«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

L'inedita iniziativa viene presentata questa mattina alla sede del Consiglio delle autonomie locali in questa occasione rappresentata da Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, dal presidente del Consiglio Comunale di Trento Renato Pegoretti (da cui nasce lo scorso anno la proposta della camminata), insieme al vicereggente della Fondazione Campana Lorenzo Saiani e dal sottoscritto come presidente del Forum. C'è molta stampa, molte radio e televisioni, forse incuriosite da una proposta un po' diversa di rappresentare le istanze di pace della comunità trentina. E per questa ragione insisto molto sul concetto che la pace si costruisce in primo luogo nella cultura e nei comportamenti, delle istituzioni come delle persone.
L'iniziativa vuole rappresentare un prologo della marcia Perugia Assisi in occasione del suo cinquantenario: il 24 settembre 1961 Aldo Capitini propose uno sguardo diverso sul proprio tempo rovesciando il motto "si vis pacem, para bellum" con un ben più significativo "se vuoi la pace, prepara la pace". Preparare la pace significa realizzare un cambio di passo, ricercare coerenza nei comportamenti, costruire un progetto di sobrietà nell'utilizzo delle risorse, indagare ed elaborare i conflitti, ma anche riflettere prima di parlare, abbassare i toni, camminare nel silenzio. Cercheremo di farlo sabato prossimo, lungo la pista ciclabile che affianca il fiume, camminando nella primavera, ascoltando la primavera del Mediterraneo, con l'intento di capire piuttosto che di bombardare.
Finita la conferenza stampa, al Forum ho l'appuntamento con Francesco Terreri, Maria Grandinson e Giampietro Pizzo di Microfinanza. L'oggetto della nostra conversazione riguarda il "progetto rimesse" che Francesco aveva impostato con il Comune di Rovereto sette anni fa. Ne era uscita una ricerca interessante che monitorava la disponibilità di utilizzare una parte delle rimesse degli immigrati verso le loro terre di origine per finanziare progetti di sviluppo economico locali, ma poi - con il cambio di amministrazione - non se ne fece più nulla. L'idea però è tutt'altro che tramontata e con essa la necessità di costruire relazioni economiche e di scambio fra territori, affiancare così le attività della cooperazione e accompagnare anche progetti di internazionalizzazione delle imprese, tema che affronteremo a breve in Consiglio Provinciale a proposito del Disegno di legge Olivi sugli incentivi.
Lo scambio di idee è molto interessante e ci capiamo al volo: l'obiettivo è fare sistema fra i diversi soggetti che in Trentino hanno potenzialità da mettere in campo, Provincia autonoma, cooperazione internazionale, cooperazione trentina e casse rurali, associazioni migranti, associazioni di volontariato. Ci lasciamo con una fitta agenda di impegni e un nuovo appuntamento durante il Festival dell'economia.
Nel primo pomeriggio, riunione più o meno di routine del Gruppo consiliare provinciale. Arrivano i primi dati del voto amministrativo e subito si ha la sensazione che qualcosa sta cambiando nell'orientamento degli italiani, specie in un nord fino ad oggi occupato dal patto Lega - Berlusconi. Chiamo l'amico Emilio Molinari per avere da lui le prime impressioni e finalmente percepisco che il clima sta cambiando, mi parla di un altro PD che esce dalle urne e della nuova prova che attende gli italiani.
Proprio di questo parliamo a Mori nella serata promossa dal locale circolo del PD del Trentino sui referendum. Con me anche Mirco Elena, acqua e nucleare sono l'oggetto dei nostri interventi. Sala piena e un clima sollevato per le notizie che arrivano in tempo reale sullo scrutinio dei voti. Sarà sui referendum del 12 e 13 giugno che si gioca la prossima partita, questa volta attorno alla capacità di farci portatori di un progetto diverso: acqua e nucleare sono infatti i titoli di un cambio di paradigma che investe il nostro modello di sviluppo. La politica ha una grande occasione per rimettere al centro del proprio agire un progetto di futuro.0 commenti all'articolo - torna indietro