«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Oltre alle emozioni dell'incontro, rimangono ottocento chilometri in auto a velocità sostenuta, la tensione che precede ogni iniziativa, la fatica del concentrarsi sulle parole giuste, il ripartire dopo un veloce scambio di sensazioni, un veloce saluto agli organizzatori che ti chiedono di ritornare, la frugalità di pasti consumati in autogrill per non fare troppo tardi. E quando arrivo a casa è mezzanotte passata.
Sono cose queste che mi aiutano a svolgere in maniera diversa anche il mio mandato politico in Consiglio provinciale, non per coltivarsi consenso ovviamente, ma per avere uno sguardo più ampio, cogliere gli umori delle persone con le quali entri in contatto, vedere esperienze come "la Rondine", uno studentato per giovani provenienti da situazioni di conflitto acuto che oggi è diventato una importante fondazione aretina che si occupa di pace e di cooperazione internazionale. Osservare i cartelli della campagna elettorale regionale già avviata e farti cadere le braccia quando scopri che lo slogan del candidato presidente alla regione è "Toscana avanti tutta". Mi chiedo dove stiamo andando...
Epperò... oggi la fatica si fa sentire. Per fortuna questo lunedì è una giornata piuttosto tranquilla, ho un appuntamento alle 10 con il Sindaco di Zambana per una serie di questioni che investono il suo Comune. Poi mi vedo con Stefano Albergoni per fare il punto sul sito di "Politica è responsabilità" (ormai quasi ci siamo) e su questo stesso sito (dove programmiamo una serie di ritocchi e di nuovi spazi per valorizzare il "diario", i "libri" e gli "eventi"). Ci concediamo un pranzo insieme anche a Cristina (è un bel conversare sulle cose della politica trentina e non solo) e poi vado al gruppo dove - visto che la riunione del gruppo è saltata - riordino un po' di cose, un salto veloce al Progetto Prijedor e poi a mettere su cena, un po' di ospiti per l'otto marzo (per come è ridotta questa festa, una buona cena in compagnia non è una cattiva idea) a base di polenta e funghi porcini.
E' tardi quando leggo la posta elettronica. Da Arezzo Luciana mi scrive così "...Il tuo intervento ci ha fatto riflettere sul conflitto nei Balcani, ci ha illuminato su alcuni aspetti storici e geopolitici e ci ha anche emozionato, soprattutto quando abbiamo scoperto che il tuo approccio al tema "conflitti" ha molti punti in comune con l'approccio di Rondine. Ci ha aperto "finestre" e prospettive che non immaginavamo. Abbiamo inoltre apprezzato la passione con cui parli dei Balcani: si capisce che è un tema che ti sta molto a cuore". Insomma, un po' di soddisfazione suvvia...
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