«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Arrivano in Consiglio le rappresentanti dell'ANPI, l'associazione dei partigiani italiani, per incontrarmi e discutere le forme di collaborazione con il Forum trentino per la Pace e i Dritti Umani. Illustro loro le linee di lavoro del Forum, dove i temi della memoria occupano un posto di assoluto rilievo. L'Anpi intende aderire al Forum e insieme ci proponiamo, anche con il coinvolgimento del Museo storico del Trentino, di programmare una serie di iniziative comuni.
L'ordine del giorno dei lavori prevede la discussione attorno ad una mozione della Lega Nord che propone l'istituzione di una "Commissione d'indagine sulla gestione degli appalti". Una proposta demagogica e inguardabile tanto è faziosa. Ma c'è un piccolo colpo di scena. La Lega propone un emendamento sostitutivo e presenta un testo del tutto simile a quello che Gianni Kessler aveva proposto al nostro gruppo consiliare ma che non aveva avuto seguito. Tant'è vero che il consigliere della Lega Civettini, nell'illustrare la mozione dice apertamente che questo testo è stato elaborato con il concorso di consiglieri della maggioranza. L'imbarazzo è grande, anche perché non è la prima volta che questo cliché si ripete. Vi lascio immaginare l'incazzatura di Dellai, ma stavolta perde la pazienza lo stesso vicepresidente Alberto Pacher che definisce anche il documento emendativo privo di fondamento ed inaccettabile. Ne dovremo parlare, perché questa specie di trasversalità non aiuta certo il clima interno alla maggioranza.
Arriva anche la notizia che lunedì prossimo, sempre su richiesta delle opposizioni, è convocata una riunione straordinaria del Consiglio Provinciale sul tema dell'inceneritore. Ormai questa è diventata una tecnica oppositiva, per cercare di imporre un'agenda politica parallela del Consiglio. Del resto bastano sette firme per una tale richiesta ed il gioco è fatto. Anche su questo piano sarà necessario correre ai ripari perché non è accettabile che su ogni cosa si attivino procedure straordinarie. Una seduta straordinaria si è già svolta sul tema dei danni ambientali, a prescindere dal lavoro di mesi della terza Commissione investita del problema, risoltasi per altro con un nulla di fatto. E dopo quella di lunedì prossimo sembra già prendere corpo una proposta per un'ennesima convocazione sulla questione degli istituti professionali del Trentino. Ma, tornando al merito, la questione "inceneritore" sta diventando un tormentone dove si giocano strumentalità e irresponsabilità. Perché al fondo c'è un semplicemente un "non detto" ovvero il "non nel mio giardino". Tutti a parole dicono di voler farsi carico del tema dei rifiuti, ma in buona sostanza ogni proposta di localizzazione degli impianti (per la biodigestione) provoca proteste generalizzate e per quanto riguarda l'incenerimento di quanto non rientra nella differenziata si continua a far finta che la raccolta spinta possa risolvere il problema. Sappiamo che non è così. E comunque se si vuole che il ciclo dei rifiuti venga chiuso in Trentino vanno ricercate le soluzioni praticabili che non siano quella di spostare altrove il problema. Delle soluzioni, per altro, ne abbiamo già parlato in questo sito (vedi articolo "Esiste una politica ambientale in Trentino?).
Finiamo verso le 18.00. Mi vedo un attimo con Enzo Mescalchin e gli consegno un pacchetto prezioso: un sacchetto di terra un po' speciale, che viene da Kana in Galilea. Verrà analizzata all'Istituto agrario di San Michele, per verificare le condizioni per dar seguito al progetto di cui abbiamo discusso nei giorni scorsi in Palestina.
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