«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Ne parlo con le persone che stanno al gruppo consiliare. Qualcuno mi chiede: ma cosa possiamo fare noi per recuperare il consenso perduto? Continuo a ripetere che la sconfitta è più profonda di quel che in genere si pensa. Che le paure che spingono tanta povera gente a rivolgersi alla Lega le abbiamo fin qui esorcizzate senza comprendere che vanno invece riconosciute, prese per mano, elaborate. L'altra strada è il tirar su muri, la chiusura, il chiamarsi fuori. Risposte effimere ma semplificate, noi e loro, io e gli altri. Il tema dell'"immunità" posto da Mauro Milanaccio su "Politica è responsabilità" viene a pennello e così scrivo di getto qualche riga.
Butto giù anche lo schema progettuale di un percorso che verrà proposto alla prossima assemblea del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani come tratto che ne dovrebbe caratterizzare il lavoro nel prossimo anno: l'Europa e il suo mare, attraversati di lungo e in largo da popolazioni che incontrandosi e scontrandosi hanno formato identità e radici culturali.
Mi viene una suggestione: l'Europa è fuori di sé. In questa riscoperta ci giochiamo il futuro. Ne riparleremo ampiamente.
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