«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Non sto qui a dire dei livelli della scuola trentina, fra i più qualitativamente elevati d'Italia, tanto sul piano dei livelli di apprendimento che sul piano dell'integrazione. Che, anche nella scuola trentina, vi siano cose che potrebbero funzionare meglio non ci piove, perché le trasformazioni che avvengono nella nostra società comportano una continua necessità di aggiornamento e di conoscenza che spesso si scontra con mentalità obsolete ed atteggiamenti conservativi.
Ma la narrazione che viene fatta di problemi che nascerebbero per effetto della presenza di alunni cosiddetti stranieri non corrisponde per nulla alla realtà dei fatti. Ripeto, questo non significa che non esistano criticità, ma che ritengo essere più riconducibili alla fatica di una formazione più complessa che non alla stessa complessità di una scuola ormai pluriculturale.
Il centrodestra e la Lega in particolare, in questi frangenti, mostra il "meglio" di sé. Annusa l'aria, ascolta il chiacchiericcio, agita le paure. Propone demagogicamente quote etniche e poi bolla come "ideologica" ogni posizione contraria. Ma è negli interventi dei vari consiglieri della Lega che vien fuori la natura pericolosa di questi personaggi, i quali si lasciano andare - forti dell'aria che tira in Italia e dello sdoganamento che gli elettori hanno loro concesso - in espressioni che ben descrivono l'ignoranza, la volgarità e il livore che li caratterizza. E la cattiveria che viene dalle loro parole. Se questa gente fosse al governo della nostra autonomia, spazzerebbe via tutto quel tessuto che si è faticosamente costruito negli anni. Lo dico perché ad un certo punto del confronto, all'invito della consigliera Ferrari di andarsi a vedere i dati proposti dalla rivista "Didascalie" rivolto ai consiglieri di minoranza, seguono parole pesanti verso il giornale della scuola trentina.
Dobbiamo far quadrato nel difendere l'anomalia trentina. Ma non bastano, a questo proposito, gli appelli, occorre lavorare per costruire una cultura condivisa nella coalizione di governo. Non possiamo dare per scontato che quel che si è fatto sia diventato patrimonio comune. Come occorre far tesoro delle esperienze realizzate. Non è affatto casuale che, come Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e assessorato all'istruzione della Pat, nelle scorse settimane abbiamo proposto di compiere un bilancio dell'esperienza di "Millevoci", proprio allo scopo di verificare contenuti e strumenti, insomma le nuove frontiere, del lavoro di mediazione interculturale che dovrebbe essere alla base di un nuovo patto costitutivo del Centro Millevoci che, lo voglio ricordare, vede coinvolti oltre alla Provincia, il Forum, l'Università, la Fondazione Campana e il Comune di Trento.
Infine un consiglio. E' a disposizione di tutti il Rapporto annuale 2009 "L'immigrazione in Trentino" a cura di Maurizio Ambrosini, Paolo Boccagni e Serena Piovesan per conto di Cinformi. E' un quadro di numeri e di analisi che ben descrive la serietà e l'impegno messo in campo da questa nostra anomalia. Cerchiamo di coltivarla.
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