«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Questa settimana non ci sono scadenze istituzionali, ma sul piano strettamente politico rappresenta un passaggio cruciale nella definizione delle alleanze e nella presentazione delle liste elettorali. Gli schieramenti, benché ormai delineati, si perfezionano tanto sul piano nazionale che su quello locale. La partita non è affatto irrilevante, ma in cuor mio la preoccupazione più vera è quella che le elezioni per il rinnovo del Parlamento Italiano non pesino negativamente sul nostro contesto territoriale e in particolare nel compromettere la coesione (quand'anche un po' precaria) della coalizione che da tre legislature governa la Provincia Autonoma di Trento e la regione Trentino Alto Adige - Sud Tirol.
La scelta delle liste che sostengono la candidatura a premier di Mario Monti di collocarsi in piena autonomia dal centrodestra e dal centrosinistra, segnando almeno in questa fase una sorta di equidistanza dagli schieramenti maggiori, crea qualche problema in Trentino dove l'UpT è parte organica del centrosinistra autonomista. La competizione rischia di accentuare le diffidenze e di approfondire le distanze, e per questo cerchiamo dovremmo cercare di abbassare i toni e di trovare un terreno comune nella formazione di liste unitarie nei collegi senatoriali. Ma anche qui qualche problema c'è, tanto nella logica di autosufficienza presente nel PD quanto nelle rivendicazioni dei partiti di candidati di bandiera, dimostrando una diversa gerarchia di considerazione verso l'autonomia e smarrendo l'idea che per il Senato dovrebbero prevalere criteri di rappresentatività territoriale guardando oltre le appartenenze.
E qualche problema c'è pure per la Camera dove questa pessima legge elettorale fa sì che le scelte dipendano dal posizionamento in lista e non dagli elettori. Nonostante le primarie, le candidature nazionali pesano sulla composizione delle liste, così come la dimensione regionale del nostro collegio, nell'equilibrio fra due realtà che pure esprimono un peso politico molto diverso.
Un fatto rilevante di questi giorni è anche la spaccatura che i Grünen del Sud Tirolo pongono in essere con in Verdi trentini. Non era mai accaduto che alle elezioni politiche si schierassero in due formazioni e addirittura schieramenti diversi, i Grünen con Sel e con Bersani, i Verdi con Ingroia. Un'operazione - quella dei Grünen - intelligente, che ha portato alla candidatura del giornalista Florian Kronbichler. E che apre un'interessante prospettiva sul piano di una possibile riarticolazione del tessuto politico sudtirolese, se solo il PD locale sapesse mettersi in gioco oltre la propria autoreferenzialità.
Arriva anche una mail di Fabio Pipinato con la quale annuncia la sua decisione di candidarsi nella lista di Lorenzo Dellai. Fioccano le telefonate, quasi che questa sua scelta personale, legata in qualche misura anche al suo impegno aclista, avesse a che fare con la mia collocazione di dialogo nel centrosinistra autonomista trentino. Con Fabio abbiamo costruito in questi anni un intenso lavoro comune attorno ai temi della cooperazione e della mondialità, ma anche con uno sguardo politico spesso affine. E credo che questo sguardo possa aver influito in questa scelta, che io voglio leggerla anche come la volontà di "scandalizzare", di rompere le righe laddove le elezioni tendono invece ad intruppare. Una scelta che rispetto ma che non condivido, perché rischia anch'essa di lacerare piuttosto che unire. Consapevole di questo, mi preme fargli sentire la mia vicinanza e far sì che questo passaggio non pregiudichi in nulla la nostra collaborazione ed il nostro cammino di ricerca.
In mezzo a tutto questo, lavoro per preparare due momenti importanti per il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani. Attorno al tema annuale della cultura del limite abbiamo in particolare due cose alle quali stiamo lavorando. La prima riguarda la realizzazione in Trentino di una "winter school" sul tema delle "mafie senza confini" che verrà realizzata ai primi di marzo in collaborazione con Libera e Rai Storia. Una tre giorni dedicata alla conoscenza di un fenomeno dai tratti postmoderni e che sa interloquire come pochi altri con la globalizzazione. E insieme all'individuazione delle modalità attraverso le quali provare a tarpare le ali alle mafie anche sul piano politico amministrativo, quando la distinzione fra economia legale e criminale tende a sfumare fin quasi a scomparire.
Il secondo è rappresentato dall'evento conclusivo del percorso "Nel limite. La misura del futuro". Come con lo scorso anno per "Sinan Pascià", anche quest'anno la serata con cui vorremmo tirare le fila di oltre cinquanta momenti diversi che hanno articolato questo tema si preannuncia di grande intensità: "Paesaggi dentro". Avremmo voluto organizzarlo al Muse ancor prima che venisse aperto al pubblico, ma a quanto pare le prescrizioni relative alla sicurezza non lo permettono. Allora riproviamo con il Teatro Sociale o con altre soluzioni. Staremo a vedere, ma la sceneggiatura che sta prendendo corpo è ancora più intrigante di quella che vedeva come protagonista il navigante genovese di "Creuza de mä".
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