«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Inizia l'esame degli emendamenti, quelli ammessi sono quasi duecento. All'articolo 3 si discute di cooperazione e dei meccanismi di rendicontazione. Conosco questa materia fin nei minimi dettagli, ma ascoltando gli interventi mi cascano le braccia. Mi limito a modificare l'emendamento che in un primo momento il gruppo aveva presentato, trovando una mediazione ragionevole con la Giunta.
Tutto scorre tranquillo grosso modo fino alle 23.00. Poi, per effetto di un rituale consunto quanto inefficace, la Lega inizia a chiedere il voto segreto e quel che dovrebbe comportare qualche minuto porta via mezz'ora di lungaggini. L'esito è scontato, non vi sono sorprese nel voto, nemmeno quando ci sarebbero elementi di criticità che pure emergono anche nelle fila della maggioranza. Si reitera la richiesta di voto segreto da parte del capogruppo della Lega. Tempo irripetibile, nelle mani di persone dal dubbio equilibrio psichico. Non se se incazzarmi o sorridere, considerato che in altre legislature si è visto anche di peggio.
E' mezzanotte passata che approviamo con voto segreto l'articolo 10 su un totale di 70. Chiediamo alla Giunta di indicare preventivamente quali sono gli emendamenti della minoranza che verranno accettati e la risposta favorevole della Giunta determinerà lo sbloccarsi della situazione.
Quando arrivo a casa, un po' di relax, un bicchiere di "Dies Irae", una falangina del beneventano straordinaria accompagnata da un po' di pecorino abruzzese. Nell'ultimo dei Tg le immagini del condottiero ferito. Nonostante i sondaggi dicano il contrario, la sua è un'immagine crepuscolare.
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