«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Dedico la mattinata per mettere a punto il programma del viaggio e per vedere il presidente Dellai e l'assessore alla solidarietà internazionale Beltrami. Con Lia parliamo anche degli inviti per la tre giorni in programma a metà marzo in Trentino che avrà al centro proprio la questione del conflitto israelo-palestinese, il taglio da dare alla conferenza della quale mi sto occupando e che rappresenterà uno dei momenti cruciali dell'iniziativa. Mi vedo anche con Enzo Mescalchin, tecnico dell'Istituto agrario ed esperto in viticoltura che mi accompagnerà nel viaggio. Ci sono poi, piccolo dettaglio, gli aspetti organizzativi: alloggio, biglietti, logistica.
In tarda mattinata sento Edi Rabini per sapere se in queste ore è in contatto con Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace, che ho conosciuto nel luglio scorso a Trento. Tutti i mezzi d'informazione parlano dell'arresto della sorella di Shirin, Nushin Ebadi, come forma di pressione e ricatto verso l'indomita voce a sostegno dei diritti umani in quel paese. Mi metto a scrivere un messaggio per i giornali di domani (che trovate in prima pagina del sito): non è facile capire cosa può essere utile fare per sostenere le istanze democratiche del popolo iraniano, anche perché il regime conta ancora su un consenso forte di una parte del paese e sta mettendo in campo repressione e ritorsioni di ogni tipo, tanto che nel pomeriggio si sparge la voce, poi smentita, della fuga da Teheran degli esponenti dell'opposizione democratica.
Sento il neo direttore del "Trentino" Alberto Faustini per fargli gli auguri per questa nuova avventura, lo informo del mio prossimo viaggio in "Terrasanta" e subito mi chiede di tenere una corrispondenza quotidiana da Gerusalemme nei giorni in cui sarò lì. Un segno positivo di discontinuità verso un quotidiano con il quale in questi anni ho faticato ad avere rapporti di collaborazione.
A metà pomeriggio mi trovo con Corrado Bungaro e il suo amico Saber, interessato con il fratello all'idea gestionale del "Cafe de la Paix", progetto che - se tutto va bene - presenteremo ufficialmente nel mese di gennaio. Uso ancora il condizionale perché, nonostante abbiamo un accordo (e una forte condivisione) con l'Itea che è proprietaria dell'edificio in Passaggio Teatro Osele per questa destinazione, ci sono ancora qualche ostacolo (e piccole miserie) da superare.
La giornata si conclude al computer per ritoccare la seconda "lettera agli amici" (che invierò domani) e per aggiornare questo diario.
Ore 0.59 del 31 dicembre 2009. Buona notte.
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