«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
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Due giorni di Consiglio Provinciale per esaminare question time, interrogazioni a risposta immediata che - tranne qualche rara eccezione - vengono fatte leggendo i giornali e che scorrono nel generale disinteresse; per un disegno di legge sul garante dei detenuti che sta incontrando un'ostilità politica trasversale perché - si sa - occuparsi degli ultimi specie se sono brutti e cattivi non crea consenso e che pertanto incontra l'ennesimo rinvio; per una serie di mozioni che servono più a segnare il territorio che altro. Mi scuso in anticipo per questa brutalità, ma non è così che si aiutano le istituzioni a dare buona prova di sé.
Il problema è che la politica si è inaridita. In un intervallo dei lavori sento alcuni consiglieri, anche in questo caso di diversi schieramenti, che se la ridono a proposito del fatto che dopo gli zingari, gli omosessuali e i detenuti arriveranno in Consiglio anche "le puttane". Mi chiedo con che gente ho a che fare... Abbiamo appena celebrato la giornata della memoria, ma l'odio verso i diversi è più fertile che mai. Come ho scritto in questi giorni, non s'impara mai nulla. Così quei camini non smetteranno mai di fumare...
Bisogna studiare, non inventarsi soluzioni dettate dalla necessità di trovare consenso a tutti i costi. Il gioco d'azzardo corrisponde alla povertà e alla solitudine sociale. Per la prostituzione non è tanto diverso. E le soluzioni non sono né i casinò, né i casini. Lo dico anche in relazione ad una delle mozioni discusse in queste ore e, per altro verso, al voto della Circoscrizione dell'Argentario di cui si è molto parlato in questi giorni.
Non mi stupisco, sono abbastanza grande da sapere quanto le istituzioni siano lo specchio di quel che c'è nella società ed è per questo che non nascondo la mia preoccupazione. So anche che in giro c'è di molto peggio: del resto il ventennio del signore di Arcore e del Guerriero di Pontida hanno lasciato il segno. Arida non è solo la politica.
Il problema è che la politica dovrebbe avere un ruolo pedagogico, non dovrebbe assecondare gli istinti peggiori. Ma se la politica si appiattisce sulla ricerca del consenso, perché stupirsi? In questi anni in Trentino abbiamo cercato di dare espressione alla parte migliore della nostra comunità che pure ha saputo respingere le sirene del neoliberismo, alla sua storia migliore fatta di solidarietà e mutualismo, all'impegno e alla professionalità di tante persone. Eppure non dovremmo mai dimenticare che il sapere e le intelligenze vanno coltivate con cura, così come l'autonomia e la responsabilità.
Provo a sdoppiarmi, non riesco a stare in aula senza seguire quel che vien detto ma al tempo stesso non posso gettare al vento tutto questo tempo ad ascoltare il disco rotto di interventi sempre uguali, quasi ossessivi, di chi dipinge il Trentino come una terra alla deriva. E quindi cerco di scrivere, preparare appunti, incontri e riunioni, momenti serali dove le buone cose possano coniugarsi con le buone idee.
In altre parole, cerco di coltivare qualche nuovo scenario per il dopo elezioni, sul piano delle idee come nelle relazioni con le persone che immagino possano dare un contributo significativo non solo per rendere più interessante l'anomalia trentina, ma anche per costruire un percorso politico dei territori nelle regioni italiane. E' questo il senso di un immagine, "lo zaino e la topolino amaranto", che ho proposto nella mia relazione alla scuola di formazione politica Danilo Dolci a Roma nei giorni scorsi. Vuol dire ridisegnare la politica, ma il concetto di pensare/agire globale/locale non rientra tanto facilmente nello schema mentale.
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