«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Sul piano locale, nonostante il contesto più favorevole, tengono banco sui giornali locali temi triti e ritriti che si presentano sempre uguali a se stessi, le paure ingigantite dall'antipolitica, polemiche artefatte come quelle sugli aiuti internazionali, il pettegolezzo politico incentivato da una politica che riflette sempre più i destini personali piuttosto che pensiero e progettualità alti.
In questo contesto faccio un po' fatica a rimettermi al lavoro. I miei appunti di cose da fare occupano velocemente più pagine, quasi a rimproverarmi di qualche giorno di vacanza. In cui ho staccato la spina, ma non ho ancora la sensazione di sentirmi ricaricato.
Uso queste giornate per leggere e scrivere ma la penna fatica a scorrere via. Vado a trovare Sandro Regazzola, un vecchio e saggio amico. Lo trovo un po' provato fisicamente ma lucido nel dirmi che si rimesta nel mortaio senza aver chiaro il senso del proprio agire. Perché effettivamente di questo si tratta. Ed è difficile da soli, ritrovare nell'agire politico che rincorre la quotidianità una trama condivisa. Provo a dirgli di uno sguardo lungo che cerco di avere, della necessità di mettere in protezione le idee in ambiti plurali, del valore della formazione e di un agire pedagogico, di quel che facciamo come Forum per la Pace e i Diritti Umani... ma avverto io stesso la distanza fra il desiderio e la realtà.
Ecco, se ad una cosa sono serviti questi giorni di distanza, è forse la distanza stessa. Spero rappresenti un anticorpo, capace di aiutarmi a distinguere le cose vere da quelle di un mondo sempre più autistico e cattivo, autoreferenziale e poco incline al cambiamento.
Che sia un anno ricco di idee, di sguardi vivaci, di relazioni buone.
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