«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Alle 10.00 riprende la sessione del Consiglio provinciale. Il dibattito prosegue per l'intera giornata sulla legge relativa alle famiglie. Devo dire che l'unica nota stonata è l'intervento di Bruno Firmani che motiva la sua opposizione (e le decine di emendamenti) alla legge con la descrizione di un Trentino in preda al consociativismo e al malaffare. Un'analisi che non ha nulla a che vedere con la realtà, tipica di un visione astratta ed estranea al Trentino e alla sua diversità. Rammarica che il rappresentante dell'Italia dei Valori esprima una descrizione del Trentino che non si discosta più di tanto da quella della Lega, che non perde l'occasione per presentare questa terra come se fosse in balia della mafia.
Durante l'intervallo dei lavori del Consiglio, per non restare con le mani in mano, riunione della maggioranza sul Disegno di legge di riforma della Protezione Civile. Quattro le proposte sul tappeto, quella più organica della Giunta e quelle che vedono come primi firmatari rispettivamente i consiglieri Zeni, Bombarda e Kessler. Quest'ultima difficilmente integrabile con il testo della Giunta, in quanto portatrice di una diversa filosofia. Sul tema ci ritorneremo, ma dico subito che condivido l'impostazione della proposta della Giunta, anche se nel mio intervento propongo di integrare il testo rafforzandone la parte formativa.
Si ritorna in Consiglio, dove sono iniziate le votazioni sull'articolato della legge sulla famiglia. Si procede velocemente, la mano di Dorigatti come presidente si avverte nel clima più disteso che accompagna i lavori d'aula. E quando interrompiamo i lavori siamo già in fase di dichiarazione di voto.
Il tempo di uscire dall'aula e inizia la riunione del gruppo di lavoro sul "software libero". Il testo della proposta di legge che andiamo elaborando è particolarmente complesso, specie per persone come il sottoscritto che ne avvertono la portata decisiva ma al tempo stesso non hanno piena padronanza della materia. Avverto in questo una sorta di scarto generazionale, ma cercheremo di fare del nostro meglio.
La giornata si conclude con l'incontro alla Cgil per organizzare una risposta a quel che accade in Libia. Si parla di migliaia di morti e di decine di migliaia di feriti: è come se ci fosse una volontà più o meno occulta di irachenizzare (passatemi il termine) lo scontro, una radicalizzazione estrema per bloccare sul nascere la rivoluzione democratica e nonviolenta che sta cambiando il mondo arabo. Decidiamo di organizzare per sabato pomeriggio a Trento un grande presidio (ore 17.00 Piazza pasi) e di lanciare la proposta di accendere una candela per ognuna delle vittime della repressione e dei bombardamenti in Libia dove la follia del dittatore raggiunge livelli davvero tragici. E di predisporre un documento da consegnare sempre nella giornata di sabato al Commissario del Governo. Ma anche di non farsi distrarre dalla violenza, nel sostegno continuo alla primavera araba.
Per oggi, questo è tutto.0 commenti all'articolo - torna indietro