«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

In mattinata avevo chiamato Emilio Molinari, amico che a forza di operazioni è diventato un grande esperto nell'ambito della chirurgia coronarica, affinché potesse mettere a disposizione contatti e sapere. E così si è messa in moto la macchina dei contatti, ma è lo stesso Ali (che di professione prima di mettersi a fare il diplomatico sarebbe stato medico) a rassicurarmi, dicendomi che il reparto dell'ospedale dov'è ricoverato dimostra grande efficienza.
Così mi metto il cuore in pace e mi metto a lavorare. Scrivo un commento per http://www.politicaresponsabile.it/ sul tema delle identità, vado avanti nel lavoro di scrittura della prefazione del libro sull'Alto Adige...
Oggi però è un'altra cosa a tener banco. Nei giorni scorsi ho presentato un'interrogazione sui "Giochi di guerra", pratica che si sta diffondendo ma della cui dimensione prendo realmente coscienza nel leggere pagine e pagine di messaggi sul blog del quotidiano locale "L'Adige" che dopo aver ripreso la notizia ha aperto la stura ai commenti. Apriti cielo. Centinaia di commenti, prevalentemente avversi alla mia iniziativa, che rivendicano l'innocenza di uno "sport" che non fa male a nessuno. Nelle telefonate che ricevo di persone che mi segnalano il manifestarsi di queste attività anche nella loro zona, come nei video che trovo postati sul blog, mi rendo conto della diffusione di tali pratiche e della loro natura. Basta leggere o ascoltare le parole usate, fedeltà, lealtà, onore... e le immagini usate per capire la cultura che fa da cornice agli amanti dello "softair".
Qualcuno si spinge a commentare la notizia pure su questo blog, ma devo dire senza insultare, più a richiedere di non aver pregiudizi che altro. Rispondo alle loro osservazioni con pacatezza ma anche ribadendo che la diffusione della cultura della pace passa anche attraverso l'affermarsi di valori diversi e pure nel confrontarsi sul valore dei simboli. Mi stupisce che la replica di uno di loro si chiuda con i complimenti per il sito.
Ed in effetti sono proprio contento di aver attivato questo strumento di comunicazione e di dialogo. Il numero delle persone che ogni giorno entrano in questo spazio è in continua crescita e nei prossimi giorni ne daremo una dettagliata informazione.4 commenti all'articolo - torna indietro