«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

27/03/2010 -
Il diario di Michele Nardelli
Giornata primaverile quella che ci accompagna verso Milano, dove alle 11 del mattino ci attende alla Cascina Cuccagna un incontro un po' particolare. Quello per dare vita ad un'associazione per la cultura e per la pace in Palestina. Con Ali Rashid, Moni Ovadia e Rino Messina ci stiamo lavorando da qualche mese, dopo l'incontro avuto proprio in quello stesso luogo nella primavera scorsa. Ancora scottavano le macerie di Gaza: per porre fine a quel massacro Ali e Moni decisero di dar vita ad un appello che venne pubblicato in prima pagina sul quotidiano "il manifesto" nel quale si chiedeva di dare voce a quel che la guerra andava distruggendo, la cultura in primo luogo. Così ci incontrammo a Milano ed oggi di nuovo in quello stesso luogo in ristrutturazione, per dare concretezza ad un'idea che nel frattempo ha raccolto migliaia di adesioni.

Intorno ad un tavolo un po' di amici, storie e generazioni diverse. Ci dicono che effettivamente alla pace è necessario dare sguardi, parole ed opportunità diverse da quelle fin qui sperimentate, senza il bisogno di schierarsi "armati" da una parte o dall'altra, ma convinti di essere noi stessi parte di quella tragedia, che ci riguarda come europei e come cittadini del mediterraneo.

La cultura come grimaldello di pace, questa è l'idea. Storia, letteratura, teatro, musica, saperi materiali, sapori... di questo ed altro ci occuperemo, valorizzando le attività che verranno promosse in questa chiave, come Terra madre, la Carovana dell'acqua, il Vino di Cana, il vestito delle donne di Hebron. E le innumerevoli relazioni territoriali, per dare un altro significato alla parola cooperazione.

Decidiamo di partire, ci serve un nome e uno statuto. Le idee non mancano. Nei giorni scorsi, nell'Officina Medio Oriente realizzata a Trento, di questo non c'è stato modo di parlare ed è stata forse un'occasione perduta. Ma anche in questa occasione, come già nell'ottobre scorso in occasione del "Time of responsabilità" a Gerusalemme, in molti si sono interrogati sulla banalizzazione di parole come pace e dialogo, laddove vengono annunciati muri ed insediamenti illegali. Non servono confini, serve un cambio di approccio e di pensiero. Per questo nascerà questa nuova associazione.

Enrico Levati mi dice che fra qualche settimana andrà in pensione e che lui ha voglia di esserci in questa cosa. Michele Rumiz, giovane che probabilmente in pensione non ci andrà mai, in serata mi scrive "Grazie mille ancora per l'invito di oggi. Ho molto apprezzato". Generazioni diverse che s'incontrano e provano a parlarsi, cittadini del Mediterraneo.

Non faccio in tempo a rientrare per l'inaugurazione della mostra di Rudi Patauner e la presentazione del libro "Anni Rudi" che racconta vent'anni di satira che hanno contribuito a fare diversa questa terra. Con Rudi c'è un rapporto speciale, il mio abbraccio non manca.

 

 

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