«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Avverto di aver toccato corde sensibili. Sono felice di scoprire che sono temi che lo appassionano e sui quali ha aperto un suo personale percorso di ricerca. Mi consiglia dei testi e mi offre la sua collaborazione. E' così che si creano sentieri di approfondimento e di ricerca, per cercare di uscire dalla crisi profonda in cui è finita la pace. O meglio, il pacifismo. La cui agenda, se c'è, non sa fare altro che rincorrere gli eventi e le emergenze.
Lavoro un paio d'ore in ufficio e poi vado alla sede del PD del Trentino dove è convocata una riunione congiunta fra Coordinamento e Gruppo consiliare provinciale. In discussione i più importanti Disegni di Legge all'esame del Consiglio provinciale: il DDL n.80 sulla riforma sanitaria, il n.90 sul personale della Provincia, la riforma sul commercio e quella sulla promozione turistica. Tranne che sui primi due, che arriveranno in aula in tempi brevi, sul resto apriamo solo l'istruttoria, demandando alle Commissioni del partito un lavoro di approfondimento.
Un secondo punto di spessore è la questione delle nomine di competenza provinciale, tema assolutamente delicato su cui sappiamo esserci una sensibilità particolare nell'opinione pubblica. Affrontiamo la cosa sul piano del metodo, senza entrare nel merito delle stesse, per dire come queste debbano essere assunte in piena autonomia dalle istituzioni preposte, fatti salvi i criteri di competenza, onestà e visione politica che dovrebbero caratterizzarle. Il che non significa non prendersi le proprie responsabilità anche nell'indicare persone all'altezza, considerato che la nostra comunità ci giudicherà anche per queste scelte. C'è fra tutti un pieno accordo.
Discutiamo infine della situazione che segna la fase di preparazione delle elezioni amministrative che in Trentino si svolgeranno domenica 16 maggio. Roberto Pinter, che insieme al segretario Michele Nicoletti segue con attenzione ed equilibrio questa delicata partita, delinea un quadro ancora molto incerto. La situazione è piuttosto ingarbugliata, per effetto delle tentazioni presenti nel blocco di centro (UpT, Patt, Udc) di sperimentare maggioranze variabili o imporre candidature irricevibili, oppure per effetto di dinamiche locali difficilmente governabili.
La situazione più importante è quella di Rovereto, dove pure il centro sinistra autonomista ha raggiunto un positivo accordo sul nome di Andrea Miorandi. Una proposta bella e innovativa, accettata anche dalla locale sezione dell'Udc ma smentita dai vertici provinciali di quel partito che invece insistono per ricandidare il sindaco uscente Valduga. Tanto da determinare l'uscita della sezione locale dal partito e la presentazione di una loro lista civica in appoggio ad Andrea Miorandi. Qualche margine di incertezza c'è ancora, anche perché è stato per primo Lorenzo Dellai ad avanzare nei mesi scorsi l'ipotesi di riconferma di Guglielmo Valduga.
I problemi più grossi ci sono ad Arco. Anche qui, ad una prima candidatura proposta dall'UpT e dallo stesso presidente Dellai di Mattei è corrisposta un'altra candidatura da parte della maggioranza locale dell'UpT e del Patt verso la persona dell'ex sindaco Morandini. Mentre sulla prima c'era una larga convergenza, sulla seconda niente affatto perché considerata espressione dei poteri forti. Solo che le difficoltà su Arco si riverberano anche su Riva del Garda dove una soluzione era stata raggiunta, ma anche su Mori (UpT spaccato in due) e su Ala. Senza dimenticare la spaccatura, ormai irrimediabile, di Levico che ha visto la rinuncia del sindaco Stefenelli, la cui uscita polemica verso l'UpT (trovate la sua lettera nella sezione "PD del Trentino" di questo sito) ha riempito le cronache locali nei giorni scorsi.
Ne esce un quadro preoccupante proprio dello stato di salute del nostro principale alleato nella coalizione provinciale, l'Unione per il Trentino, fragile e dilaniato al suo interno da interessi contrastanti. Che la presidenza Dellai tiene insieme ma che lascia trasparire profonde incognite per il futuro.
Una ragione in più per trovare le forme e i luoghi per consolidare le linee politico-programmatiche dell'alleanza di centro sinistra autonomista e per rimettere in moto un processo di ricomposizione di una soggettività politica territoriale capace di andare oltre l'attuale assetto partitico.
Ma questo è un altro discorso, che pure non intendo fare cadere, e la spessa proposta di "Politica è responsabilità" va proprio nella direzione di dar vita a luoghi di fluidificazione del pensiero oltre ogni appartenenza.
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