio Tonini. Con Giorgio c'è affinità culturale ma si avverte che è sulla difensiva. Non sarà uno dei suoi migliori interventi. Indica la necessità di oltrepassare il ‘900, ma poi si fa risucchiare dal pensiero di Alcide Degasperi, dirigente politico di straordinarie intuizioni ma anche uomo del suo tempo. Ed il riferimento alla dimensione nazionale, che propone come sua prerogativa, non lo aiuta affatto ad una visione che invece dovrebbe essere territoriale e sovranazionale. Dopo Giorgio, Renato Veronesi. Un intervento, il suo, retorico e vuoto. Come del resto la sua mozione congressuale. E non è sufficiente il richiamo a Bersani per accattivarsi il consenso. Che invece sarà piuttosto tiepido. Infine Michele Nicoletti. Un bell'intervento il suo, forse più culturale che politico, come del resto gli viene naturale. Che accoglie consenso, ma meno di quello che ci si poteva aspettare. Complessivamente un profilo positivo, che ci fa ben sperare nel dibattito delle prossime settimane e nel dopo congresso, quando finalmente questo partito avrà un gruppo dirigente speriamo all'altezza del primo partito trentino.
Il dibattito che segue è un po' scontato, così come la presentazioni delle mozioni nazionali. Alle 16.30 è tutto finito. Eletti i delegati all'assemblea nazionale, naturalmente su lista bloccata. Tant'è che non serve nemmeno una votazione.
Me ne torno a casa. Un breve stacco e poi a sistemare la relazione per il Forum e a scrivere il "diario di bordo". Domani inizia una settimana senza tregua. Almeno fino a mercoledì, perché giovedì di primissimo mattino si parte per la Palestina. Il che mi riempie di gioia.
0 commenti all'articolo - torna indietro