«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Procediamo con ordine. Di primo mattino vedo Claudia Vorobiov per "Viaggiare i Balcani". Il lavoro che sta facendo è davvero prezioso e così devo dire anche per il gruppo di lavoro al quale ormai porto un contributo limitatissimo, passaggio di conoscenza e qualche idea, come quella sulla quale stiamo lavorando con Slow Food per un viaggio lungo i sapori del Danubio a fine giugno del 2011. Ne parleremo, ma se qualcuno vuol sin d'ora prenotarsi si faccia avanti.
Poi attacca il Consiglio. Mi chiama Daniela Lovato per darmi conferma della serata a Roncegno, lunedì prossimo, dedicata al tema dell'inquinamento ambientale e all'acciaieria. Lavoro su un paio di interrogazioni e poi mi tuffo in Consiglio. Si vota in continuazione e dunque gli incontri che mi sono organizzato durante il giorno proseguono a singhiozzo.
Ritorno in aula e le agenzie battono la notizia della sparizione della scritta in ferro battuto "Arbeit macht frei" che campeggiava all'entrata del campo di sterminio di Auschwitz - Birkenau e la cosa mi tiene inquieto per quel che rimane di questo giorno.
Parlo con l'assessore Pacher sul senso che può avere questo meccanismo ormai diventato un po' rituale per cui ogni anno passiamo una settimana in apnea a discutere articoli e a contrattare un po' come fossimo al mercato con l'opposizione per evitare l'ostruzionismo. Ragioniamo insieme su un idea che potrebbe essere più distesa di confronto politico e di ascolto del territorio, un bilancio partecipato che eviti di dover entrare nel merito di aspetti di natura prevalentemente amministrativa, lasciando questo lavoro alla disamina articolata delle commissioni.
Ci avviciniamo alle 23.00 e sembra ormai di essere sul filo di lana. Non sarà così. La diretta televisiva fa sì che tutti i capogruppo intervengano non per aggiungere considerazioni nuove (siamo in aula da cinque giorni), ma semplicemente per occupare il tempo che hanno ancora a disposizione e per un po' di pubblicità. Parole che non rimarranno alla storia. L'unica eccezione sono quelle - poche e misurate - che la nostra compagna di gruppo Sara Ferrari dedica in ricordo di Gianni Lenzi, consigliere provinciale che non è più con noi, scomparso nell'oceano Atlantico con Rino e Luigi.
E' bello uscire verso l'una e vedere che fuori scende la neve. Un flash mi ricorda "Ad est di Bucarest" di Corneliu Porumboiu, un film bellissimo che vi consiglio.
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