«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Ad ogni buon conto i testi approvati prevedono l'introduzione di criteri ispirati alle competenze e alla trasparenza, con passaggi consiliari che ne condivideranno la responsabilità, evitando altresì cumuli di cariche, introducendo meccanismi che vanno nella direzione della gratuità delle cariche per chi già percepisce vitalizi.
Siamo in aula dalle 10 alle 19.30. Quando finiamo, il tempo di accompagnare Gabriella a casa e poi di nuovo alla riunione della Commissione Ambiente del PD del Trentino. In ballo c'è l'atteggiamento sui referendum contro la privatizzazione dell'acqua e le iniziative da intraprendere in Trentino per evitare che, in ogni caso, il decreto Ronchi abbia effetto da queste parti. Devo dire che le posizioni sono convergenti e quasi tutti i presenti all'incontro hanno già firmato per i referendum proposti dai Comitati per l'acqua bene comune. Si affronta anche la questione degli strumenti attraverso i quali attivare le prerogative autonomistiche, la strada che viene indicata su mia proposta è quella di andare nella direzione di un'azienda provinciale al 100% in house al servizio dei Comuni (sono 198 quelli che gestiscono in prima persona o in forma consortile la distribuzione) e in grado di assorbire il settore acqua di Dolomiti Energia (che gestisce i restanti Comuni fra i quali Trento e Rovereto), società a larga maggioranza pubblica ma nata con altre finalità, ovvero la gestione del patrimonio energetico provinciale.
Sull'uno e sull'altro aspetto, ma anche sulla necessità di un uso sobrio ed oculato dell'acqua, si decide di portare un documento all'approvazione della prossima assemblea del Partito Democratico del Trentino. Sul piano istituzionale, invece, dopo l'approvazione dell'ordine del giorno in sede di dibattito sulla scorsa finanziaria contro le politiche nazionali di privatizzazione, si andrà a studiare una proposta (di legge od altro) per metterci al riparo (per quanto possibile) da ogni sorpresa, in ogni caso nella direzione sopra indicata. Scelte niente affatto scontate se pensiamo che il PD a livello nazionale non ha aderito ai referendum. Permangono in quella sede perplessità, ma speriamo che la nostra presa di posizione possa far breccia in quella del gruppo dirigente (chi ha partecipato alla recente assemblea nazionale racconta di una diffusa adesione alla proposta referendaria).
Domenica scorsa, a Volano, in un banchetto organizzato con alcune persone del circolo locale del PD del Trentino, abbiamo raccolto in poche ore più di un centinaio di firme, riscontrando una diffusa adesione ampiamente trasversale anche sul piano degli orientamenti politici. L'acqua tocca corde profonde e credo che questo potrà essere il primo referendum capace di arrivare al quorum dopo anni nei quali la soglia referendaria non è stata raggiunta.
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